Arriva Mister Bo!

I buffi misteri dell'Inferno Verde.

I buffi misteri dell'Inferno Verde.

Si chiama Mister Bo e va alla scoperta di un'Amazzonia che nasconde mille sorprese tutte da ridere. Perché, come il suo creatore, questo viaggiatore inesperto, ma volenteroso, in cui Sergio Bonelli si rispecchiava, ha imparato a cogliere il lato ironico della vita!

A cura di Graziano Frediani

ANCHE NELLE STORIE PIÙ DRAMMATICHE CHE HA SCRITTO, TANTO PER ZAGOR QUANTO PER MISTER NO, Guido Nolitta-Sergio Bonelli non ha mai tradito una precisa regola stilistica: "a dispetto del mio proclamato amore per l'avventura, un amore che avevo coltivato vedendo decine di film e leggendo centinaia di fumetti in tema,

Nel 1975, così si presentava ai lettori il primo antieroe bonelliano (dis. G. Ferri).
 e nonostante la mia indubitabile voglia di raccontare vicende 'serie' che mi impegnavano spesso in lunghe ricerche storiche sui libri, devo confessare che, mentre mi costava fatica costruire la trama vera e propria, non dovevo sforzarmi troppo per impostare quel siparietto comico che, secondo me, doveva sempre alternarsi ai colpi di scena e alle azioni violente. Non a caso, allora, oltre ai miei amati Burt Lancaster, Stewart Granger, Gary Cooper e John Wayne, granitici pilastri dell'Avventura pura, non mi perdevo neanche i grandi classici della risata, come Charlot, Stanlio e Ollio e Buster Keaton, ma nemmeno i loro epigoni più semplici, come gli ormai dimenticati Ridolini, Bob Hope e Gianni e Pinotto. Tutto sommato, io che non ho né la vocazione né il fisico né il coraggio per essere un eroe, ho sempre sentito molto vicini a me gli aspetti divertenti della vita, piuttosto che quelli epici...", diceva.

Da qui nascevano, dunque, le mille gag di Cico, il piccolo messicano – dotato di un appetito insaziabile e, soprattutto, di un'innata predisposizione a mettersi nei guai – che condivide, da più di cinquant'anni, la vita spericolata del Re di Darkwood, ma anche le divagazioni disimpegnate e goderecce di Jerry Drake, cui non dispiacerebbe passare più tempo a sbaciucchiare qualche bella ragazza, bevendo cachaça e sonnecchiando su un'amaca, anziché calarsi in quel ruolo di Eroe che lo costringe a confrontarsi, per l'ennesima volta, con il cinismo e la violenza.

NESSUNO DEL PERSONAGGI NOLITTIANI SI È MAI PRESO TROPPO SUL SERIO, ancor meno sul serio si è preso Bonelli stesso, quando ha cominciato a tratteggiare, in alcune pagine dei suoi diari di viaggio, le buffe, talvolta demenziali, disavventure di Mister Bo. A dare un volto definitivo a questo anti-eroico esploratore, ha poi provveduto uno dei suoi disegnatori preferiti, Fabio Celoni, in due tavole originariamente pubblicate su un volume – intitolato Mister No & Mister Nolitta e pubblicato da Coniglio Editore nel 2006 – che ripercorreva, per l'appunto, il variegato universo di Jerry Drake e del suo creatore.


L' abbozzo di una gag di Mister Bo realizzato da Sergio Bonelli...

A corredo dei testi c'era una ricca documentazione fotografica: quelle immagini, però, non uscivano, come scrisse all'epoca Bonelli, "da uno dei tanti volumi stipati nella libreria della redazione, bensì dal mio album dei ricordi, che ho sempre mostrato con pudore e parsimonia persino agli amici più cari. Quando, giovane o vecchio, magro o grasso, biondo o incanutito, mi vedete riprodotto a bordo di un battello amazzonico o di fronte a un idolo maya, vorrei che voi pensaste che ho rinunciato al mio naturale senso della riservatezza soltanto per apporre alle mie storie una specie di garanzia, un marchio in grado di assicuravi che, oltre alla fedeltà dei disegni, l'autore di Mister No vi offre anche una testimonianza personale".

