Intervista Zagor

Un Color Zagor per Alessandro Russo!

Uscito il 2 agosto, il quindicesimo Color Zagor si intitola "Acque rosse" e vede il ritorno sulle pagine di un'avventura dello Spirito con la Scure di Alessandro Russo. Gli abbiamo posto qualche domanda sul suo lavoro da sceneggiatore.

07/09/2022

Qualcuno o qualcosa sta uccidendo i trapper che si recano al villaggio di Red Lake per vendere o barattare le loro pelli; tutte le vittime sono trafitte da una strana freccia e hanno uno sguardo di terrore impresso sui loro volti.

È questa la situazione da cui muove "Acque rosse", l'avventura pubblicata nel Color Zagor n.15 arrivato in edicola venerdì 2 agosto. Disegnato da Walter Venturi, con i colori di Mad Cow, l'albo è sceneggiato da Alessandro Russo, che torna a scrivere lo Spirito con la Scure a distanza di quasi vent'anni dall'ultima volta. Non potevamo non porgli qualche domanda per farci raccontare questa esperienza.

► Qual è stata l'ispirazione di "Acque rosse"?

Sono appassionato di "gialli" all'inglese, dove spesso un oggetto particolare, a volte sotto la vista di tutti, è quello che poi è servito per realizzare qualcosa in apparenza inspiegabile e soprannaturale.

Non c'è un film o un libro specifico da cui ho preso spunto. Quello che posso dire è che sono appassionato di "gialli" all'inglese, anche se in realtà due dei miei autori preferiti sono statunitensi, vale a dire Dickson Carr ed Ellery Queen, quello del primo periodo (dei due cugini, per intenderci), dove spesso un oggetto particolare, a volte sotto la vista di tutti, è quello che poi è servito per realizzare qualcosa che in apparenza sembra inspiegabile e soprannaturale.

Poi c'è la mia passione per Jules Verne e la tecnologia ottocentesca, che cerco di inserire dove e quando posso. Quasi sempre, parto da una serie di sensazioni e immagini, di solito qualche scena sparsa, dei flash senza ancora una trama definita, lasciando il più possibile che siano i personaggi a delinearla, portandomi spesso in direzioni differenti da quella che avevo immaginato: in questo caso credo che l'incipit siano state alcune foto del fenomeno del lago rosso, assolutamente reale (effetto che mi era sembrato su misura per il Color), la stampa di un sub ottocentesco - non li chiamavano ancora palombari, credo -, la suggestione di Zagor che combatte contro un nemico che può respirare sott'acqua e ovviamente la curiosità dei fucili ad aria compressa, su cui mi sono dovuto trattenere a fatica dal fare un trattato, aiutato anche dalla foliazione limitata.

Acque rosse, sub, fucile, combattimento sott'acqua... Et voilà, la storia è fatta! Si fa per dire...

► Com'è stato tornare a scrivere Zagor dopo averne scritto tre belle storie tanti anni fa?

Zagor è stato il mio secondo fumetto e primo amore da lettore. Il primo fumetto in assoluto da lettore sono state le brevi sequenze sulla cartina interna delle "cicche" di Rin Tin Tin disegnate da Marcello: avevo poco più di quattro anni e ho imparato a leggere proprio su quelle. Tornare dove si è iniziato, sia come autore sia come lettore è come potersi dissetare alla fonte dell'eterna giovinezza.

Da bambino amavo i cattivi mascherati, l'Avvoltoio, Iron Man, poi ho cominciato ad apprezzare le storie più drammatiche e complesse. .

► All'interno della produzione Zagoriana, qual è il tuo "Zagor" preferito? 

Sono banale: tutto ciò che è Nolitta.

Da bambino amavo i cattivi mascherati, l'Avvoltoio, Iron Man, poi ho cominciato ad apprezzare le storie più drammatiche e complesse. Mi viene in mente quella in cui torna l'uomo che impersonava Iron Man, il fabbro Sam Fletcher, alla ricerca del tesoro dei Mohawk con i suoi compari (tutti ottimamente caratterizzati): storia molto intensa, ma è raro che qualcuna di Nolitta non lo sia. Non ricordo i titoli dello Zenith, perché le ho lette, pensa un po', negli albetti formato striscia della "collana lampo".

Altri titoli a caso, un albo per tutta la storia: "I sei della Blue Star" e "La marcia della disperazione", che da ragazzino ho letto fino a consumare, letteralmente; "Ora Zero", "Terrore dal sesto pianeta", "Tropical Corp", quest'ultimo "non a caso" ha qualcosa a che vedere con la risposta all'ultima domanda...

Anche quando la storia non è un seguito in senso stretto, cerco sempre di inserire considerazioni su eventi del passato.

► Infine, le storie dello Spirito con la Scure a cui stai lavorando saranno slegate dalla continuity o stai pensando di riallacciare i fili di qualche storia del passato?

Ci sono richiami a storie passate. Anche quando la storia non è un seguito in senso stretto, cerco sempre di inserire considerazioni su eventi del passato. Anche in questo Color c'è un richiamo a "Pugni e pepite", oltre che ad altri precedenti incontri con Rochas. In effetti, qualche filo più consistente credo di averlo riallacciato nella storia che ho da poco finito di scrivere e che è ormai anche in dirittura di arrivo per quanto riguarda i disegni. Per il resto, cerco sempre di inserire almeno un personaggio del ricchissimo cast zagoriano.

A cura di Adriano Barone

Color Zagor 15 "Acque rosse", testi di Alessandro Russo e disegni di Walter Venturi, copertina di Alessandro Piccinelli. Dal 2 agosto in edicola, fumetteria e nel nostro sito ufficiale.


Se non volete perdervi nessun aggiornamento riguardo Zagor, seguite la pagina Facebook del personaggio. Per rimanere aggiornati su tutte le novità della nostra Casa editrice, potete seguire la pagina ufficiale di Sergio Bonelli Editore su Facebook o su Instagram, iscrivervi al nostro canale YouTube o alla newsletter settimanale.