Iniziative bonelliane

Vent'anni di Dampyr!

Dampyr celebra i suoi vent'anni di vita editoriale. Era infatti il 14 aprile del 2000 quando arrivava nelle edicole "Il figlio del diavolo", debutto della serie di Boselli e Colombo. Vi riproponiamo qui l'editoriale di Sergio Bonelli da quel primo numero.

Cari amici,

ecco finalmente il primo numero di Dampyr, una serie che affronta un mito classico del cinema e della letteratura, ma lo fa in modo nuovo e privo di soggezione.

Dampyr vuole essere un horror d'azione e d'avventura, calato in ambienti realmente esistenti. È una formula per noi inconsueta, una scommessa che ci auguriamo di vincere.

Anch'io sono una vittima dei vampiri. Li ho sempre amati, fin da ragazzo, perché suscitano brividi misti ad ammirazione e perché la figura dei principi delle tenebre riunisce in sé paura e fascino, orrore e romanticismo. Ero dunque stuzzicato e incuriosito dal progetto di Mauro Boselli e Maurizio Colombo, autori che hanno dimostrato il loro talento in serie classiche della nostra Casa editrice, come Tex, Zagor, Mister No, Nick Raider. Erano stati loro a curare, anni fa, per l'Almanacco della paura di Dylan Dog, un esauriente "Manuale del Vampirologo". Sapevo perciò di andare sul sicuro, visto che Boselli e Colombo sono degli esperti in materia e nutrono la mia stessa passione per i film con Christopher Lee, per le storie di fantasmi inglesi, per i romanzi di Stephen King...

Beh, il risultato finale non mi ha dato torto, ma mi ha anche fortemente sorpreso. Al posto delle terrificanti, ma in fondo rassicuranti storie tradizionali, che vanno dal Dracula di Bram Stoker fino ai recenti romanzi di Anne Rice, in cui eleganti vampiri si avvolgono in mantelli foderati di velluto rosso e vengono sconfitti da aglio, croci e punteruoli, Boselli e Colombo ci presentano dei vampiri che di queste bazzecole se ne infischiano, dei vampiri calati in un mondo realistico e angoscioso, sconvolgente e terrificante quanto loro.

Ed è, cari lettori, lo stesso mondo in cui viviamo, con le sue durezze e le sue violenze, anche se l'aspra situazione di guerra dei primi due episodi lascerà in futuro il passo ad ambienti diversi, più romanticamente crepuscolari, come i vecchi quartieri delle città europee, e persino solari, come le selvagge distese dell'Africa. Dampyr vuole essere infatti un horror d'azione e d'avventura, calato in ambienti realmente esistenti. È una formula per noi inconsueta, una scommessa che ci auguriamo di vincere.

Sergio Bonelli

Continuate a seguirci: nei prossimi giorni i festeggiamenti per Dampyr20 continueranno con altri esclusivi contenuti!


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10/04/2020