Ma accanto alla vasta sequenza di foto e di vignette tratte dalla saga a fumetti (qualcuna divertente, qualcuna romantica, qualcuna rassicurante, qualcuna inquietante) Sergio aveva voluto aggiungere l'allegro "controcanto" incarnato da Mister Bo. Dietro questo nome, ammetteva, "si nasconde una versione autoironica del sottoscritto. In realtà, quelle tavole nacquero tanto tempo fa, all'epoca dei miei primi viaggi amazzonici, e facevano parte di un progetto ambizioso: arricchire i molti appunti seri e approfonditi che mi sarebbero serviti come base per le vicende del pilota amazzonico, affiancando loro alcune storielle autoconclusive che ricordassero in qualche modo (con tutto il rispetto per i loro straordinari autori) le strisce dei miei amatissimi B. C., Mago Wiz, Crock e Lupo Alberto. L'impatto quotidiano con una regione, l'Amazzonia, in rapida espansione, e con tutti i suoi abitanti e frequentatori, dagli indios ai 'cittadini', dai furbi affaristi agli ingenui e sprovveduti turisti, mi faceva pensare che gli spunti non mi sarebbero mancati. E, in effetti, già dopo poche settimane, la serie di Mister Bo poteva contare su una ventina di pagine, ovviamente schizzate in modo approssimativo da me. Come spesso mi succede, però, la successiva rilettura nel mio ufficio di Milano, lontano dal fascino del mondo amazzonico, mi indusse a bocciare l'intero malloppo di sequenze, che rimasero confinate in un cassetto per quindici-vent'anni...".

FU SOLTANTO IN OCCASIONE DELL'USCITA DEL LIBRO CITATO CHE UN PROGETTO, NATO CON SPIRITO GIOCOSO E GOLIARDICO, HA VISTO LA LUCE, grazie al talento di un cartoonist come Fabio Celoni, capace di passare disinvoltamente dal realistico al grottesco, dalla tragedia al sorriso, come dimostrano le storie che ha realizzato tanto per la Disney quanto per casa Bonelli (sulle pagine di Dylan Dog, Brad Barron e Dampyr). Proprio per questo, nel 2004, Fabio aveva avuto l'incarico di disegnare una versione caricaturale di Sergio Bonelli - che possiamo considerare una sorta di prova generale per Mister Bo - utilizzata come "marchio” di Atlante magico: una rubrica destinata alla vecchia versione del sito Internet della nostra Casa editrice, e che riproponeva le venti puntate dell'omonima rubrica originariamente uscita in appendice alla collana Tutto Mister No.


...diventa una tavola disegnata da Fabio Celoni!

 "Quando me lo proposero", dice Celoni, "accettai con il timore di non esserne in grado, sapendo anche quanto Sergio si lamentasse per le sue raffigurazioni disegnate che ogni tanto vedeva in giro e delle quali aveva spesso qualcosa da dire, solitamente riferendosi alla 'bazza' (il mento, come lo chiamava lui) troppo grande con cui l'avevano raffigurato. Il personaggio doveva richiamare anche un pò Indiana Jones, perciò abiti adeguati, cappellaccio da jungla cambogiana, borraccia, binocolo, etc. Probabilmente Sergio mi perdonò qualche imperfezione nella bazza, considerando la matrice umoristica del tutto, perché il disegnino gli piacque e venne approvato. Quindi mi rivelò un'altra cosa: molti anni prima, ai tempi della nascita di Mister No, aveva realizzato anche delle tavole di sceneggiatura con il 'nostro' Mister Bo; semplici tavole autoconclusive e umoristiche, che aveva ritrovato da poco in qualche cassetto del suo incredibile ufficio".

"Me ne mostrò due, realizzate come suo solito attraverso un veloce e divertente layout, quando mi raccontava che le aveva disegnate per passare il tempo mentre si trovava a Manaus, in Amazzonia, circa venticinque anni prima. Sergio era un uomo pieno di umorismo e autoironia, e quelle tavole non mi stupirono affatto, anzi me lo fecero sentire ancora più vicino. Non riuscii ad immaginarmelo in maniche di camicia, vestito come Mister Bo, mentre allontanava le zanzare con una mano e scriveva sceneggiature con l'altra, osservando allo stesso tempo l'anaconda che si arrampicava sull'albero che sorreggieva la sua amaca, pronto ad estrarre il machete. Da quello che mi aveva raccontato spesso (raccontarci i nostri reciproci viaggi era uno dei nostri passatempi preferiti) in quegli anni Manaus era davvero un posto incredibile, ai confini del mondo. Dire che per me fu un grande piacere e un onore disegnare quelle tavole appare perfino scontato".

LA MALINCONICA TAVOLA CHE POTETE VEDERE QUI DI SEGUITO e in cui Mister Bo parte da solo verso nuove incredibili avventure, puntando verso un remoto orizzonte dopo aver salutato i suoi amici, è stata scritta e illustrata da Celoni nel settembre 2012, pochi giorni dopo la morte di Sergio Bonelli, come affettuoso e commosso saluto a un editore, a un narratore di storie e a un uomo che ci ha insegnato a vivere l'Avventura – reale e immaginata – senza retorica e senza preconcetti, con gli occhi di chi, nonostante tutto, non ha perso la capacità di sorprendersi.

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