Anni '50

Anni '50

Da Red Carson a Joe Bretella, senza dimenticare I Tre Bill, Hondo e Il Piccolo Ranger!

Red Carson

1950

Red Carson fu l'eroe di un inconsueto, avvincente western importato dagli Stati Uniti. L'autore era Warren Tufts, il cui stile richiamava molto da vicino quello del grande Alex Raymond. Lo stesso protagonista delle storie (il cui nome originale era Casey Ruggles, e che fu ribattezzato prima Red Carson e successivamente Lo Sceriffo di Ferro) somigliava non poco a Flash Gordon.

Le avventure avevano delle caratteristiche un po' insolite per un fumetto western, ricche com'erano di humor e di mistero. In molte storie dell'originale statunitense, non si seguivano i normali moduli narrativi, per cui un episodio poteva addirittura rimanere in sospeso, senza la sua logica conclusione, che veniva lasciata alla fantasia dei lettori. Gianluigi Bonelli si rese conto di questa carenza e intervenne in prima persona nella traduzione, reinventando i dialoghi per renderli più consoni al gusto del lettore italiano e inserendo episodi di raccordo più tradizionali (e più coerenti), disegnati dal bravissimo Mario Uggeri.

Nel 1950, il filone western viene interrotto da una proposta quantomai inconsueta: i quattro fascicoli a striscia dedicati a "L'Uomo Ombra". Diabolik non è ancora nato (apparirà nelle edicole solo dodici anni dopo), quando la Francia è squassata dagli efferati delitti di uno scienziato, mago del travestimento: uno spietato criminale che, pur di persistere nei suoi esperimenti, non si ferma davanti a nulla.

Gli si oppongono, disegnati con abile mano da Lino Jeva, il detective Barlier e il giornalista Sanders, che metteranno fine ai progetti dell'Uomo Ombra e del suo aiutante Otto Schwartz, arrestandoli in India dopo una serie di inseguimenti, fughe e drammatiche vicende. Per l'Uomo Ombra, al suo ritorno in Francia, sarà la ghigliottina.

Ricco di riferimenti alla serie letteraria di Fantômas, l'albo, troppo in anticipo sui tempi, non ebbe successo, nonostante le splendide copertine, opera di un Aurelio Galleppini in grande forma

La serie (di produzione statunitense) racconta le gesta del famoso scout del West (a cui è stato messo in testa un berretto alla Davy Crockett), calcando il piede sull'ironia e circondando il protagonista di belle donne.

Nonostante i bei disegni di Fred Meagher (inframezzati da primi piani dell'eroe realizzati da Galleppini) e l'intervento, nei testi, di Gianluigi Bonelli, il pubblico italiano (abituato a eroi tutti d'un pezzo) accolse male il personaggio, che non ebbe mai il successo sperato.

Gordon Jim

1952

La trama della serie, ambientata negli Stati Uniti, ha come sfondo la lotta tra Francia e Inghilterra per il possesso dei territori del Nord America (siamo, di conseguenza, verso la fine del Diciottesimo secolo). Protagonista è Gordon Jim, un giovane scozzese, appartenente alla nobile casata degli Argyll, eterna nemica della famiglia inglese dei Sutherland. A causa dell'inganno perpetrato da uno degli appartenenti a quest'ultima, Gordon Jim, accusato ingiustamente di omicidio, è costretto ad abbandonare la sua patria e a rifugiarsi in America.

Qui, vivrà le sue avventure in compagnia di un gruppo di personaggi tutti ottimamente caratterizzati (così com'era abitudine di Roy D'Amy, autore della serie, la cui capacità di dare coralità all'azione si era già messa in evidenza in occasione di Mani in Alto!). Ed ecco quindi muoversi abilmente (e tra mille pericoli) il forzuto Mac Hardy, suo nipote (il balbuziente Semedimela), il simpatico Dirty Pan (sempre tormentato da una megera che vuole diventare sua moglie), la dolcissima Miss Arabel (innamorata di Gordon Jim), il piccolo Tartufo con la sua fedele puzzola Eulalia, e altri personaggi ancora.

