Intervista Nathan Never

Lo spazio profondo di Nathan Never!

In edicola dal 24 giugno, "Yari Kiran" apre la miniserie di tre numeri "Nathan Never Deep Space". Per presentarvi come merita questo importante evento, ecco un'intervista al curatore del personaggio Glauco Guardigli e una gallery con alcune tavole.

"Yari Kiran" è il titolo dell'albo di esordio di Nathan Never Deep Space, una nuova, entusiasmante miniserie inedita in tre numeri che vede l'Agente speciale Alfa avere a che fare con un alieno. Scritta da Mirko Perniola, la saga si pregia del design e delle copertine di Ivan Calcaterra. Il primo numero, in edicola e nello Shop online dal 24 giugno, è disegnato da Silvia Corbetta. Per capire cosa ci dobbiamo aspettare da questa miniserie, oltre a realizzare la gallery che trovate a inizio pagina, abbiamo intervistato Glauco Guardigli, curatore del personaggio e di tutte le testate a esso collegate. Buona lettura!

► Qual è la particolarità di "Deep Space" che ti ha convinto a pubblicarla come miniserie a sé stante invece che all'interno della serie regolare di Nathan Never?

Da un punto di vista grafico c'era di che sbizzarrirsi, tra ambientazioni aliene, scene di massa e sequenze d'azione, ed ero certo che avrebbe fatto la felicità di qualunque disegnatore.

In realtà, sono stato a lungo combattuto su quale fosse il modo migliore di proporre questa avventura. Quando Mirko Perniola mi accennò l'idea di una storia che "girava intorno" a un visitatore da un altro pianeta, ero piuttosto scettico, trovando il tema degli alieni lontano da quello che avrei voluto ospitare sulle pagine di Nathan Never. Però conoscevo bene il lavoro di Mirko sulla testata, e una vocina dentro di me mi suggeriva che forse ne sarebbe uscito qualcosa d'interessante. Ho deciso di seguire questa vocina e non me ne sono pentito. Quando ho avuto modo di leggere la sceneggiatura completa, ero entusiasta. Non solo mi ero divertito molto, ma ci avevo trovato un gran bel potenziale: da un punto di vista grafico c'era di che sbizzarrirsi, tra ambientazioni aliene, scene di massa e sequenze d'azione, ed ero certo che avrebbe fatto la felicità di qualunque disegnatore. In particolare, però, mi aveva colpito come Mirko fosse riuscito a caratterizzare il carismatico protagonista che dà il titolo al primo episodio, Yari Kiran. Insomma, c'erano già tutti i presupposti per farne una miniserie autonoma, un evento speciale o un'opera celebrativa, ma credo di averne avuta la certezza soltanto quando Ivan Calcaterra è salito a bordo.

► Di Ivan hai parlato anche nell'introduzione dell'albo. Ci racconti più nel dettaglio qual è stato il suo ruolo nella creazione del mondo che viene raccontato?

Una delle sfide più complesse proposte dalla sceneggiatura stava nel rappresentare un mondo alieno, differente dal nostro seppur popolato da una razza con caratteristiche morfologiche simili a quelle umane.

Una delle sfide più complesse proposte dalla sceneggiatura di Mirko stava proprio nel rappresentare un mondo alieno, differente dal nostro seppur popolato da una razza con caratteristiche morfologiche simili a quelle umane. Mi serviva un visionario con una grande curiosità e un'enorme cultura visuale. Mi serviva un pazzo che si fosse cibato di fantascienza fin dalla più tenera età! E dovete sapere che Ivan Calcaterra risponde appieno a tutti questi requisiti (e ci tengo a sottolineare "tutti"). Peccato, ai tempi, fosse appena passato nello staff di Dragonero!

Senza darmi per vinto, gli ho proposto comunque di fare almeno gli studi preparatori degli ambienti e della tecnologia, che avrei poi passato come modelli al disegnatore incaricato di realizzare le tavole definitive. Tra l'altro, solo in seguito ho saputo da Antonio Serra che, vent'anni prima, proprio il nostro Ivan si era occupato di "creare" il look e la tecnologia della Fratellanza Ombra, storica nemesi dell'Agenzia Alfa, che i lettori più attempati dovrebbero ricordare bene. 

Ad ogni modo, Ivan si è talmente appassionato alla sceneggiatura di Mirko da voler disegnare lui stesso alcune sequenze extraterrestri della seconda e terza parte.

► Rispetto alla continuity della serie regolare, dove si situa "Deep Space"?

La storia è perfettamente fruibile anche da chi ha una conoscenza assai parziale del mondo di Nathan Never. L'unica cosa importante è che si svolge anni dopo la tentata invasione della Terra da parte di Marte.

