Ricordo d'autore

In ricordo di Alarico

A pochi giorni dalla scomparsa di Alarico Gattia, Maurizio Dotti ci ha mandato un sentito ricordo del disegnatore genovese, del quale è stato grande amico e con il quale ha anche avuto occasione di collaborare nei suoi esordi bonelliani.

14/09/2022

In ricordo di Alarico

Ho sempre apprezzato il suo lavoro e fare la sua conoscenza mi aveva profondamente emozionato. La sua arte, quel suo modo signorile e cordiale di comunicare, mi avevano conquistato.

Conobbi Alarico Gattia nell'ormai lontano 1984. Venne a vedere "Il ballo Excelsior" di Manzotti e Marenco, nella versione per marionette, quando vivevo la mia prima vita calcando le assi del palcoscenico. Io credo all'importanza degli incontri, nel bene e nel male: ci fu subito sintonia! Ho sempre apprezzato il suo lavoro e fare la sua conoscenza mi aveva profondamente emozionato. La sua arte, quel suo modo signorile e cordiale di comunicare, mi avevano conquistato.

Ancora mi occupavo di marionette quando, nel dicembre dell'85, mi arrivò un'inattesa telefonata: «Sono Alarico, vieni con tua moglie a cena da me, ci saranno anche Sergio Toppi e sua moglie, così li conosci!». Sua figlia Valeria cucinò un risotto e lui il coniglio, suo piatto preferito. Solo chi ama il disegno a fumetti e l'illustrazione può immaginare cosa abbia rappresentato per me, ventisettenne innamorato del fumetto anche se temporaneamente teatrante, quell'invito a cena.

Alarico è sempre stato disponibile e generoso nei miei confronti, soprattutto quando, nel 1992, decisi di abbandonare l'attività teatrale per riprendere a disegnare fumetti, vecchia aspirazione mai sopita. Sotto la sua guida ricominciai con fatica il lavoro del disegno, con la stessa difficoltà con la quale un musicista riprende a suonare dopo anni di inattività.

Era una persona curiosa e appassionata, era un forte lettore, avevamo sempre argomenti di conversazione su autori di riferimento, titoli e generi.

Durante questi incontri mi piaceva vederlo nel suo studio lavorare con Ecoline, acrilici e matite colorate; si destreggiava con una gestualità sicura e meditata, frutto di un'abilità antica. Erano illustrazioni per riviste femminili, per romanzi, lavorava molto per le agenzie di pubblicità, pubblicava sulle pagine di "Il Giornalino". Di rilievo il contributo che diede alla "Storia d'Italia a fumetti" di Enzo Biagi e ben nota è la sua collaborazione con Sergio Bonelli Editore nella collana Un Uomo un'Avventura, per la quale ha realizzato alcune delle sue opere a mio giudizio più belle: L'uomo del Klondike e L'uomo del sud.

Grazie alla proposta che mi fece nel 1995, di realizzare con lui l'episodio comparso sull'Almanacco del West 1998 Glorieta Pass, su sceneggiatura di Mauro Boselli, iniziai la mia tanto desiderata collaborazione con la Sergio Bonelli Editore.

Era una persona curiosa e appassionata, era un forte lettore, avevamo sempre argomenti di conversazione su autori di riferimento, titoli e generi. I suoi ultimi anni di vita sono stati, purtroppo, caratterizzati da problemi di salute che hanno minato, lentamente ma inesorabilmente, la sua vitalità e il suo entusiasmo. Da qualche anno non riusciva più a disegnare e in quest'ultimo anno nemmeno più a leggere; i suoi sfoghi al riguardo erano per me assai dolorosi.

Si possono comprendere le sofferenze altrui, ma fino a che punto veramente, non lo possiamo sapere.

Si possono comprendere le sofferenze altrui, ma fino a che punto veramente, non lo possiamo sapere. Sono sempre stato una persona empatica e mi capita di chiedermi, di fronte al dolore altrui, quanto e come saprei sopportare, se fossi io a patirlo? Alarico ha sofferto tanto nei suoi ultimi due-tre anni di vita; ho visto spegnersi in lui il desiderio di vivere, ma mi commuoveva sempre, nel rivederlo, l'accendersi del suo sguardo per il piacere dell'incontro, della chiacchiera fra amici, quegli amici che, piano piano, aveva visto andarsene prima di lui.

Stentava a credere, ormai fuori dal giro da alcuni anni, di essere ancora ricordato dagli appassionati come quel talentuoso e raffinato artista del disegno e del colore che è sempre stato, protagonista, insieme a quella gloriosa generazione andata di genii, del racconto per immagini.

«Non so se ci rivedremo, ma ci conterei proprio.»
Queste sono state le sue ultime parole per me, mentre si allontanava, malinconico, sulla sua sedia a rotelle.

Ciao, Alarico!

Maurizio Dotti


Se non volete perdervi nessun aggiornamento riguardo Tex, seguite la pagina Facebook del personaggio. Per rimanere aggiornati su tutte le novità della nostra Casa editrice, potete seguire la pagina ufficiale di Sergio Bonelli Editore su Facebook o su Instagram, iscrivervi al nostro canale YouTube o alla newsletter settimanale.

Fotografia di: Joezattere - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=4600873