Nathan Never Magazine

Signore e signori, la morte in diretta!

Fuggono, si sfidano, si ammazzano l'un l'altro. Oppure vivono un'apparente normalità. Ma non sono soli. Milioni di occhi li guardano. Le videocamere indugiano senza sosta sulle loro vite e sulle loro emozioni, per regalare agli spettatori il più morboso dei piaceri...

22/07/2015

Signore e signori, la morte in diretta!

di Luca Barbieri

Guardare senza essere visti è, da sempre, uno dei desideri più nascosti dell’uomo, irrealizzabile se non attraverso chimeriche pozioni d’invisibilità e improbabili sfere magiche oppure limitando lo spettro d’indagine a stanze chiuse dentro le quali sbirciare attraverso falsi specchi o fori praticati all’interno di pupille dipinte su un quadro.


Il manifesto del film di Bertrand Tavernier,
"La morte in diretta" (1980).

Questo, almeno, fino al Ventesimo secolo, quando, grazie alla creazione di gingilli elettronici che diffondono valanghe di immagini attraverso l’etere, questo atavico sogno diventa un fatto scontato, talmente banale da annoiare; a meno che alle immagini di cui sopra non si aggiunga qualcosa che ne rafforzi il sapore, solleticando il palato degli spettatori: per esempio, qualche goccia di sangue. Infatti, cosa ci può essere di meglio che osservare l’altrui morte, specie se si tratta di una morte dolorosa, inaspettata e, soprattutto, spettacolare?

È proprio su questo concetto che si fondano gli agghiaccianti “giochi della fame” che fanno da tema portante di una popolarissima trilogia letteraria (Hunger Games, La ragazza di fuoco e Il canto della rivolta) edita in Italia da Mondadori, e trasposta al cinema con enorme successo. Li ha inventati la scrittrice americana Suzanne Collins per un pubblico decadente e annoiato, quello di Capitol City, la capitale dell’immaginaria Nazione di Panem, discendente dei vincitori di una lontana guerra che, a distanza di generazioni, pretende ancora un periodico tributo di sangue dai vinti. Per ricordare ai sudditi l’infimo posto loro riservato nell’immutabile gerarchia di una dittatura,il modo migliore pare essere l’esigere il sacrificio dei loro figli; non di tutti, certo (sarebbe illogico privarsi di nuove generazioni di schiavi), ma soltanto di alcuni, scelti nel modo più “democratico” possibile, ovvero attraverso il sorteggio di una lotteria.

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Le altre anteprime degli Sci-fi files:

Guerra! Guerra! Guerra! di Gianmaria Contro.

Cyberpunk 2015: L'ultima frontiera di Giuseppe Lippi.

Aspettano, giù nel profondo di Maurizio Colombo.

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In apertura: Jennifer Lawrence è Katniss Everdeen, eroina del ciclo di Hunger Games.