I creatori de "I grandi comici del fumetto"

Biografia

BENITO FRANCO GIUSEPPE JACOVITTI (in arte JAC) nasce a Termoli (CB) il 9 marzo 1923. Stabilitosi con la famiglia a Firenze, esordisce quando ancora frequenta il liceo artistico disegnando vignette umoristiche per il settimanale satirico "Il brivido".

Nell'ottobre del 1940 approda al settimanale cattolico per ragazzi "Il Vittorioso", per cui crea il terzetto Pippo, Pertica e Palla. Da allora la sua fantasia scatenata gli permette di partorire decine di personaggi, prima sulle pagine di "Il Vittorioso" (Cip l'arcipoliziotto, la signora Carlomagno, Mandrago il mago e l'onorevole Tarzan), poi su quelle del "Giorno dei Ragazzi" (Cocco Bill, Gionni Galassia e Tom Ficcanaso), e dal 1968 sul "Corriere dei Piccoli" (Zorry Kid, Jak Mandolino, Tarallino Tarallà e molti altri).

Negli ultimi anni della Seconda Guerra Mondiale disegna una versione illustrata di "Pinocchio" e nei decenni successivi realizza riduzioni molto personali dei classici della letteratura, come "Don Chisciotte" e "Alì Babà", e con i testi di Marcello Marchesi anche il "Kamasultra" pubblicato su Playmen nel 1977.

Sempre particolarmente attivo, collabora a diverse campagne pubblicitarie particolarmente azzeccate e realizza cartoni animati per la televisione, oltre alle illustrazioni che corredavano il famoso "Diario Vitt", pubblicato ininterrottamente dal 1949 al 1980.

Nel 1997, con il volume "Cocco Bill Diquaedilà" tiene a battesimo la collana I grandi comici del fumetto di Sergio Bonelli Editore. Muore a Roma il 3 dicembre 1997.


FRANCO BONVICINI nasce a Modena il 31 marzo 1941, ma la madre lo registra anche presso l'anagrafe di Parma per ottenere una seconda tessera annonaria, necessaria a ottenere i viveri durante i razionamenti di guerra.

Grazie al comune amico Francesco Guccini, nel 1963 entra nella casa di produzione di cartoni animati di Guido De Maria, trovandosi così a lavorare per Carosello. È nel 1968 che, con lo pseudonimo di BONVI, esordisce nel mondo dei fumetti realizzando le strisce quotidiane di "Sturmtruppen", inizialmente pubblicate sul quotidiano Paese Sera e poi diffuse anche a livello internazionale con grande successo.

Nel 1969 inventa Cattivik e, su testi di Guccini, crea la saga "Storie dello spazio profondo". È dello stesso anno la realizzazione, insieme a Guido De Maria e su consiglio del giornalista e dirigente RAI Giancarlo Governi, dell'episodio pilota di "Nick Carter", che trova una collocazione solo nel 1972, con la messa in onda della trasmissione "Gulp!".

Negli anni 70 realizza su sceneggiatura di Mario Gomboli il personaggio di Milo Marat e su testi di Guccini le "Cronache del dopobomba". Nel decennio successivo collabora in veste di giornalista con il quotidiano Il Resto del Carlino e fonda la rivista di musica e fumetti "Bebopalula", facendo anche una breve esperienza come consigliere comunale a Bologna.

Del 1978 è il suo contributo alla collana Un uomo un'avventura dell'allora editoriale Cepim, con il volume L'uomo di Tsushima. Sempre per la nostra Casa editrice, all'inizio degli anni 90 scrive due storie, inizialmente previste per Zona X ma che diventano il secondo e terzo volume di I grandi comici del fumetto, illustrate da Giorgio Cavazzano e uscite purtroppo postume. Bonvi muore infatti il 10 dicembre 1995, investito da un'auto mentre attraversa una strada di Bologna.


Nato a Venezia il 19 ottobre 1947, GIORGIO CAVAZZANO comincia a lavorare nel mondo dei fumetti già a 12 anni, frequentando lo studio del cugino Luciano Capitanio, disegnatore umoristico. Due anni dopo inizia la sua lunga collaborazione con Disney, divenendo uno degli inchiostratori di Romano Scarpa.

La sua prima storia disegnata interamente (matite e chine) è "Paperino e il singhiozzo a martello", scritta da Osvaldo Pavese e pubblicata nel 1967 su "Topolino". Nel 1972 crea invece il suo primo personaggio originale, Reginella, con i testi di Rodolfo Cimino. Nel corso degli anni ha realizzato per la Disney anche varie parodie di grandi classici della storia del cinema, come "Casablanca" e "La strada".

