Intervista Nathan Never

Nathan Never e ASI sulla Luna!

Disponibile dal 26 novembre, "Nathan Never. Destinazione Luna" è la seconda collaborazione tra la nostra Casa editrice e l'Agenzia Spaziale Italiana - ASI. Ne abbiamo parlato con Sergio Giardo, disegnatore della storia contenuta nel volume.

In libreria, fumetteria e Shop online da giovedì 26 novembre, Nathan Never. Destinazione Luna è la seconda collaborazione tra Sergio Bonelli Editore e ASI - Agenzia Spaziale Italiana. Come il primo, il volume contiene una storia inedita a colori realizzata ancora da Bepi Vigna e Sergio Giardo, e un dossier a cura dell'ASI, dedicato al Lunar Gateway, al progetto Artemis e alla nuova avventura dell'Uomo sulla Luna, punto di partenza per l'esplorazione del cosmo!

Per presentarvi il libro, per questa volta ci concentriamo sulla storia a fumetti, ponendo qualche domanda al disponibilissimo Sergio Giardo sul volume e sul suo rapporto con la fantascienza. Buona lettura!

La prima domanda è d'obbligo: cosa diavolo era quel vulcano in eruzione che avevi dietro le spalle durante il panel di Lucca ChanGes?

C'è sempre un po' di soggezione quando ci si trova di fronte (anche solo virtualmente) a personaggi del calibro di Luca Parmitano.

Ahahah! È un praticissimo diffusore di essenze profumate, nel video non si vede, ma cambia anche di colore, oltre a profumare l'ambiente. Lo consiglio, si trova in tutte le farmacie!

Tra l'altro, in quel panel ti sei anche trovato faccia a faccia con l'astronauta Luca Parmitano, anche se solo virtualmente. È stata una cosa emozionante, per un disegnatore specializzato in fantascienza?

Beh, sì, c'è sempre un po' di soggezione quando ci si trova di fronte (anche solo virtualmente) a personaggi del calibro di Luca Parmitano, anche per chi non è appassionato di fantascienza, credo. Persone come lui rappresentano l'eccellenza della nostra società, portando avanti quel lavoro di ricerca e di esplorazione che unisce le grandi capacità di migliaia di scienziati, ingegneri, ricercatori, tutti gli addetti di quel settore aerospaziale che è un fiore all'occhiello del nostro paese. Se fosse stato possibile incontrarlo di persona, avrei avuto tante domande e curiosità da chiedergli. Speriamo in una prossima occasione!

Tu hai disegnato anche il primo libro realizzato in collaborazione con ASI, "Stazione Spaziale Internazionale". In cosa la fantascienza di "Destinazione Luna" è diversa?

Dovendo raccontare l'incontro di Nathan Never con Luca Parmitano, giocoforza Stazione Spaziale Internazionale affronta un tema classico della fantascienza, quello dei viaggi nel tempo. In Destinazione Luna la vicenda racconta due momenti e due vicende diverse che si legano, partendo dal progetto di raggiungere nuovamente la superficie lunare - tema che fa parte della nostra attualità - fino a un futuro in cui  la presenza dell'uomo sulla Luna sarà stabile e continua.

I riferimenti alle serie di Gerry Anderson sono quasi d'obbligo per chi, come me, ha vissuto la propria fanciullezza negli anni Settanta. Mi sono divertito a inserire qua e là elementi e citazioni.

In che modo la collaborazione tra la nostra Casa editrice e ASI ha influenzato il tuo lavoro? In cosa è realmente consistita, per quanto ti riguarda?

Soprattutto col primo volume frutto di questa collaborazione, Stazione Spaziale Internazionale, ho dovuto considerare che il lavoro che stavamo facendo avrebbe avuto la possibilità di finire anche nelle mani di chi non aveva mai letto un albo di Nathan Never, magari appassionati di fantascienza e di ricerca spaziale in generale. I riferimenti con la realtà della nostra epoca hanno richiesto un gran lavoro di documentazione per ritrarre correttamente persone, equipaggiamenti, ambienti. La comunicazione con ASI è stata continua e fondamentale per entrambi i volumi, a supporto per quanto riguarda le informazioni e i consigli necessari per rappresentare in maniera scientificamente e graficamente corretta gli elementi delle storie.

► Sappiamo che sei un grande appassionato di "Spazio 1999". Dev'essere stato particolarmente emozionante disegnare "Destinazione Luna" e rivisitare quelle atmosfere, per te, vero?

I riferimenti alle serie di Gerry Anderson sono quasi d'obbligo per chi, come me, ha vissuto la propria fanciullezza negli anni Settanta. Mi sono divertito a inserire qua e là elementi e citazioni, ma mi sono anche reso conto che dal punto di vista del design, gli anni 60 hanno saputo darci forme e suggestioni che, anche a guardarle con gli occhi di oggi, suggeriscono un'idea di futuro. Basti pensare agli arredi anche presenti in "2001: Odissea nello spazio", alle poltrone (che ritroverete in "Destinazione Luna"), ai tavoli, alle lampade, all'uso dei colori.

► A questo proposito, è la prima volta che ti vediamo all'opera anche colorista. Come ti sei trovato, in questo doppio ruolo?

Nel mio lavoro penso sia necessario cercare sempre nuove sfide. Questa volta volevo cercare di capire quanto spazio dover lasciare al colore.

Nel mio lavoro penso sia necessario cercare sempre nuove sfide. Sugli albi ho sempre lavorato per avventure in bianco e nero, e anche per Stazione Spaziale Internazionale non mi ero posto il problema del colore, perché in origine era prevista anche una versione da pubblicare in bianco e nero, quindi ho lavorato grossomodo nella consueta maniera, evitando di mettere troppe ombre sui volti dei personaggi, ma nulla più. Questa volta volevo cercare di capire quanto spazio dover lasciare al colore, lavorando più su una linea chiara, colorando anche i tratti, dove necessario sugli sfondi, per dare più profondità di campo. Diciamo che ho cercato di imparare mentre procedevo con le tavole, giocando con un'alternanza di toni caldi e freddi, a seconda delle scene. Non è stato facile, ma spero che il risultato venga apprezzato.

► Tu sei diventato il copertinista della serie regolare di Nathan Never con il numero 250. In edicola c'è il numero 354. C'è una copertina a cui sei più legato, o di cui sei particolarmente soddisfatto?

Anche qui, ho iniziato senza avere alle spalle un curriculum da copertinista. Dopo tanti anni credo di stare ancora imparando cose nuove man mano che progetto una nuova copertina. Di alcuni lavori più recenti sono soddisfatto, quantomeno vedo una progressione rispetto a cose più datate. Se devo scegliere una copertina, aldilà della qualità artistica, quella di Stazione Spaziale Internazionale ha un valore particolare, per il semplice fatto di essere stata nello spazio!

A cura di Alberto Cassani

Nathan Never. Destinazione Luna, testi di Bepi Vigna e disegni di Sergio Giardo. Dal 26 novembre in libreria, fumetteria e nel nostro Shop online.


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24/11/2020