L'affermarsi nella vicenda di avvenimenti storici e di situazioni immaginarie diede quella "marcia in più" alle avventure dei nostri eroi, che risultarono decisamente divertenti (e avvincenti) per tutti i giovani lettori di allora, tanto che, una volta conclusasi, la serie venne ristampata più volte. I personaggi emanavano un grande fascino, ma soprattutto risaltavano gli splendidi disegni realizzati da Roy D'Amy (in alcuni casi, con la collaborazione di un altro grande del fumetto, Gino D'Antonio). Le eleganti divise dei militari, le folcloristiche acconciature delle tribù indiane del Nord-Ovest, le cupe foreste e i suggestivi paesaggi lacustri offrirono all'autore la possibilità di comporre alcune tra le più pregevoli tavole mai apparse nel fumetto italiano d'avventura.

I tre Bill

1952

Dopo aver creato una lunga serie di eroi solitari, Gianluigi Bonelli sceglie, come protagonisti di un nuovo albo, uno scatenato trio di fratelli che vennero dotati dei volti degli attori John Carradine, Victor MacLaglen e Montgomery Clift. I Bill (è il cognome, non un nome) sono una temibile terna di castigamatti che, per mantenere un giuramento fatto al padre in punto di morte, ricorrono alle armi solo in casi disperati e cercano sempre di non uccidere. In compenso, però, fracassano le mani di chi ha osato sparare contro di loro in modo tale che non abbia occasione di riprovarci!

Sempre pronti a menare le mani, i tre fratelli (Black, un tipo taciturno cui uno strano costume conferiva un aspetto piuttosto funereo; Sam, uno scanzonato gigante che accettava con lo stesso entusiasmo un'allegra bevuta o una omerica scazzottata, e infine Kid, il "piccolo" della famiglia, un cucciolo già dotato di buoni denti) sono inarrestabili come una valanga e vivono ogni sorta di avventure, narrate con l'abituale grinta da Gianluigi Bonelli, i cui testi, per nulla invecchiati, rendono estremamente piacevole, a tutt'oggi, la lettura degli albi. Kid, Black e Sam Bill vennero disegnati inizialmente da Giovanni Benvenuti, prima disegnatore di fumetti, poi abile e noto illustratore. Il suo disegno, dotato di grande realismo, accentuava la già forte caratterizzazione dei protagonisti.

A collaborare con lui c'era Roy D'Amy che nel 1955, quando la serie (data la grande popolarità dei personaggi) venne ripresa, gli subentrò del tutto nella realizzazione dei disegni, con l'aiuto di alcuni collaboratori. "Il ritorno dei tre Bill" (questo il titolo della seconda serie) ebbe anch'esso un notevole successo, a dimostrazione della forza evocativa di questi personaggi che, più volte ristampati, hanno fatto la loro ultima apparizione in Italia in alcuni albi della famosa Collana Rodeo.

Poker

1952

Questa simpatica rivista, nata con grandi speranze, ebbe invece vita brevissima (appena due numeri). La causa di un simile insuccesso? Forse erano le copertine (e le illustrazioni all'interno), un po' troppo "anticipatrici" per quei tempi, con delle simpatiche pin-up realizzate da Albertarelli, Benvenuti e Donatelli. O forse il fatto che all'interno si alternavano i fumetti ("Rip Kirby", "Braccio di Ferro", le prime tavole di "Yuma Kid") a racconti a tutto testo e ad articoli sul cinema e sul mondo dello spettacolo in genere.

