Gianluigi Bonelli

09/05/2013

Soggettista prolifico, considerato il Patriarca del fumetto italiano, ha legato il suo nome a Tex Willer, personaggio creato nel 1948 per la Casa editrice L'Audace, antenata della attuale Sergio Bonelli Editore. Di Tex ha scritto i soggetti di tutte le avventure pubblicate fino a oltre la metà degli anni Ottanta, continuando anche in seguito a supervisionare la produzione texiana.

Milanese, è nato il 22 dicembre 1908. Inizia il percorso professionale collaborando al "Corriere dei Piccoli" con una serie di poesie, cui fanno seguito alcuni lavori apparsi sul "Giornale illustrato dei viaggi" di Sonzogno. Nello stesso periodo scrive tre romanzi di avventure: "Le Tigri dell'Atlantico", "Il Crociato Nero" e "I Fratelli del Silenzio".

Dopo queste prime esperienze entra in contatto con il mondo dei fumetti dirigendo, per conto di Lotario Vecchi, tutta una serie di testate edite dalla Saev di Milano. Il suo nome appare su "Primarosa", "L'Audace", "Rintintin" e "Jumbo", e fra il 1937 e il 1939 diventa il più importante soggettista del settimanale "Il Vittorioso".

Quando "L'Audace" (che, nel frattempo, aveva perso l'articolo, divenendo semplicemente "Audace") viene rilevato dalla Mondadori, Bonelli continua l'attività per questo gruppo fino al 1939 e l'anno successivo ne diventa egli stesso editore.

Dopo la pausa bellica riprende l'attività lavorando per piccoli editori fino a che, nel 1947, si associa con Giovanni Di Leo per dar vita a una serie di iniziative, tra cui il potenziamento del settimanale "Cow Boy" e la traduzione dei francesi "Robin Hood" e "Fantax", prodotti dallo studio di Pierre Mouchot. Nel 1946 aveva anche scritto "La Perla Nera", un breve racconto illustrato da Franco Caprioli, l'anno dopo "Ipnos", disegnato da Gino Cossio, Paolo Piffarerio, Guido Da Passano e Mario Uggeri.

Nel 1948 è la volta di "Occhio Cupo" e di Tex, entrambi illustrati da Aurelio Galleppini, e della "Pattuglia dei Senza Paura", disegnata da Zamperoni e Donatelli. Dello stesso anno è "Il Giustiziere del West" tradotto in immagini da Giorgio Scudellari. Nel 1949, per Leone Cimpellin scrive la breve serie di "Plutos".

Nel 1954 sceneggia "Il Cavaliere Nero", disegnato dalla EsseGesse, e "Yuma Kid", realizzato da Mario Uggeri. L'anno dopo nascono "I Tre Bill", alla cui realizzazione grafica si alternano Giovanni Benvenuti, Gino D'Antonio, Roy D'Ami e Renzo Calegari, e "El Kid", illustrato da Dino Battaglia, Gino D'Antonio e Renzo Calegari. Del 1956 è "Davy Crockett", disegnato da Renzo Calegari e Carlo Porciani. Del 1957 sono invece "Hondo", disegnato da Franco Bignotti, e "Kociss", disegnato da Emilio Uberti.

Nel 1962 riprende "Un ragazzo nel Far West", ideato da Guido Nolitta, portandone a termine la lunga saga. Negli anni Sessanta firma anche alcune delle prime storie di Zagor, altro personaggio nolittiano.

Scompare ad Alessandria il 12 Gennaio 2001.