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Gianluigi Bonelli è Tex!

Non capitava spesso e non succedeva con tutti ma, a volte, Gianluigi Bonelli raccontava di sé. Di come Tex, il suo figlio letterario prediletto, avesse finito per somigliargli. O viceversa. Gianni Bono ha raccontato questa somiglianza in un nuovo libro.

In libreria e fumetteria dall'11 gennaio ma già disponibile nel nostro Shop online, GL Bonelli. Tex sono io! è il nuovo libro di Gianni Bono, che dopo la storia dell'intera famiglia Bonelli (e di conseguenza della nostra Casa editrice) si concentra questa volta sul creatore del ranger più famoso del fumetto italiano, raccontandone notizie e aneddoti che Gianluigi Bonelli gli ha regalato nel corso degli anni. Vi proponiamo qui l'inizio del racconto, con alcune delle pagine che compongono il libro e un trailer realizzato da Alex Dante per presentare il libro.

Faceva particolarmente freddo quella mattina a Milano. Così mi sono preso un altro caffè al bar prima di salire nel palazzone di via Buonarroti 38. E poco dopo eccolo lì, davanti a me, G.L. Bonelli.

Faceva particolarmente freddo quella mattina a Milano. Così mi sono preso un altro caffè al bar prima di salire nel palazzone di via Buonarroti 38, nella redazione Bonelli, e ho sfogliato la Repubblica appoggiata su un tavolino. Mercoledì 18 gennaio 1989: problemi con il trasporto aereo; a pagina quattro un pezzo con titolo virgolettato che aveva attirato la mia attenzione: «Governo non ci metterai in soffitta». Parola di Bruno Trentin, nuovo segretario della Cgil da neppure due mesi.

E poco dopo eccolo lì, davanti a me, G.L. Bonelli. Mi riceve nell'ufficio di Decio Canzio, il braccio destro e sinistro di Sergio. L'uomo che, cascasse il mondo, è in grado di mandare comunque avanti le cose in azienda; quello di cui ci si può sempre fidare. Convenevoli di rito e ci accomodiamo sulle poltrone di pelle marrone ai lati opposti di una semplice scrivania bianca, sommersa di carte e cancelleria e sulla quale svettano, incongruamente, tre modellini di dinosauri. Magari Decio li usa per mettere in soggezione i redattori a colloquio. Il capo è di sicuro un tirannosauro di una ventina di centimetri che guarda distrattamente il posacenere lì accanto.

G.L. anche a ottant'anni, anche da seduto, è ancora un pezzo d'uomo; una presenza non trascurabile, che si staglia contro semplici librerie bianche alle sue spalle. Sarà il contrasto con la giacca scura, sarà la luce fredda che lo inonda dalla porta-finestra che si affaccia sul viale alberato, ma c'è un'atmosfera che, se non soggezione, incute almeno un rispetto reverenziale. G.L. deve averlo intuito perché inizia a parlare rivolgendomi un complimento:

– Giovanotto, lei mi sta simpatico, perché non mi chiede come tutti i suoi colleghi della stampa di parlare di Tex. Non ne posso più. Sempre le stesse domande: Tex è di destra? Tex è di sinistra? A cosa si deve il successo di Tex... Quante balle! Sono monotoni, non hanno fantasia.

– Be', questa a lei non manca di certo!

Ho fatto viaggiare i miei personaggi in lungo e in largo. Mi piacevano i paesaggi che mi avevano rivelato i film western. Ho combinato quella vita e quegli ambienti con il mio carattere e le mie idee, cioè che il bene è il bene e il male è il male; come il bianco e il nero del fumetto.

– Lo può dire forte, amico mio! È vero, ho fatto viaggiare i miei personaggi in lungo e in largo, in posti dove non avevo mai messo piede. Proprio come Salgari. Solo che io, a differenza dell'Emilio nazionale, almeno quei territori li avevo visti al cinema. Mi piacevano i paesaggi che mi avevano rivelato i film western. Ho combinato quella vita e quegli ambienti con il mio carattere e le mie idee, cioè che il bene è il bene e il male è il male; come il bianco e il nero del fumetto. Poi, alla fine, per festeggiare i miei ottant'anni con qualche mese d'anticipo, Sergio e Giorgio mi hanno trascinato negli States e ho visto con i miei occhi tutti i luoghi dove Tex e Carson hanno tante volte bivaccato e menato le mani per oltre quarant'anni. Ambienti sterminati e imponenti che mi erano famigliari senza esserci mai stato. In realtà quello che mi ha colpito è stata la loro grandezza e bellezza. Sono davvero grato ai miei due ragazzi per questo regalo. Sergio poi, non so se l'abbia fatto di proposito, ma ha aperto al pubblico la tappa di Mantova della mostra "La ballata di Tex", al Palazzo della Ragione, proprio in occasione del mio compleanno. Ottant'anni io, e quaranta lui, il Tex. Che traguardo!

– Ma non mi ha detto che non voleva che parlassimo di Tex?

– Sì, ha ragione, ma che il diavolo mi porti, come si fa a non tirarlo in ballo?

– Ma parla esattamente come lui!

– Be', che c'è di strano... Non sa che sono io Tex?

Sorride sornione, consapevole che questa battuta, con qualche variante, è ormai un classico del suo "repertorio".

Gianni Bono

"G.L. Bonelli. Tex sono io!", a cura di Gianni Bono, copertina di Raimondo Monti. Dall'11 gennaio in libreria e fumetteria, già disponibile al Bonelli Point e nel nostro Shop online.


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16/12/2020