La storia della Casa editrice

La storia della Casa editrice
  • 1991

    Nathan Never

    Dopo due anni di preparativi degni di un kolossal cinematografico, tre giovani, talentuosi sceneggiatori (Michele Medda, Antonio Serra, Bepi Vigna), già visti all'opera con Martin Mystère e Dylan Dog, varano la prima serie fantascientifica del nuovo corso "bonelliano". Nel 2099 (ma sarebbe meglio dire nel 2177, se ci atteniamo al nostro calendario gregoriano), le megalopoli della Terra saranno inferni tecnologici di acciaio e cemento, suddivisi su più livelli e popolati da mutanti, criminali senza scrupoli, spacciatori di psico-droghe, e via dicendo. In questo panorama di caos generalizzato, lo Stato ha dato il via all'apertura di organizzazioni di vigilanza private che vendono a caro prezzo la sicurezza. Tra queste, la più famosa è l'Agenzia Alfa, presso la quale lavora Nathan Never, malinconico ma tenace ex poliziotto tormentato da oscuri ricordi; confrontandosi con cyborg scatenati, scanners facilmente irritabili e potentissime multinazionali che tramano contro l'umanità, Nathan – insieme all'affascinante ed energica Legs Weaver e ad altri validissimi compagni – combatte la sua guerra in difesa di valori in cui nessuno sembra credere più: la Legge e la Giustizia. E in questo scenario alla "Blade Runner" diventa protagonista di fantathriller mozzafiato, dove l'immaginario futuribile si mescola a trame poliziesche realistiche e dure, che mettono progressivamente a fuoco la sua identità. Chi è veramente Nathan Never? Che cosa si nasconde nel suo angosciante passato? È un eroe o un anti-eroe? Forse è soltanto un essere umano in un mondo sempre meno umano.
  • 1992

    Zona X

    Nell'anno in cui Martin Mystère compie dieci anni di felice presenza nelle edicole, nasce Zona X, un corposo albo quadrimestrale (ma successivamente si trasformerà prima in bimestrale e poi in mensile), che, nell'arco di 196 pagine, ospita due storie complete "ai confini del possibile", presentate, o comunque idealmente sponsorizzate, dal detective-archeologo-viaggiatore ideato da Alfredo Castelli. Rispettando il motto "Libero spazio alla fantasia", Zona X offre, nel corso del tempo, racconti autoconclusivi, serie e mini-serie che hanno come tratto comune l'insolito, il bizzarro, l'inesplicabile. Per esempio, "Magic Patrol", di cui sono protagonisti alcuni membri della mysteriosa base di Altrove; "La stirpe di Elän", il primo fantasy bonelliano, imperniato sulle gesta di un gruppo di personaggi che si muovono fra la Terra e un magico mondo dove la tecnologia è ferma al Settecento; "Legione stellare", una space-opera ambientata nell'intera galassia del Trentesimo secolo; "Robinson Hart", un intrepido poliziotto temporale, a spasso fra l'antica Roma, la Bretagna arturiana e il selvaggio West...

  • 1993

    Collana Almanacchi

    Ad aprire la pista è stato, nel 1987, l'Almanacco del Mistero, inevitabilmente "sponsorizzato" da Martin Mystère. Poi, nel 1991, viene l'Almanacco della Paura, legato – poteva essere altrimenti? – al mondo orrorifico di Dylan Dog. Infine, per esaudire le pressanti richieste di migliaia di lettori, Sergio Bonelli decide di allargare il "progetto Almanacchi" ai personaggi, e ai generi, più significativi della Casa editrice, oltre ai già rodati Martin Mystère e Dylan Dog: il West per Tex, l'Avventura per Mister No e Zagor, la Fantascienza per Nathan Never, il Giallo per Nick Raider... Nell'estate 1993, è proprio l'Almanacco del Giallo a dare ufficialmente il via a una collana bimestrale la cui impostazione di fondo – accolta con favore dal pubblico – non è cambiata: accanto a una storia a fumetti, inedita e completa, dell'eroe titolare, l'Almanacco offre un excursus critico sui migliori film e libri visti e letti nel corso dei dodici mesi precedenti (legati tematicamente alla pubblicazione), accompagnato da una vasta, e illustratissima, rassegna di articoli, notizie e brevi saggi. In 176 pagine (192 per l'Almanacco di Martin Mystère), si fa dunque piena luce sulle mille sfumature dei generi narrativi più popolari e più ricchi di emozioni.

