Cani Sciolti

Anni di piombo!

La Milano del 1976 non è solo teatro di una violenta lotta politica, deve anche subire l'arrivo prepotente della droga e il cambio di passo della malavita. Sono gli "Anni di piombo" che Gianfranco Manfredi e Sergio Gerasi ci raccontano nelle pagine di Cani Sciolti!

"Pugni e pistole" è l'undicesimo numero di Cani Sciolti – che potete trovare in edicola, fumetteria e nel nostro Shop online a partire dal 11 settembre – naturalmente i testi di sono di Gianfranco Manfredi, creatore della collana, mentre è Sergio Gerasi, già apprezzato disegnatore di Dylan Dog e Mercurio Loi, a visualizzare la storia. Un tema, quello di Milano e la mala che viene affrontato in due uscite, questa per l'appunto e il prossimo n.12 dal titolo "Milano spara", che è proprio Manfredi a contestualizzare nella rubrica dell'albo e di cui vi anticipiamo una parte.

Quando si parla degli “Anni di Piombo” ci si riferisce generalmente alla lotta armata, spesso dimenticando che la definizione era nata dal titolo del film Anni di Piombo (Die bleierne Zeit, 1981) della regista tedesca Margarethe von Trotta. Il film era ispirato alla vicenda del presunto suicidio di membri della banda Baader-Meinhof nel carcere di Stammheim nel 1977. Il titolo intendeva alludere a un periodo plumbeo, sia nel senso del clima di repressione poliziesca che si respirava, sia nel senso letterale del piombo come strumento di risoluzione dei conflitti sociali. Piuttosto limitativo e improprio, dunque, ergere quel titolo a rappresentazione della pura e semplice lotta armata dei gruppi clandestini o semi-clandestini.

A Milano, la vecchia malavita veniva chiamata ligera (leggera) in quanto molto raramente faceva uso di armi. Ma i tempi ormai erano cambiati...

In "Pugni e pistole", ambientato nel 1976, si racconta di quel clima plumbeo generalmente inteso e di un altro uso del piombo, si parla della corsa alle armi da parte di singoli cittadini spaventati dall’aria che si respirava e da ricondurre non solo ai conflitti e agli attentati politici, ma anche alla criminalità organizzata che in quel periodo aveva alzato il suo livello di offensiva. Chi ha vissuto allora a Milano, ricorda bene come tranquilli cittadini prendessero il porto d’armi e si esercitassero nei poligoni di tiro. A questa “moda” avevano non poco contribuito i film del tipo Il Giustiziere della Notte (1974) con Charles Bronson, che celebravano il mito del cittadino che sentendosi indifeso dalle forze dell’ordine, decide di farsi giustizia da solo. A Milano, la vecchia malavita veniva chiamata ligera (leggera) in quanto molto raramente faceva uso di armi. Le rapine ai gioiellieri, per esempio, avvenivano sfondando le vetrine con un mattone. Ma i tempi ormai erano cambiati. Le armi circolavano più facilmente ed era venuto meno lo scrupolo a usarle. [...] Il cambiamento era stato segnato dal nuovo mercato della droga: prima la cocaina, poi l’eroina.

In questo e nel successivo albo si rievoca, attraverso eventi reali ed eventi inventati, ma ispirati alla cronaca nera dell’epoca, la Milano di Turatello e Vallanzasca [...]. Riguardo al problema della cocaina, nei film dell’epoca e non solo, il consumo di questa e altre droghe viene rappresentato usualmente in un quadro di degrado urbano e sociale. Raramente lo si è mostrato in ambienti borghesi ed alto borghesi. Eppure...

Gianfranco Manfredi

Cani Sciolti n.11 "Pugni e pistole", dal 11 settembre in edicola, fumetteria e nel nostro Shop online. Nella gallery a inizio pagina potete vedere le prime sei tavole della storia.

Se volete recuperare gli albi precedenti potete visitare la pagina degli arretrati, vi ricordiamo, inoltre, che sono disponibili le prime storie della collana pubblicate in due volumi cartonati, formato 22x30 cm, 128 pagine b/n.


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13/09/2019