La storia della Casa editrice

La storia della Casa editrice
  • 1974

    I Protagonisti

    Questa splendida collana di volumi di grande formato fu voluta dall'editore Sergio Bonelli e dallo sceneggiatore-disegnatore Rino Albertarelli per cercare di "fare il punto" su alcuni personaggi dell'epopea del West che venivano spesso trattati, negli altri albi a fumetti, con una certa disinvoltura storica, dovuta alla necessità di privilegiare le tematiche avventurose. Il risultato fu una serie di volumi a fumetti (vere e proprie biografie) tra i più belli mai pubblicati in Italia. Albertarelli, attraverso un preciso lavoro di documentazione (in ogni albo, infatti, appariva una esauriente bibliografia dei volumi consultati per realizzare l'opera), fu in grado di trasferire nelle sue pagine la realtà della Frontiera. Liberò personaggi "mitici" come il generale Custer o il capo degli Apache, Geronimo, da quell'alone fantastico di cui li aveva circondati la fantasia popolare, li reimmerse nella Storia (quella con la "esse" maiuscola) e diede di loro un'interpretazione attendibile e ancor oggi attuale. Ecco quindi Billy the Kid, Toro Seduto, Wyatt Earp e tanti altri rivivere attraverso le splendide tavole del grande disegnatore, ricche di dettagli e dotate di un realismo che raccoglie le testimonianze delle (rare) fotografie dell'epoca, trasmettendoci finalmente il vero volto di quegli uomini che, nel bene o nel male, hanno creato il mito del Lontano Ovest. Alla scomparsa di Albertarelli, l'ambizioso progetto, troppo legato alla sua personalità e al suo tratto, venne abbandonato, e la serie si chiuse con l'albo numero 10, dedicato a Herman Lehmann, il bianco vissuto tra gli indiani, che non volle mai rinunciare alla sua nazionalità indiana. Albertarelli era riuscito a disegnare soltanto quarantatré tavole di questa storia, per cui l'albo fu portato a compimento da Sergio Toppi che volle, con il suo straordinario talento grafico, dare l'addio al grande collega scomparso.

  • 1975

    MISTER NO

    Jerry Drake, un ex pilota militare americano che, durante la Seconda Guerra Mondiale, si era guadagnato l'appellativo di Mister No a causa del suo carattere ribelle, decide di abbandonare il suo Paese, nei cui ideali non crede più, e di ritirarsi in Brasile, tra le baracche di una Manaus che dell'antico splendore conserva soltanto pochi monumenti. Uomo alla deriva nel nostro mondo "civilizzato", Mister No trova in Amazzonia uno stile di vita che lo soddisfa, trasformandosi in una sorta di "operatore turistico" che noleggia il suo scassatissimo aereo, un Piper, e la propria abilità di pilota ai turisti e a chiunque altro ne abbia bisogno. Il nostro eroe vive alla giornata cercando di tenersi lontano dai guai (che, puntualmente, andranno a stanarlo), correndo dietro a qualche sottana o passando le sue serate a bere cachaça con gli amici, tra i quali spicca il tedesco Kruger, detto Esse Esse. Le avventure di Jerry Drake, pur mantenendo una rigida struttura realistica, hanno spaziato in ogni genere della narrativa popolare, passando dall'azione pura al giallo, sfiorando la fantascienza e la commedia brillante, trascinando il personaggio anche fuori dal suo ambiente "naturale", fino in Italia, in Africa e negli Stati Uniti (ma non mancano numerosi episodi sul passato del personaggio, dalla giovinezza negli anni Trenta al periodo bellico, al successivo vagabondare per il mondo fino al definitivo approdo a Manaus, negli anni Cinquanta). Mister No è una creatura di Guido Nolitta, alias Sergio Bonelli, che, in questa serie, ha potuto trasfondere il suo amore per un ambiente che è forse l'unico dove l'avventura possa ancora vivere plausibilmente, anticipando di molto certi temi ecologici oggigiorno sulla bocca di tutti. Abbozzato graficamente da vari collaboratori di Bonelli, il personaggio è stato definito dalla mano elegante di Roberto Diso, che ha saputo anche rendere in modo magistrale lo scenario naturale che fa da sfondo alle vicende dello scanzonato pilota, grazie ai suoi vivaci e accattivanti disegni.

