Odessa

Saluti da Odessa: Antonio Serra

Con il numero in edicola dal 29 aprile si conclude la corsa di "Odessa". Per salutarla vi proponiamo i ricordi dei pilastri che l'hanno creata, cominciando da Antonio Serra.

09/04/2021

Quando una serie arriva al suo compimento, per quanto programmato, è inevitabile ripensare al percorso compiuto e chiedersi cosa si sarebbe potuto fare diversamente.

Quando una serie arriva al suo compimento, per quanto programmato e previsto come nel caso di Odessa, è inevitabile ripensare al percorso compiuto e chiedersi cosa si sarebbe potuto fare diversamente. Ammetto che nella mia esperienza professionale (ho mandato in edicola più serie e albi di quanti credo sia giusto fare nel corso di una vita) ho sempre avuto da recriminare su me stesso. È per me impossibile rileggere certi numeri di Nathan Never (o di Legs, o Gregory Hunter), soprattutto quelli di cui sono anche autore della sceneggiatura, senza pensare che c'era un modo migliore per presentarli al pubblico, una soluzione più efficace per scrivere quella storia, per coordinare il testo e il disegno, per creare un ritmo più incalzante e convincente, e così via...

Nel mio ruolo di "editor" o, se volete, di curatore di testata, ho dovuto prendere migliaia (non esagero) di decisioni istantanee per poter rispettare le scadenze, e ogni notte, ripensando a quelle decisioni sulle quali non si poteva più tornare indietro, mi sono sentito stringere il cuore: un altro modo c'era, un altra decisione era possibile... ma ti appariva chiara nella mente solo quando era troppo tardi.

Mai ho trovato un'intervista o una biografia in cui qualcuno dicesse «Sono soddisfatto». Tutti rimpiangevano l'idea arrivata  tardi, la soluzione perfetta ma inapplicabile, la scelta sbagliata al momento sbagliato.

La passione per il fumetto (e per la narrazione di genere in assoluto) è per me travolgente, e questo mi spinge a studiare, ogni giorno, anche la storia di questa forma espressiva così visceralmente legata alla mia vita. Mi è quindi capitato più volte di leggere libri di memorie di editor (sia di fumetti sia di serie televisive) per cercare di carpire i loro segreti ma anche per vedere se anche loro avevano gli stessi problemi. Persone che io reputo dei puri e semplici geni. Ebbene, mai ho trovato un'intervista o una biografia in cui qualcuno dicesse: «Sono soddisfatto». Tutti, invece, rimpiangevano l'idea arrivata troppo tardi, la soluzione perfetta inapplicabile per problemi di tempo o di denaro, la scelta sbagliata al momento sbagliato.

Ma, procedendo faticosamente, come in una palude, giorno dopo giorno, si apprendono anche molte cose. Ci si rende contro in anticipo di certi pericoli rappresentati da questo o quell'altro elemento del racconto sul quale si sta lavorando, si impara a trattare con i collaboratori, a rispettare la loro visione, si intessono, ogni istante che passa, rapporti di amicizia e di fiducia capaci di durare nel tempo.

Mai avevo affrontato la sfida di produrre un serie interamente a colori e sono felice dei risultati ottenuti, nonostante le tante difficoltà tecniche rappresentate dall'avanzare incessante della tecnologia.

E così, ora che Odessa è alle mie spalle, nel mio ruolo di "produttore esecutivo", mi sento di dire che ho vissuto questa esperienza durata quasi cinque anni (e che considero, vista la mia età e la situazione che stiamo vivendo, certamente conclusiva della mia carriera creativa rispetto a personaggi nuovi e inediti) nel modo migliore possibile. Ho messo a frutto tutta la conoscenza accumulata in ormai oltre trent'anni di lavoro e mi sento di poter dire che tutti gli autori che hanno collaborato a questa testata si sono sentiti rispettati, nonostante le grandi difficoltà affrontate e i cambianti imposti alle sceneggiature e ai dialoghi... che i disegnatori hanno avuto la possibilità di esprimere più che altrove le loro specifiche potenzialità immaginative, e che, infine, lo stesso è valso per coloro che si sono occupati di dare colore al mondo "impossibile" che la fantasia di Davide Rigamonti e Mariano De Biase ha messo in scena.

Quest'ultimo punto è per me di particolare orgoglio. Mai avevo affrontato la sfida di produrre un serie interamente a colori (un tempo sarebbe stato impensabile) e sono felice dei risultati ottenuti anche qui, nonostante le tante difficoltà tecniche rappresentate dall'avanzare incessante della tecnologia.

Così, anche se non troverete scritto «Sono soddisfatto», mi permetto di dire che non solo non sono scontento del risultato, ma anche credo che Odessa crescerà nella memoria di coloro che hanno letto la serie, generando il germe di una lontana nostalgia che noi della "squadra" che ha realizzato il progetto già proviamo nel profondo dei nostri cuori.

A presto.

Antonio Serra

Odessa Resistenza 6 "Il giorno degli ignoti", testi di Davide Rigamonti e disegni di Matteo Resinanti, copertina di Mariano De Biase. Dal 29 aprile in edicola, fumetteria e nel nostro sito ufficiale.

Nella gallery qui sotto vi proponiamo le immagini utilizzate per la cartella stampa di presentazione della serie.

Qui potete recuperare i quattro cicli che compongono l'articolata storia di Odessa:

Odessa

Odessa Rivelazioni

Odessa Evoluzione

Odessa Resistenza


Se non volete perdervi nessun aggiornamento riguardo Odessa, seguite la pagina Facebook del personaggio. Per rimanere aggiornati su tutte le novità della nostra Casa editrice, potete seguire la pagina ufficiale di Sergio Bonelli Editore su Facebook o su Instagram, iscrivervi al nostro canale YouTube o alla newsletter settimanale.