Gli eventi si dipanano nell'arco di alcuni mesi, un paio d'anni dopo che Elania Elmore ha assunto il comando dell'Agenzia Alfa, succedendo a Solomon Darver. Ora, la domanda è più che legittima e rispondo per i lettori abituali della testata, ma ci tengo a specificare che conoscere l'esatta collocazione temporale di Nathan Never Deep Space non è indispensabile per potersela godere, così come non lo è la conoscenza approfondita dell'universo in cui si muove Nathan. La storia rimane perfettamente fruibile anche da chi, di questo universo, ne avesse una conoscenza assai parziale. L'unica cosa che è importante tenere presente è che si svolge, evidentemente, anni dopo il conflitto che ha visto Marte tentare di invadere la Terra (ne scoprirete il motivo nel secondo e nel terzo albo) e prima della saga Intrigo Internazionale, mirabilmente orchestrata da Michele Medda e Bepi Vigna e in corso di pubblicazione sulla serie regolare, in cui agisce un Nathan più ruvido e in solitaria, dopo aver dato le dimissioni dall'Agenzia Alfa.

► I disegnatori dei tre albi come li avete scelti, invece? Hanno stili molto diversi tra loro...

È stato un po' un "effetto cascata". Una volta viste le splendide tavole realizzate da Ivan, mi sono chiesto se valesse la pena puntare sull'uniformità grafica, scegliendo un unico disegnatore in grado di assecondare il tratto iper-realistico di Calcaterra o se non convenisse sparigliare le carte e scegliere tre disegnatori (o disegnatrici!) con stili assai diversi ma altrettanto affascinanti e personali.

Ivan Calcaterra, Silvia Corbetta, Simona Denna e Massimo Dall'Oglio hanno fatto un lavoro eccezionale, e li ringrazio infinitamente per l'entusiasmo e la dedizione che hanno profuso in ogni vignetta.

Per mia sfortuna, non ho mai amato le soluzioni comode. Il primo albo l'ho quindi affidato alla bravissima Silvia Corbetta, le cui pagine, tra tutte, sono forse quelle che il lettore meno attento avrebbe potuto più facilmente confondere con il lavoro di Ivan. Poi è stata la volta di Simona Denna. Quando le ho proposto questo lavoro aveva appena terminato una toccante storia di Riccardo Secchi intitolata "Le prime radici", dedicata a Legs, e il risultato mi era piaciuto immensamente, soprattutto per la capacità di far recitare i personaggi, facendo balzare Simona in cima alla Top Ten dei miei disegnatori preferiti. Per la terza parte ho aspettato anni (letteralmente!) di avere a disposizione l'artista giusto. E quando Antonio ha introdotto in Casa editrice il mangaka Massimo Dall'Oglio, ho atteso che si rendesse disponibile per poter portare finalmente a compimento la mini.

Tutti e quattro hanno fatto un lavoro eccezionale, e li ringrazio infinitamente per l'entusiasmo e la dedizione che hanno profuso in ogni vignetta. Ora non resta che attendere fiduciosi il giudizio del pubblico.

► Parlando invece della storia, i lettori cosa devono aspettarsi dalla sceneggiatura di Mirko Perniola?

In Nathan Never Deep Space, Mirko Perniola è riuscito a descrivere un personaggio perennemente sul filo, insieme affascinante e repellente, sospeso tra un'istintività quasi bestiale e la padronanza di una tecnologia avveniristica.

Esattamente quello che è lecito aspettarsi da una sceneggiatura di Mirko Perniola! Sono convinto che, proprio come i disegnatori, anche gli sceneggiatori abbiano uno stile inconfondibile, caratteristico e personale, che li distingue dagli altri. Una sorta di impronta digitale le cui creste sono rappresentate da tematiche ricorrenti nelle loro opere. Intendiamoci, non sto insinuando che raccontino sempre la stessa storia! La curiosità e l'esperienza, il bagaglio culturale, l'abilità, ma soprattutto il sudore permettono la costruzione di trame originali, ma queste tematiche "particolarmente sentite" affiorano spesso in superficie. Per Mirko, indubbiamente, si tratta delle relazioni sociali, più facilmente familiari, dei rapporti interpersonali, meglio se problematici.

In Nathan Never Deep Space, Mirko è riuscito a descrivere un personaggio perennemente sul filo, insieme affascinante e repellente, sospeso tra un'istintività quasi bestiale e la padronanza di una tecnologia avveniristica. E nel rapporto con Nathan, e di riflesso con il lettore, Mirko gioca questa raffinatissima partita. Ovviamente senza dimenticare che Nathan Never non è un graphic novel intimista ma un fumetto d'avventura e di fantascienza!

A cura di Alberto Cassanii

"Yari Kiran", Nathan Never Deep Space n.1. Testi di Mirko Perniola, disegni di Silvia Corbetta. 96 pp. in b/n, in edicola dal 24 giugno al prezzo di €3,90. 


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19/06/2020