Sergio Bonelli

Da Sergio a Tea

Da Sergio a Tea

Lunedì 2 dicembre sarebbe stato il compleanno di Sergio Bonelli. Quest'anno ci piace ricordarlo omaggiando anche sua madre, Tea, vera forza trainante della Casa editrice in un periodo difficile come quello dell'immediato secondo dopoguerra.

Lunedì 2 dicembre, Sergio Bonelli avrebbe compiuto 87 anni. Sceneggiatore, editore, padre - reale e spirituale - del moderno fumetto popolare italiano, l'uomo che ha dato il proprio nome alla nostra Casa editrice arrivava da una famiglia che al fumetto aveva dato tanto già nella generazione precedente. Se suo padre Gianluigi ha inventato il personaggio più letto della storia italiana delle nuvole disegnate, sua madre Tea è stata una figura fondamentale nello sviluppo dell'allora Edizioni Audace e nella storia del fumetto italiano.

Nata a Milano il 4 ottobre 1911 da genitori originari del Polesine, Tea (in realtà Aristea) Bertasi in Bonelli «aveva un aspetto bello e piacevole, modi signorili e affabilmente cordiali. C'era qualcosa in lei che ispirava fiducia e sicurezza», come scrisse Aurelio Galleppini nel 1948. Cominciò a lavorare giovanissima, per poi incontrare Giovanni Luigi Bonelli nel 1928 e sposarlo nel 1932, l'anno in cui nacque il loro unico figlio Sergio.

Coinvolta dal marito nella gestione del settimanale Audace, che aveva come base la loro stessa abitazione a Milano, fu travolta dagli eventi bellici, che la costrinsero a sfollare in Liguria con Sergio e con due giovani disegnatori-factotum (Franco Donatelli e Mario Faustinelli), che contribuirono poi a illustrare le nuove avventure di Furio Almirante. La separazione consensuale dal marito, che si era invece rifugiato in Svizzera, porterà il loro matrimonio a trasformarsi in collaborazione professionale, facendo del creatore di Tex lo sceneggiatore-principe della Casa editrice Audace.

Inizialmente, la Signora Tea ripropose le vecchie storie di Furio Almirante, poi lanciò gli albi di Ipnos, una sorta di Mandrake all'italiana, e quelli di Frisco Bill, uno scanzonato giornalista giramondo. Nel fatidico 1948, arruolò Galleppini come disegnatore e Rinaldo Dami (alias Roy D'Amy) come autore completo, mentre Gianluigi Bonelli marciava a pieno ritmo, scrivendo senza posa storie a fumetti originali, ma anche traducendo e riadattando strip provenienti dal vivace mercato d'oltreoceano.

Il punto di svolta fu il momento in cui Bonelli padre consegnò a Galep le prime sceneggiature di due nuovi personaggi: Occhio Cupo, un giustiziere spadaccino in costume, da pubblicare in eleganti albi quindicinali di grande formato, più pregiati e costosi della media, e Tex Killer (poi trasformato dalla Signora Tea in un più rassicurante Tex Willer), un cowboy nervoso e scattante, da pubblicare invece, nelle povere edizioni "a striscia". La storia della Fabbrica dei Sogni di via Buonarroti cominciò proprio allora, dall'immediato insuccesso di Occhio Cupo e, soprattutto, dal lento, progressivo, inarrestabile successo di Tex Willer. Un successo conquistato dalla Signora Tea lentamente, lavorando (e imparando) giorno per giorno, con una tenacia e un innato savoir-faire.

Nel 1957 Sergio Bonelli diventò il direttore responsabile delle Edizioni Audace, e la Signora Tea cominciò pian piano a uscire di scena. «Per anni e anni, dopo il suo ritiro, mia madre continuò a seguire l'andamento della Casa editrice attraverso i bollettini che io, ora con orgoglio, ora con preoccupazione, le facevo quasi ogni giorno, ma rimase ostinatamente ferma nel proposito di non esporsi alla curiosità della stampa, della radio e della televisione».

Così Sergio ricordava sua madre Tea, di cui quest'anno ricorre il ventennale della scomparsa. Ed è anche attraverso le sue parole che il 2 dicembre noi vogliamo ricordare lui.

02/12/2019