A ogni modo, un simile "mix" non riuscì a guadagnarsi una sua ben individuata fascia di lettori, probabilmente confusi dalla varietà degli elementi contenuti nella rivista. Riguardandola con occhi di oggi, lo sconcerto che essa destò fra i lettori abituali dei fumetti ci fa certo sorridere e, forse (se si pensa ai prodotti analoghi che affollano le edicole alle soglie del terzo Millennio), rimpiangere un certo modo di scrivere e disegnare, ormai nettamente superato dai tempi.

Un'ultima nota curiosa. "Poker", caso pressoché unico nella storia della nostra Casa editrice, ospitava al suo interno anche la pubblicità di prodotti commerciali.

Yuma Kid

1953

Il giovane Yuma Kid, raccolto dagli indiani Yuma nel deserto di Gila durante una tempesta di sabbia, cresce tra di loro (che lo chiamano Vento della Morte) e, dopo aver ascoltato le profezie della vecchia Wa-No-Tah, una strega che vive in una grotta insieme ai suoi coguari (tema ricorrente per Gianluigi Bonelli, autore dei testi della serie), torna tra i bianchi che imparano subito a rispettarlo, anche a causa dell'alone di mistero che circonda la sua nascita e la sua vita con gli indiani.

La serie, nonostante sia durata per appena diciotto albi settimanali, si distingue per lo splendido e pulitissimo disegno di Mario Uggeri.

Sotto questo titolo (per la verità, non molto giustificato nella vicenda né dalla psicologia, né dall'abbigliamento del personaggio) sono apparse le avventure di Frisco Smith, poliziotto di una compagnia ferroviaria del West.

Vestito vagamente alla messicana, l'eroe di questo serial è un abile pistolero con una mentalità decisamente indirizzata al più completo rispetto della legge così come essa è scritta. Si distingue dunque dai suoi colleghi giustizieri (tipo Tex, tanto per intenderci), ma nello stesso tempo il suo atteggiamento legalitario lo porta a essere più freddo e meno accattivante degli altri personaggi di quel periodo. A fargli da spalla durante le sue avventure, un giovane indiano chiamato Piccolo Corvo.

I testi erano di G. L. Bonelli, i disegni della EsseGesse (Sinchetto, Guzzon e Sartoris, creatori di famosi personaggi come Il Grande Blek, Capitan Miki e, per la nostra Casa editrice, del Comandante Mark)

Rio Kid

1953

Rio Kid, meglio noto come "Il Cavaliere del Texas", fu il protagonista di una breve serie nata dalla collaborazione tra Gianluigi Bonelli, autore dei testi, e Roy D'Amy, soggettista e disegnatore.

Tipico "raddrizzatorti", accompagnato dal ciclopico Whisky Bill (il cui soprannome la dice lunga sul suo amore per le bevande alcoliche), Rio Kid opera nelle aride regioni del Texas e nel Messico, vivendo movimentate avventure che (com'è tradizione per i personaggi di Gianluigi Bonelli) trascendono spesso il puro genere western per affrontare tematiche fantastiche.

Za La Mort

1953

Questa collana (che si avvaleva dei testi di Gianluigi Bonelli e dei disegni di Pietro Gamba) prese a prestito, un po' incongruamente, il titolo da una serie di film muti dell'anteguerra, che avevano per protagonista un "apache" parigino, una sorta di Fantômas, interpretato dall'attore Emilio Ghione. Il protagonista della nostra storia è invece un vero apache, della tribù dei Broncos.

Abilissimo nell'uso delle Colt, affiancato da Tom Jeffords, uno scout dell'esercito con il quale forma un affiatato duo, Za La Mort vive le sue straordinarie avventure nell'ultimo scorcio dell'Ottocento, negli anni tumultuosi che segnarono la fine delle guerre indiane, ergendosi a strenuo difensore della sua razza.

Questa fortunata serie creata da Roy D'Amy ci presenta le avventure di una improbabile ma azzeccatissima Legione Straniera dell'Ovest, corpo speciale con compiti di vigilanza alla Frontiera, in un Far West della seconda metà del Diciannovesimo secolo.

