Chi sono i Bastardi di Pizzofalcone

La trasposizione a fumetti

La trasposizione a fumetti

Il direttore editoriale di Sergio Bonelli Editore, Michele Masiero, racconta: “Avremmo potuto fare come per il commissario Ricciardi una trasposizione assolutamente fedele, inventandoci dei volti umani, ma rischiavamo di essere condizionati dall’esperienza della serie televisiva. La soluzione che abbiamo trovato, un universo grafico mai utilizzato e sperimentato in Casa editrice, pensiamo che possa essere curiosa anche per i lettori di fumetti più smaliziati. Sfogliando le pagine possiamo vedere che non si tratta di un semplice mondo di animali. Grazie alla recitazione dei personaggi ci si immedesima immediatamente nelle tavole: ogni personaggio è diverso dagli altri e mostra la sua personalità in maniera chiara. Questo riporta il mondo composito, ricco e sfaccettato dei protagonisti delle storie di de Giovanni, con i suoi contrasti evidenti che sono sempre presenti nella città di Napoli che lui racconta”.

Spiega Maurizio de Giovanni: “Quando ho visto per la prima volta i disegni di Fabiana Fiengo, ho subito pensato che la sua idea fosse meravigliosa e che meritava di essere seguita. Gli animali che aveva disegnato rappresentavano il carattere intimo dei miei personaggi. Ancora una volta il mio immaginario veniva visualizzato in maniera fantastica e radicalmente diversa da come io stesso avrei potuto concepire.  Anche in questo caso, come già per il commissario Ricciardi, Sergio Bonelli Editore sarebbe stato il partner ideale per un progetto così ambizioso. La Bonelli è una Casa editrice visionaria, che sa scommettere al di là delle logiche commerciali”.

La disegnatrice Fabiana Fiengo aggiunge: “Fin dal primo libro dei Bastardi di de Giovanni mi balenava in mente questa associazione con i cani suggerita dal titolo. Poi, in occasione dell'ultima puntata della prima serie della fiction televisiva, ho pensato di realizzare un omaggio, concretizzando questa idea in una illustrazione. Alcune associazioni sono state immediate, ad esempio per il personaggio di Romano che per me doveva essere necessariamente un Pitbull. Idem per Lojacono, per il quale ho pensato subito a un Dobermann, per via della caratteristica degli occhi e del colore scuro di capelli, ma anche perché essendo il protagonista principale doveva spiccare per classe e stazza”.