Gallery Tex

¡Que viva Villa!

Arriva finalmente in edicola il tanto atteso Texone di Claudio Villa, Tex l'inesorabile. Ne abbiamo già parlato tanto, ma per un'opera simile non è mai abbastanza! Ecco la prefazione al volume scritta da Graziano Frediani e una bella gallery di tavole di Villa.

Non esiste una ricetta infallibile per costruire la storia a fumetti perfetta: la riuscita dipende da un complicato mash-up di elementi.

Non esiste una ricetta infallibile per costruire la storia a fumetti perfetta. Oltre ai due proverbiali ingredienti-base («uno per cento ispirazione e novantanove per cento sudore», diceva Thomas Alva Edison), la riuscita dipende da un complicato mash-up di elementi il cui esito è ancor più imprevedibile quando i testi e i disegni portano firme diverse e soprattutto quando, come nel caso di Tex l'inesorabile, l'inizio, lo sviluppo e il compimento dei lavori si è protratto nel tempo, lungo l'arco di diciassette anni.

La posa della prima pietra di questa avventura speciale risale infatti al 2002, poche settimane dopo la conclusione di un episodio-monstre presentato sui numeri 501, 502, 503 e 504 della collana mensile, dove, su testi di Claudio Nizzi, Claudio Villa ha trasposto in immagini il ritorno del diabolico Mefisto dall'Aldilà all'Aldiqua. Proprio allora, Villa accetta con entusiasmo l'incarico di illustrare una nuova avventura del Ranger che, inizialmente prevista per la serie regolare, si guadagna ben presto l'onore di essere inserita nella prestigiosa collana dei "Texoni", tale e tanta è - in maniera evidentissima, sin dalle tavole iniziali - la sua complicità con la trama architettata da Mauro Boselli, alla quale, com'è solito fare, aggiunge la potenza iconografica di un autentico e ispirato "film-maker".

Le tavole di Villa erano sempre accolte con trepidazione, perché non vedevamo l'ora di pubblicare l'opera completa, e con ammirazione infinita, visto che ognuna ci sembrava più bella della precedente.

Ma, di mese in mese, di stagione in stagione, gli impegni di copertinista lo distolgono e lo distraggono dalle pagine di Tex l'inesorabile: oltre alle cover "ufficiali", l'instancabile cartoonist comasco ha disegnato, tra il febbraio 1996 e il dicembre 2017, le cartoline a colori inserite in omaggio nei primi 428 numeri di "Tex Nuova Ristampa", e, tra il febbraio 2007 e il gennaio 2015, le 256 copertine della "Collezione storica a colori", una riproposta organica dell'intera saga di Aquila della Notte uscita in allegato al quotidiano "la Repubblica" e al settimanale "l'Espresso".

Ecco perché la costruzione di Tex l'inesorabile è andata avanti lentamente, facendo sì che le sue tavole giungessero in Redazione un poco per volta, sempre accolte, come ha scritto il nostro editore Davide Bonelli, «con trepidazione (perché non vedevamo l'ora di pubblicare l'opera completa), e con ammirazione infinita, visto che ognuna ci sembrava più bella della precedente, in totale sintonia con la splendida sceneggiatura boselliana: un epico "western drama" che esalta al massimo le potenzialità visuali e narrative del medium fumettistico, la cui espressività, così unica e specifica, si è ormai emancipata dalle presunte sudditanze con il cinema o la letteratura vera e propria».

Sicuramente, adesso, leggendolo e guardandolo, anche tutti voi aficionados texiani sarete d'accordo nell'affermare che, qui, l'arte del fumetto ha raggiunto uno dei suoi apici. Se la caratteristica principale dei "Texoni" è, da sempre, quella di ospitare i più grandi e ammirati Maestri della china e del pennello, possiamo dire che Tex l'inesorabile rappresenta la miglior conferma dello status autoriale di Claudio Villa, il compimento - in attesa di altri, futuri exploit - di una carriera vissuta all'insegna di un sincero, rispettosissimo affetto nei confronti dell'eroe creato nel 1948 da Gianluigi Bonelli e visualizzato graficamente da Aurelio "Galep" Galleppini, e di una profonda, istintiva attrazione verso "le nuvole parlanti", iniziata durante l'infanzia.

Ero immerso nel silenzio, ma nelle mie orecchie esplodevano suoni, rumori, grida e parole di quel mondo. E la mia fantasia imparava a volare. Ero un bambino, e quei mondi di carta hanno riempito la mia vita.

A tale proposito, mi sembrano illuminanti i ricordi che Villa ha esternato in un poetico autoritratto apparso, nel 2015, sul catalogo della rassegna AlbissolaComics: «Ricordo la prima volta. Era solo un piccolo fascicolo, ma una volta aperto imparavo meraviglie che non avevo mai immaginato. Sfogliavo. Era solo una pagina, ma piena di mondi affascinanti. Guardavo. Erano disegni. Segni immobili sulla carta, ma li vedevo in azione. Ero immerso nel silenzio, ma nelle mie orecchie esplodevano suoni, rumori, grida e parole di quel mondo. E quando alzavo gli occhi, chiudendo quel piccolo fascicolo di pagine avevo ancora gli occhi pieni di avventura, di azione, di suoni. E la mia fantasia imparava a volare. Ero un bambino e quei mondi di carta hanno riempito la mia vita. È stato amore. Lo stesso amore che metto ancora oggi in un foglio bianco, cercando meraviglie, mondi affascinanti, disegni pieni di movimento. Dall'altra parte della matita. Ma con la stessa meraviglia di quel bambino».

Graziano Frediani


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18/02/2020