  • 1976

    AKIM

    Personaggio creato nel 1950 da Roberto Renzi per i testi e da Augusto Pedrazza per i disegni, Akim è un "tarzanide" che, per anni, fu la punta di diamante delle pubblicazioni dell'editore Tomasina. Sopravvissuto a un naufragio che provoca la morte del padre (il conte Rank, console inglese di Calcutta), il piccolo Jim si ritrova solo con la madre, perduto in una terra sconosciuta. La donna viene uccisa da una pantera, mentre il bimbo è salvato dall'intervento di un gorilla che lo crescerà come un figlio. Dopo questo inizio decisamente "burroughsiano", Akim, divenuto adulto e sempre accompagnato dal gorilla Kar e dalla scimmietta Zig, affronta ogni genere di avventure contro scienziati pazzi, cacciatori spietati, esseri mostruosi e temibili spie. Elemento caratterizzante delle storie è il fatto che gli animali "parlano" nel fumetto come gli esseri umani (anche se Akim è l'unico a poterli comprendere). La serie, che ebbe un buon successo all'estero (in particolare in Francia), venne ripresa in Italia nel 1976 dalla Casa editrice Altamira (confluita in seguito nella Sergio Bonelli Editore), mantenendo intatto lo staff creativo, a cui si aggiunse Pini Segna con la particolare freschezza del suo disegno. Per l'occasione, le origini di Akim vennero modificate, facendo del nostro eroe l'unico sopravvissuto a un disastro aereo, e dando così nuova vita a un personaggio "storico" del fumetto italiano, ancora ricordato con piacere da molti appassionati. La nuova serie si concluse nel 1980, dopo quarantotto numeri, momento in cui il personaggio venne ceduto alla Casa editrice Quadrifoglio, che continuò la collana fino al numero 84.

  • 1976

    Un uomo un'avventura

    È una serie di lussuosi volumi a colori, voluta dall'editore Sergio Bonelli (e curata da Decio Canzio) allo scopo di dimostrare le possibilità narrative e grafiche di un mezzo, il fumetto, spesso bistrattato dalla critica "dotta". Ogni volume, realizzato dai più grandi disegnatori e sceneggiatori italiani (con qualche presenza di autori stranieri), affronta un diverso periodo storico, descrivendolo attraverso l'avventura di un uomo, reso simbolo dell'epoca di cui in quel momento si narra. Partendo da questo spunto, sono stati realizzati trenta albi, chiari esempi di come, aiutato da risorse adeguate, il fumetto sia in grado di assurgere a livelli propri di un testo di saggistica storica, affrontando tematiche impegnative (si pensi al volume "L'Uomo del Sud", dedicato al brigantaggio, a opera di Alarico Gattia), ma anche di allargare i suoi orizzonti verso nuove soluzioni grafiche e narrative, come accade in "L'Uomo della Somalia", di Hugo Pratt, o in "L'Uomo di Canudos", del brasiliano Jô Oliveira. Altri volumi di grande interesse all'interno della collana sono sicuramente quelli realizzati da Attilio Micheluzzi ("L'Uomo del Tanganyka" e "L'Uomo del Khyber"), eccezionalmente precisi nella ricostruzione degli ambienti, e quelli del grande Sergio Toppi ("L'Uomo del Nilo", "L'Uomo del Messico" e "L'Uomo delle paludi"), la cui pagina "aperta" permette di spaziare con la mente al di là del disegno. Segnaliamo anche l'intervento di Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo, con una bella storia dedicata alla rivolta nelle Filippine del 1902, e quello di Bonvi, con una inusuale cronaca della battaglia di Tsushima, combattuta tra russi e giapponesi nel 1905. Non possiamo poi dimenticare Gino D'Antonio che, a volte da solo, con "L'Uomo di Iwo Jima", a volte affiancato da Ferdinando Tacconi ("L'Uomo del Deserto" e "L'Uomo di Rangoon"), da Guido Buzzelli ("L'Uomo del Bengala") e da Renato Polese ("L'Uomo di Pechino"), ci ha regalato proprio in questa collana alcune delle più belle storie degli ultimi anni. Altri nomi prestigiosi apparsi all'interno della serie sono quelli di Aurelio Galleppini ("L'Uomo del Texas"), Guido Crepax ("L'Uomo di Pskov" e "L'Uomo di Harlem"), Milo Manara ("L'Uomo delle Nevi"), Giancarlo Alessandrini ("L'Uomo di Chicago"), Fernando Fernandez ("L'Uomo di Cuba"), Enric Siò ("L'Uomo delle Piramidi") e Robert Gigi ("L'Uomo del Giappone"). Per completezza citiamo i volumi "L'Uomo del Klondike" (Gattia) e altre tre belle storie di Pratt "L'Uomo del Sertão", "L'Uomo dei Caraibi" e "L'Uomo del Grande Nord". Un'ultima segnalazione per i due volumi "L'Uomo della Legione" e "L'Uomo del New England", opere raffinatissime dell'indimenticabile Dino Battaglia.