  • 1994

    Ken Parker Magazine

    Ci sono personaggi che sembrano godere di una eterna giovinezza e che, nonostante travagliate vicende editoriali, non tradiscono mai la fiducia e l'affetto del loro pubblico. Ken Parker è uno di questi: chiusa nel 1984 la serie "bonelliana" ufficiale, il biondo scout di Berardi & Milazzo viene ospitato saltuariamente da importanti riviste-contenitore, finché, nel 1992, una piccola Casa editrice gestita dai suoi stessi creatori gli dedica Ken Parker Magazine, un mensile di grande formato che, oltre alle sue nuove avventure, pubblica fumetti di altri autori, ma anche articoli, saggi e racconti in prosa. Nel 1994, Ken Parker Magazine viene acquisito dalla Bonelli e Lungo Fucile finalmente "ritorna a casa": forte di una veste grafica arricchita e rinnovata, la rivista potenzia la propria formula, proponendo, fra l'altro, brevi storie inedite interpretate dai più noti eroi della "scuderia" Bonelli (Tex, Dylan Dog, Mister No, Martin Mystère, Nathan Never...) e interessanti excursus sui diversi generi letterari (il giallo, la fantascienza, il western, l'avventura esotica...). Quando, nel 1996, con il trentaseiesimo numero, il Magazine è costretto a lasciare i suoi (troppo pochi) lettori, Ken non si arrende ed emigra sulle pagine di due nuove collane nell'usuale formato Bonelli: Ken Parker Collezione – che ripropone, in versione completa, le storie pubblicate a puntate su Ken Parker Magazine – e Ken Parker Speciale, che presenta ogni sei mesi avventure inedite e complete di ben 180 pagine del tormentato personaggio. Nel gennaio 1998, anche Ken Parker Speciale va in pensione: chi lo conosce e lo ama sa, però, che Lungo Fucile ha mille vite, e che, prima o poi, riprenderà a percorrere i sentieri di quel West crepuscolare di cui è stato un pioniere!

  • 1995

    Legs Weaver

    Chi conosce il gergo dei super-appassionati e degli addetti ai lavori direbbe che Legs Weaver è uno spin-off, ovvero una collana il cui protagonista è nato sulle pagine di un'altra serie, in cui rivestiva un ruolo da comprimario. Di certo, con il carattere dirompente che si ritrova, Legs si è conquistata a pieno diritto un albo tutto suo, dove poter esprimere nella massima libertà – e finalmente da protagonista assoluta – quell'energia e quell'ironia che già aveva dimostrato di possedere come compagna di avventure di Nathan Never. Così, nel 1995, i suoi creatori (Medda, Serra & Vigna) decidono di raccontare ogni mese una nuova avventura in "solitario" di Rebecca "Legs" Weaver, mettendone meglio in luce la sfaccettata personalità. Durante gli anni passati all'Accademia Rogers, una sorta di università dove vengono addestrati i futuri agenti speciali, Rebecca incontra Oliver Lawrence, uno dei suoi fondatori. Lo sposa, ma, poco tempo dopo, ingiustamente accusata dell'omicidio del marito, viene condannata all'ergastolo, che sconta nelle carceri di Blackwall. Nel 2091, quando fonda l'Agenzia Alfa, Edward Reiser chiede a Legs di diventare il primo Agente Alfa in cambio della libertà. Nel 2093, in una missione che la porta a dare la caccia a un ladro di opere d'arte, conosce May Frayn. May accetta di entrare nell'Agenzia Alfa. Da qui nasce la loro amicizia e la decisione di dividere la stessa casa, oltre a tante scatenate, sorprendenti peripezie!