In collaborazione con Giorgio Pezzin, autore dei testi, nascono sulle pagine del "Messaggero dei Ragazzi" le serie "Oscar & Tango" e "Walkie & Talkie", su quelle di "Il Mago" i personaggi di "Smalto & Jonny" e per "Il Giornalino" il personaggio di Capitan Rogers. Su testi di Tiziano Sclavi disegna invece "Altai & Jonson" (pubblicato su "Il Corriere dei Ragazzi" a partire dal 1975) e "Silas Finn", quest'ultimo nato per la rivista tedesca "Zack". Pur continuando la collaborazione disneyana, nel corso degli anni lavora infatti anche per il mercato tedesco e francese.

A metà anni Novanta, su testi di Bonvi, realizza "La città" e "Maledetta Galassia", due volumi della collana I grandi comici del fumetto pubblicata da Sergio Bonelli Editore. Il suo primo contatto con la nostra Casa editrice risale però alla realizzazione di un episodio umoristico di Martin Mystère pubblicato nel 1994 sul mensile delle Ferrovie dello Stato e da noi ristampato nel dodicesimo Martin Mystère Extra.

Nel 2004, esce per Panini Comics "Il segreto del vetro", prima storia dell'Uomo Ragno creata e ambientata in Italia, da lui disegnata su testi di Tito Faraci.


Nato il 31 ottobre 1921 ad Alano di Piave (BL) ma cresciuto a Milano, ANTONIO TERENGHI entra nel mondo dell'editoria in qualità di grafico alla "Domenica del Corriere" e di letterista alla Edital.

La Seconda Guerra Mondiale lo vede prigioniero dall'esercito inglese e deportato a Suez, ma tornato nel capoluogo lombardo nel 1946 trova modo di affiancare il suo lavoro di letterista presso la Edital con quello per la casa editrice Alpe di Giuseppe Caregaro.

Inizia la sua carriera di autore nel 1951 pubblicando per la Casa Editrice Universo "Nina la svanita" e "Gastone il pigrone", e quindi con la Alpe "Poldo & Poldino". Crea poi numerosi personaggi per l'Editrice Dardo, tra i quali "Tarzanetto" si guadagna anche una serie mensile a suo nome e in seguito passa sulle pagine del "Corriere dei Piccoli".

Il suo personaggio più famoso è però creato ancora per la Universo. Usato inizialmente per tavole autoconclusive pubblicate su varie testate, Pedrito el Drito comincia a ottenere un buon successo a partire dagli anni Sessanta, quando Alfredo Castelli e altri sceneggiatori offrono a Terenghi avventure più strutturate da disegnare.

Tra il 1975 e il 1990 realizza solo una manciata di fiabe sexy per la Edifumetto di Renzo Barbieri, poi torna per due anni sul "Corriere dei Piccoli" con storie inedite di Pedrito el Drito. E dopo essere passato anche dalle pagine di "Topo Gigio", lo sceriffo di Tapioka City è protagonista nel 2000 del quarto e ultimo volume della nostra collana I grandi comici del fumetto, con una lunga storia a colori sceneggiata da Alfredo Castelli.

Antonio Terenghi si spegne a Milano il 26 ottobre 2014.


Nato a Milano il 26 giugno 1947, in oltre cinquant'anni di carriera ALFREDO CASTELLI ha ricoperto numerosi ruoli: autore televisivo e radiofonico, creatore di spot pubblicitari per "Carosello", sceneggiatore cinematografico, giornalista, saggista e storico del fumetto.

Nel 1965 crea con Paolo Sala la prima fanzine fumettistica italiana, "Comics Club 104". Nello stesso anno esordisce come soggettista e disegnatore di Scheletrino, pubblicato in appendice agli albi di "Diabolik", e negli anni successivi scrive anche per vari altri editori: Universo (Pedrito el Drito, Rocky Rider, Piccola Eva...), Mondadori (Topolino), Alpe (Tiramolla).

Nel 1968 è autore del giornale satirico "Tilt" e dall'anno successivo dirige insieme a Pier Carpi il mensile "Horror", realizzando la striscia di Zio Boris e vari racconti autoconclusivi. In seguito è stato redattore e autore per varie testate: "Corriere dei Ragazzi" (creando "L'Ombra", "Gli Aristocratici", "l'Omino Bufo" e "Otto Kruntz"), "Il Giornalino", "Supergulp!", "Eureka" e "Magic Boy".

Collabora con la nostra Casa editrice dal 1971, scrivendo storie per Zagor, Mister No e due episodi per Un Uomo Un'avventura: "L'Uomo delle Nevi" e "L'Uomo di Chicago". Nel 1982 crea Martin Mystère, dalla cui costola nascono L'Almanacco del Mistero nel 1987 e Zona X nel 1992.

Negli anni 2000 torna alla sua vena di scrittore umoristico, prima sceneggiando un'avventura di Pedrito El Drito disegnata da Antonio Terenghi per la collana I grandi comici del fumetto e poi partecipando alla creazione del simpatico gruppo dei Bonelli Kids.