Dylan Dog Magazine

Sono dentro uno slasher. E voglio uscirne vivo.

Se vi siete trasferiti in una casa su cui circolano strane dicerie, se avete prenotato un ostello in un Paese straniero, se state sognando un mostro che sfodera affilatissimi artigli... siete i protagonisti – anzi, le vittime designate – di un film del terrore! Questo manuale di sopravvivenza può aiutarvi: tenetelo sempre a portata di mano, oppure... il decesso è garantito!

25/03/2015

Sono dentro uno slasher. E voglio uscirne vivo.

di Maurizio Colombo

Facciamo un gioco. Un gioco sulla paura.

Tutti possono partecipare, ognuno con un ruolo ben preciso. Immaginate di svegliarvi da un sonno profondo e scoprire di esservi trasformati in uno scarafaggio... Ah, no, scusate, a voi tocca un altro tipo di risveglio, più letale e pericoloso di quello toccato a Gregor Samsa. Vi siete risvegliati nel mondo del cinema horror, un Altrove dominato da strane divinità, ossia sceneggiatori e registi, che hanno l’unica preoccupazione di escogitare il modo più crudele per farvi lasciare questa valle di lacrime con qualche pezzo in meno.


Disegno di Giampiero Casertano, Dylan Dog 19.

È grazie a loro se vi troverete di fronte a famiglie cannibali intenzionate a cucinarvi alla griglia, bambini mutanti capaci di spingervi al suicidio, bambole che non ne vogliono sapere di giocare con voi, massacratori di bambini che hanno fissato il loro domicilio nel regno di Morfeo.

Se la bambinaia pettoruta ha un incontro ravvicinato con un coltello, se un esorcista viene sommerso da getti di zuppa di piselli, se gli abitanti di un cimitero decidono di prendersi una boccata d’aria abbandonando le loro tombe, il merito (o la colpa) è proprio dei demiurghi di questo pazzo universo di celluloide, resi sempre più forti non dalle preghiere delle loro creature, ma dagli assegni plurizerati della produzione.

Quello che vi può salvare – ma non ci sentiamo di mettere una mano sul fuoco per garantirvelo, visto che, per esperienza, abbiamo imparato a non tirare il fiato sinché non appare il nome dell’ultimo tecnico nei titoli di coda – è la conoscenza delle regole del gioco (rimaste quasi tutte invariate) che possono essere facilmente previste e almeno teoricamente eludibili. I personaggi coinvolti in un horror-movie hanno due scelte: o accodarsi al gregge umano diretto verso il mattatoio o combattere e arrivare vivi finché non cala il sipario. La verità dura e pura è che, in questi film, non si muore perché si incontrano assassini intelligenti: si muore perché voi vittime continuate a commettere errori marchiani come, tanto per citarne uno, salire al piano superiore, quando scoprite di avere un serial killer in giro per casa! Quella che segue è una semplice lista di situazioni e di ruoli pericolosi, da evitare senza pensarci due volte...

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Le altre anteprime degli horror files:

La morte abita in provincia di Gianmaria Contro.

Tutto iniziò nel Castello d'Otranto di Giuseppe Lippi.

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In apertura: la mitica casa della famiglia Bates, in Psycho II.