  • 1997

    Agenzia Alfa

    Dopo Nathan Never e Legs Weaver, anche gli altri efficientissimi componenti dell'Agenzia Alfa si conquistano una collana in proprio: dapprima con cadenza annuale e poi semestrale, grazie all'immaginazione degli instancabili Serra, Medda & Vigna e dei loro collaboratori, i lettori possono dunque seguire le imprese, individuali o di gruppo, vissute dai colleghi di Nathan e Legs: la segretaria Janine Spengler, il mago dei computer Sigmund Baginov, il corpulento Al Goodman, il robot Link, il play-boy Andy Havilland, le sorelle May e April Frayn e l'enigmatico Jack O'Ryan, l'uomo il cui volto sfigurato è nascosto da una nuova faccia artificiale. Una pattuglia di autentici fanta-moschettieri che, in nome della giustizia, non esitano a sobbarcarsi missioni davvero impossibili, affrontando, fra l'altro, comete deviate dalla loro orbita, computer senzienti e incredibili fenomeni cosmici!

  • 1997

    I grandi comici del fumetto

    Il fumetto targato Bonelli, si sa, è sinonimo di Avventura, e dunque di racconti realistici, in cui l'umorismo è un elemento accessorio, anche se talvolta basilare (come nel caso di Zagor, Mark e Dylan Dog). I grandi comici del fumetto è dunque una collana di rilievo, nella storia della Casa editrice di via Buonarroti, non soltanto per le sue caratteristiche editoriali (albi annuali interamente a colori), ma anche per il progetto che la guida: ospitare quei cartoonist che hanno fatto del sorriso una autentica missione. Per questo, a inaugurarla viene chiamato un maestro come Benito Jacovitti che, per l'occasione, realizza "Cocco Bill diquaedilà", una folle scorribanda fra i luoghi comuni del genere western, in compagnia del popolarissimo cowboy che beve soltanto camomilla. All'indimenticabile Jac "Lisca di Pesce" seguono altre grandi firme della comicità disegnata made in Italy: nel 1998 e nel 1999, Bonvi e Giorgio Cavazzano rispettivamente scrivono e illustrano prima "La Città" (un intreccio di storie bizzarre e misteriose ambientate in una metropoli caotica e tentacolare dei nostri giorni), poi "Maledetta galassia!" (un viaggio fantascientifico nello spazio profondo, fra minacciose entità aliene e sorprendenti scoperte); nel 2000, l'ospite d'onore è Antonio Terenghi che, su testi di Alfredo Castelli, riporta in scena il suo celeberrimo Pedrito El Drito, lo sceriffo dai lunghi baffi e dalla smodata passione per gli alcolici, inutilmente controllato dalla severa moglie Paquita.

  • 1997

    Magico Vento

    Si muove sullo sfondo di un Selvaggio West dove la realtà può trasformarsi in un incubo. Con il suo carattere imprevedibile e inquieto, Magico Vento, ideato e sceneggiato da Gianfranco Manfredi, è il capofila di un nuovo, originale filone narrativo, nato dall'incontro fra due generi molto amati e profondamente suggestivi, il western e l'horror. Magico Vento agisce nel territorio delle Grandi Pianure del Dakota, negli anni Settanta dell'Ottocento, cioè nel periodo successivo alla Guerra di Secessione, quando la Ferrovia transcontinentale è stata appena inaugurata e la ferrea civilizzazione del West imposta dai bianchi si prepara a strappare nuove terre ai nativi. Pur essendo un uomo della medicina, uno sciamano e un guerriero, Magico Vento non è un indiano, ma un ex soldato bianco (il cui nome è Ned Ellis) passato con i Sioux. A causa di una scheggia di metallo conficcata nel cranio, Magico Vento ha perso la memoria e dunque ignora del tutto il suo passato, ma questo stesso trauma gli ha dischiuso le porte del futuro, che egli riesce a intuire attraverso drammatiche visioni profetiche. Al suo fianco, c'è un amico intelligente e determinato: il giornalista Willy Richards, detto Poe, per la straordinaria somiglianza con il famoso scrittore. Insieme dovranno sventare le trame del loro nemico numero uno: Howard Hogan, un diabolico affarista, avido di potere e deciso a scatenare nuove guerre contro gli indiani in nome di una civilizzazione spietata. Nel corso di una saga imprevedibile e piena di continui colpi di scena, Magico Vento condurrà i lettori alla scoperta di una Frontiera infestata da demoni, spettri, bestie apocalittiche; un regno dell'ignoto in cui, a ogni passo, si rischia di finire fra le braccia del soprannaturale.

