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Emiliano Mammucari e Zardo!

Annunciato a Lucca Comics 2019, "Zardo" è ormai pronto per riempire gli scaffali di librerie e fumetterie. Per presentarvelo, abbiamo posto qualche domanda a Emiliano Mammucari, che l'ha disegnato a partire da una sceneggiatura di Tiziano Sclavi.

Tratto da un romanzo scritto da Tiziano Sclavi nei primi anni 90, "Nero.", Zardo è adattato da Emiliano Mammucari a partire da una sceneggiatura scritta da Sclavi poco dopo l'uscita del libro. Per accompagnarne l'agognata uscita, ci siamo fatti raccontare dall'autore velletrano com'è stato lavorare a questo progetto, e soprattutto cosa dobbiamo aspettarci leggendo il volume, di cui potete vedere le prime 6 tavole nella gallery a inizio pagina.

► Innanzi tutto, chi è Zardo?

Zardo è un uomo pieno di incertezze che viene travolto da un turbinio di eventi folli. Non ha più punti di riferimento, smarrisce la propria identità, precipita nel caos e scopre che, in fondo... perdersi è una sensazione bellissima.

► Hai lavorato su una sceneggiatura scritta all'inizio degli anni 90, probabilmente pensata per un tipo di fumetto ben diverso da quello che poi hai realizzato. Com'è stato, il processo di "attualizzazione"?

Zardo è un uomo pieno di incertezze che viene travolto da un turbinio di eventi folli. Non ha più punti di riferimento, smarrisce la propria identità, precipita nel caos e scopre che, in fondo... perdersi è una sensazione bellissima..

Con Tiziano abbiamo ragionato se attualizzare o meno la storia, se portarla nel presente o lavorarla come un racconto "in costume". Sarebbe stato un peccato in entrambi i casi.

Si tratta di una sceneggiatura che si era persa, come il protagonista, ed è rimasta ibernata per trent'anni. Leggerla è stato un tuffo al cuore, come se il tempo si fosse fermato davvero nel 1990. Nella sceneggiatura, Tiziano si rivolge direttamente al disegnatore, chiamandolo "Giampiero" (immagino si tratti di Casertano, ma lui non se lo ricorda). Si fa riferimento a oggetti e luoghi che non ci sono più, si parla al presente di attori in voga in quel periodo.

Per farla breve, abbiamo scelto un approccio più "emotivo": abbiamo fatto finta che anche per noi il tempo non sia passato. Abbiamo pescato nella memoria. È di nuovo il 1990, ho 15 anni, intorno a me ci sono quegli odori, quelle luci. I silenzi. Il muro di Berlino è appena caduto e il mondo ha voglia di cambiare. Ancora non lo so, ma a tra un anno uscirà "Nevermind" dei Nirvana.

Lavorare a questa storia è stato come fare un viaggio con una macchina del tempo.

 Per prepararti, hai anche letto il libro di Sclavi e visto il film che ne è stato tratto?

Assolutamente no. Lessi il libro e vidi il film quando uscirono. Ne ho parlato molto con i miei amici, però. La cosa curiosa è che le trame che crediamo di ricordare non coincidono minimamente.

Lavorare A "Zardo" è stato come fare un viaggio con una macchina del tempo.

► L'apporto di Luca Saponti con i colori è fondamentale nella gestione del racconto. Come avete lavorato, insieme?

Per me, Luca uno dei migliori coloristi al mondo. Abbiamo lavorato molto per trovare accostamenti di colori "acidi", adatti a restituire l'angoscia e il senso di spaesamento di Zardo. Luca, con il colore, ha scritto la colonna sonora del racconto.

► Senti, sinceramente, ci spieghi cosa succede, alla fine della storia?

Con Tiziano stavamo pensando di realizzare un sequel. Visti i tempi di realizzazione del primo, direi che potremmo essere pronti a soddisfare le tue curiosità nel 2050.

A cura di Alberto Cassani

Zardo, 22 x 29,7 cm, 64 pagine a colori, testi di Tiziano Sclavi, disegni di Emiliano Mammucari, colori di Luca Saponti, è disponibile  dall'11 giugno in libreria, fumetteria e nel nostro Shop online.

Il trailer è realizzato da Alex Dante.


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04/06/2020