L'alchimia di un racconto - 2

In attesa dell'approdo in edicola dell'Almanacco dell'Avventura 2014, vi proponiamo un lungo excursus, firmato da Moreno Burattini, dedicato alla figura di Canzio nelle sue vesti di sceneggiatore.

12/09/2013

L'alchimia di un racconto - 2

continua dalla pagina precedente.

Un’altra innovazione decisa da Canzio è l’avvento nella saga del Piccolo Ranger di veri super-nemici degni di questo nome, che, nella precedenza gestione, forse in ossequio al primitivo indirizzamento del personaggio verso un pubblico infantile, avevano latitato. Invece, con l’albo "Ku Klux Klan", dell’ottobre 1974, fanno la loro comparsa gli incappucciati di una setta razzista di Nashville, solita decapitare le proprie vittime, quasi sempre ex schiavi africani. Villains così efferati non si erano mai visti nella serie. La storia mostra anche gli sforzi di una insegnante che lotta contro il segregazionismo razziale, e sicuramente si tratta di un racconto “impegnato” che affronta tematiche coraggiose, più moderne dell’epoca in cui è ambientato.
Alcuni mesi dopo, con "Il terzo giustiziere", Canzio recupera l’organizzazione delle tre “kappa”, con la chiara volontà di creare dei cattivi che possano prestarsi ai ritorni sulla scena, tanto cari agli appassionati di fumetti: alcuni nuovi arrivati al Forte si rivelano essere in realtà dei sicari inviati dal Ku Klux Klan per uccidere Kit e vendicare il precedente smacco subìto dalla setta. Dopo essere scampato a un paio di attentati, il Piccolo Ranger deve dare la caccia al più peculiare di sicari del gruppo, un trasformista, in grado persino di assumere le sembianze del comandante del Forte. L’uomo si rivela essere un lebbroso dal volto deturpato, dunque un “cattivo” destinato a impressionare i lettori, come succede nel racconto "La belva umana" (dicembre 1974), in cui  Kit e Frankie si recano nel territorio dei Nasi Forati, che venerano come se fosse un dio un uomo deforme che li incita a compiere bestiali crudeltà. Costui è il professor Zorak, deriso negli ambienti accademici per le sue tesi sull’ipnosi quale metodo per plagiare e condizionare le menti, che ha deciso di sperimentare i suoi metodi sugli indiani per soggiogarli al suo volere e poi partire  alla conquista del mondo.  

Nell’agosto 1975 esce “La legione degli invulnerabili”, un altro racconto con degli avversari memorabili. Infatti, due scienziati hanno costruito un piccolo esercito di robot telecomandati dalle sembianze umane, pronti per essere usati come killer invincibili. Infine, nel dicembre 1976, con l’albo "Il Dragone Nero", il Piccolo Ranger indaga nella contea di Alemania City, dove è stanziata una colonia di immigrati tedeschi e in cui imperversa una setta ispirata ai cavalieri teutonici, che uccide i pellerossa ritenendoli una razza inferiore. A capo della setta c’è un Gran Maestro che proclama ideali di supremazia ariana, di stampo nazista ante-litteram, e che usa il simbolo della svastica. Di nuovo lo sceneggiatore affronta tematiche molto forti, destinate a lasciare il segno. Anche la fantascienza e l’horror irrompono di prepotenza, sull’esempio di quello che da sempre accadeva tra le pagine di Zagor. Ne "La città nella palude" (ottobre 1973), un meteorite piovuto dal cielo ha contaminato la sorgente da cui attingono acqua gli abitanti di Marsh City, provocandone la pazzia. Con "La crociera dell’Hispaniola" (novembre 1975), ci vengono proposti addirittura dei delfini parlanti e un sommergibile che lancia siluri. Nell’albo "Il mostro del plenilunio" (giugno 1976) i  funghi che crescono in una miniera sui Monti Desolazione, mutati per motivi misteriosi, trasformano in mostri orripilanti e assassini gli animali del luogo ma anche i minatori che vi lavorano. Nell’avventura subito seguente, “La barriera invisibile”, Kit e Frankie scoprono che in una valle isolata dal resto del mondo si è evoluta una razza di “rettili sapienti”, i molocosauri, guidati da Orchzsky il Saggio.

Non mancano le storie più tradizionalmente avventurose, indirizzate però lontano dai soliti stereotipi del West. Ne “La banda inafferrabile” (gennaio 1974), alcuni fuorilegge portano a termine audaci rapine e scompaiono nel nulla grazie a una mongolfiera. Nel marzo dello stesso anno esce "L’iceberg della morte", dove il Piccolo Ranger e l’amico dai lunghi baffi si imbarcano su una nave a vapore su cui c’è anche un gruppo di galeotti. Lo steamer naufraga in seguito a una rivolta dei detenuti, che provoca l’urto contro un grosso iceberg. Proprio sull’isola galleggiante, un gruppo di superstiti trova momentanea salvezza. Tuttavia, il ghiaccio alla deriva si scioglie sempre più, come nel romanzo di Jules Verne "Il Paese delle pellicce", chiara fonte di ispirazione. Del tutto particolare è lo spunto che sostiene la trama de "Gli angeli giustizieri" (settembre 1973): tra le montagne dello Utah, Alex Montague e “Zanzara” Farrell ingannano degli ingenui mormoni, proponendosi come i profeti scelto da Noè per istituire un nuovo culto, quello dell’Arca, attorno appunto a quello che sembra il relitto della leggendaria imbarcazione biblica (in realtà è un simulacro costruito dai due complici). Il quadro che siamo andati tracciando dimostra anche la direzione di un ulteriore scarto impresso alla serie dallo sceneggiatore: il teatrino dei personaggi del Forte, così caro a Lavezzolo, si fa sempre più secondario e viene relegato sullo sfondo. Invece, Kit Teller si trasforma in un vero e proprio eroe a tutto tondo, adulto e maturo, in grado anche di avere storie sentimentali al di fuori dell’asfittico rapporto con la fidanzatina Claretta, a cui resta però sempre legato. Con il n°178, del settembre 1978, Decio Cazio interrompe la sua collaborazione con il Piccolo Ranger, affidando la serie ad altri sceneggiatori (tra i quali spicca Giorgio Pezzin), che la proseguiranno fino al febbraio 1985, quando a chiudere la serie provvederà lo stesso Sergio Bonelli, nei panni del suo alter-ego Guido Nolitta.

 

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