  • 1997

    Napoleone

    Nato in Italia e cresciuto in Africa (per la precisione, ad Addis Abeba, dove ha svolto servizio come poliziotto presso l'ambasciata italiana), Napoleone Di Carlo ha fatto ritorno in Europa e ha scelto la Svizzera come sua nuova patria. Vive a Ginevra, dove gestisce un piccolo albergo, l'Hotel Astrid, situato in un quartiere piccolo e appartato. Qui, vorrebbe dedicarsi alle sue grandi passioni (la criminologia e l'entomologia), ma, sollecitato dalle richieste di aiuto rivoltegli dall'amico Dumas, commissario della polizia ginevrina, è costretto, di volta in volta, ad abbandonare i suoi hobby e le sue normali occupazioni per avventurarsi in indagini complesse e rischiose, ("in bilico fra il giallo e il noir", come dice lo "strillo" promozionale con cui viene lanciato), che fanno emergere il suo talento di investigatore e le sue capacità di uomo d'azione. Il tratto più anomalo di questo insolito personaggio creato e sceneggiato da Carlo Ambrosini è però rappresentato dalla sua capacità di stabilire un colloquio con delle strane creature (invisibili a tutti, tranne che a lui) nate dalla sua mente e abitanti un paesaggio onirico e surreale governato da proprie regole, un mondo bizzarro che si trova "al di sopra degli stagni, delle valli, delle montagne, dei boschi, delle nubi, dei mari, al di là del sole, dell'etere e dei confini delle sfere stellate". Con questi tre esseri, la ninfa Lucrezia, l'omino con la faccia di pesce Scintillone e il maggiordomo Caliendo, Napoleone dovrà fare i conti, anche nei momenti più drammatici o esasperati, dando così vita a situazioni intrise di umorismo e di sottile ironia.

  • 1998

    Brendon

    Nel 2029, nonostante i disperati tentativi compiuti dagli scienziati e dai governi mondiali per evitare la collisione, un gigantesco asteroide colpisce la Terra alterandone irrimediabilmente l'aspetto climatico e geologico. Il Sole si oscura e il pianeta precipita in una notte perenne. È l'inizio della "Grande Tenebra", un lungo periodo di decadenza e di barbarie, dominato dall'anarchia e da un clima di esasperata violenza. In questo scenario post-apocalittico e medievaleggiante, si muove Brendon D'Arkness, protagonista di una serie creata dallo sceneggiatore Claudio Chiaverotti. Brendon vive nella Nuova Cornovaglia, in un'antica dimora fatiscente ravvivata soltanto dalla presenza di Christopher, una sorta di marionetta a energia solare, ultimo retaggio della Vecchia Era. Cresciuto sotto l'ala protettrice di un maestro d'armi, Brendon è diventato cavaliere di ventura, un mercenario che vende i propri servigi a chiunque gliene faccia richiesta. Pur svolgendo un mestiere ingrato, egli conserva, tuttavia, una sua umanità, che lo obbliga a schierarsi sempre e comunque dalla parte dei più deboli. È uno spirito libero e selvaggio, crepuscolare ma non privo di ironia. Un eroe che combatte i mostri generati dal sonno della ragione, in un mondo che cerca di risorgere sulle ceneri del precedente, ma non riesce a liberarsi dai propri fantasmi.