Oltre al simpatico, abilissimo Sergente York, titolare della testata, a Fort Hope (base della Legione) operano individui provenienti da ogni parte del mondo: l'irlandese Sean O'Donnel, l'americano Flinty, il canadese Roseberry, il polacco Toplinsky, il napoletano Antonio Caruso, il violinista austriaco Oscar Strauss, il cosacco Vassili Ivan Petrovic Karakazoff Smolensky, il capitano francese Jean Leroux, lo scozzese Jolly Jock, l'orfano Pretty Boy, il coraggioso Parnell e il colonnello Hoover.

L'assortito gruppo ha modo di dimostrare la propria efficienza operativa in un'interminabile serie di avventure di ogni tipo, tutte incalzanti ed efficacemente rese dai disegni dell'autore.

El Kid

1955

Ambientato nella regione frontaliera del Messico settentrionale, l'albo ha per protagonista un giovane piuttosto spericolato che si erge a difensore dei poveri e degli oppressi. Attraverso una lunga serie di avventure in cui, di volta in volta, avrà per antagonisti rurales messicani, guerrieri apaches e pistoleros, il nostro eroe usa le pistole e i pugni senza mai alterare l'espressione ironica e scanzonata che reca sul viso.

Un personaggio decisamente dinamico, nato dalla inesauribile fantasia di Gianluigi Bonelli e le cui prime avventure, disegnate da un già abile Dino Battaglia, sono state ripresentate ai lettori prima sulle pagine della Collana Rodeo, poi su quelle di TuttoWest. In seguito, la serie fu disegnata anche da Renzo Calegari e da Gino D'Antonio, fino a raggiungere un totale di ventiquattro albi.

Dopo il successo di "Mani in alto!", il simpatico Cherry Brandy, la "spalla" di Teddy Star, ottenne la promozione a protagonista di una serie di albi (sempre realizzati da Roy D'Amy). Le avventure, narrate da lui stesso, lo vedono protagonista nel ruolo di cowboy, sceriffo, detective, cercatore d'oro e cento altre professioni, in compagnia dell'orfanello Sventola, ora cadetto a West Point, e di un affezionato puma di nome Micione.

Le ultime uscite

Il segreto degli Eloym - Nathan Never Missione Giove 03

Uscita: 24/07/2021

 
Sulla pista dei ricordi - Dragonero Il Ribelle 21 BIS

Uscita: 24/07/2021

 
Fiamme sulla laguna - Speciale Martin Mystère 38

Uscita: 23/07/2021

 
Nathan Never Magazine 2021

Uscita: 22/07/2021

 
Zagor contro Hellingen. Ora zero

Uscita: 22/07/2021

 
Senzanima. Assedio

Uscita: 22/07/2021

 
Senzanima. Assedio

Uscita: 22/07/2021

 
Agente indiano - Tex 729 BIS

Uscita: 21/07/2021

 
La biblioteca dell'orrore - Dampyr Color 01

Uscita: 20/07/2021

 
Sfida a Fort Owen - Tex Willer 33

Uscita: 20/07/2021

 
La casa della gioia - Nathan Never 362

Uscita: 17/07/2021

 
Un uomo intrepido - Tex Classic 114

Uscita: 16/07/2021

 
Un uomo in fuga - Zagor 723 BIS

Uscita: 16/07/2021

 
Il commissario Ricciardi. In fondo al tuo cuore

Uscita: 15/07/2021

 
La collina della morte - Tex Nuova Ristampa 471

Uscita: 15/07/2021

 
Qwertyngton - Dylan Dog 418 BIS

Uscita: 15/07/2021

 
L'ultima possibilità del diavolo - Speciale Brendon 21

Uscita: 14/07/2021

 
Il mare bianco - Zagor Classic 29

Uscita: 13/07/2021

 

Shop Sergio Bonelli Editore