  • 1977

    Ken Parker

    Ken Parker si presenta a noi in una nuvolosa giornata della fine del 1868. Personaggio "in divenire", creato dallo sceneggiatore Giancarlo Berardi e dal disegnatore Ivo Milazzo, perderà il fratello all'inizio della storia, finirà smemorato tra gli indiani Hunkpapa, dove prenderà in moglie la dolce Tecumseh, la vedrà morire, manderà a Boston il piccolo Theba (il figlio acquisito con il matrimonio) e lo ritroverà cresciuto, quando si deciderà a raggiungerlo nella grande città dalla quale dovrà poi allontanarsi di nuovo. Western tradizionale alla partenza, questo serial si rivela ben presto cibo per palati raffinati, trasformandosi sempre più in una palestra per gli esperimenti creativi del duo Berardi-Milazzo. La difficoltà di produrre regolarmente storie a un adeguato livello qualitativo costrinse gli autori alla chiusura dell'albo mensile e a tentare, nel corso del tempo, la strada della pubblicazione prima su diverse riviste-contenitore, poi su albi di grande formato a colori, finché, nel 1989, fondando l'autogestita Parker Editore, Berardi e Milazzo danno vita prima a una ristampa integrale dei cinquantanove numeri di Ken Parker (nella Collana Serie Oro), quindi a una propria rivista, "Ken Parker Magazine" (1992), che, due anni più tardi, verrà acquisita da Sergio Bonelli Editore. Ma di questa fase della sua storia parleremo più avanti... In ogni caso, Ken Parker segna una svolta nel fumetto western (e non soltanto in quello), sia per le tematiche progressiste sia per il linguaggio innovatore.

  • 1979

    Judas

    Judas, il cui vero nome è Alan Scott, è un ex bandito che, dopo la morte della fidanzata Vivian durante una rapina a cui ha partecipato, consegna se stesso e i suoi compari alla giustizia (guadagnandosi l'appellativo di Giuda). Scontata la propria pena, entra nell'agenzia Pinkerton per combattere la delinquenza, desideroso di riscattarsi dal male fatto in passato, tormentato dal ricordo di Vivian e perseguitato dal soprannome che lo costringe a una vita di solitudine e di odio, evitato anche dai colleghi. Questa serie tentò di riproporre nell'ormai classico formato "gigante" stilemi e tematiche già sperimentati sui settimanali popolari negli anni precedenti, riagganciandosi anche al filone, allora in gran voga, del western all'italiana. La proposta, nonostante le buone sceneggiature di Ennio Missaglia e i puntuali disegni del fratello Vladimiro e dell'abile Ivo Pavone, non riuscì ad accattivarsi il favore del pubblico e la testata chiuse dopo sedici numeri.