  • 1998

    Julia

    Sulla trentina, con capelli corti e scuri, come gli occhi, lontana dallo stereotipo della top-model, Julia Kendall ha una figura naturalmente elegante, con un corpo esile e nervoso alla Audrey Hepburn, e tratti che, senza rientrare nei canoni della bellezza classica, la rendono decisamente affascinante. Julia è fragile, riservata, aliena da ogni forma di violenza. Eppure, ha abbracciato una professione difficile e assolutamente rischiosa: quella di criminologa. E anche se ha fatto la scelta di non usare armi da fuoco, nelle situazioni difficili sa difendersi e tira fuori energie insospettabili. Una criminologa come lei sa fare di tutto, nel campo dell'indagine poliziesca: è analista, psicologa, detective, anatomopatologa, specializzata in rilevamenti scientifici sul luogo del delitto. Le sue prede principali sono i serial killer, ma il suo campo d'indagine spazia nel mondo del crimine in generale. Il metodo d'indagine di Julia, oltre che sulle conoscenze scientifiche acquisite, si basa su un istinto personale, una straordinaria sensibilità che le permette d'immedesimarsi emotivamente nel criminale di turno e, quindi, di prevenirne le mosse o di risalire ai motivi che hanno scatenato l'azione delittuosa. Il suo intento è naturalmente quello di assicurare i colpevoli alla giustizia, ma soprattutto di capire – capire, non giustificare – le profonde pulsioni che li hanno spinti ad agire. Se esistesse la categoria, si potrebbe definire una "indagatrice dell'animo". Del resto, quello di esplorare i sentimenti più intimi dei suoi personaggi è un'arte che il creatore di Julia, Giancarlo Berardi, conosce perfettamente. Abbandonato l'Ottocento e le selvagge terre di Frontiera in cui si muoveva la sua più celebre creatura, Ken Parker, Berardi sposta il suo campo d'azione in un 'epoca più attuale ma non meno selvaggia, la nostra, e all'interno di un genere, il noir, particolarmente pieno di inquietudini, tensioni, colpi di scena.

  • 1999

    Gea

    Creata da Luca Enoch, Gea è una ragazzina quattordicenne rimasta orfana dei genitori e con alle spalle un oscuro passato. Vive da sola in un grande loft di una metropoli immaginaria, insieme al suo inseparabile gatto Cagliostro. Gea suona il basso elettrico in un gruppo rock, veste con un look "dark", possiede una vasta biblioteca piena di libri antichi, viaggia in scooter, pratica il kendo (un'antica arte marziale giapponese) e colleziona cd e vecchi dischi in vinile. Dietro la sua apparenza di ragazzina fragile e spensierata, Gea nasconde, però, un grande segreto: lei è un Baluardo, una specie di "sentinella", e la sua missione è quella di difendere la Terra dall'intrusione di esseri provenienti da altre dimensioni, a volte impauriti e disorientati, a volte bellicosi e malvagi, e dunque seriamente intenzionati a invadere il nostro pianeta. Ed è contro di loro che Gea deve scendere in campo, sulle pagine della sua collana semestrale, sfoderando tutta la sua grinta e, soprattutto, la sua magica spada, che emana raggi di pura energia!
     

  • 1999

    Jonathan Steele

    Jonathan Steele è un investigatore privato che agisce in un mondo che eventi misteriosi hanno profondamente e repentinamente cambiato: infatti, nella Terra del 2020 (anno in cui si svolgono le sue avventure), la moderna tecnologia ha dovuto imparare a convivere con la magia. Ventiquattrenne, australiano di origine, Jonathan Steele – ideato e sceneggiato da Federico Memola – agisce per conto di una agenzia investigativa molto particolare, che ha sede a Parigi, ma che opera a livello internazionale. Oltre ai normali criminali, Jonathan si trova spesso ad affrontare creature fantastiche (ispirate sia dalla fantasy tradizionale che dalle antiche mitologie), maghi, stregoni, e tutto un variegato campionario di situazioni decisamente anomale. Pur vivendo spesso ai margini della legalità, Jonathan Steele è un eroe positivo, un individuo pragmatico dal forte spirito indipendente, abituato ad affrontare ogni tipo di imprevisto. Assieme a lui collaborano alle indagini due affascinanti ragazze, molto diverse fra loro sia nel fisico che nel carattere: la sofisticata Jasmine Rashad (di nazionalità pachistana, ma nata e cresciuta in Germania), top-model laureata in archeologia ed esperta di esoterismo, e l'esuberante Myriam Leclair, una fotoreporter canadese dotata di poteri magici.