Anteprima Dragonero

Dragonero: Il cammino degli dei!

Martedì 10 settembre una nuova, terribile, minaccia invade edicole, fumetterie e Shop online Bonelli! Si tratta della "Dama delle Lacrime", protagonista del settantaseiesimo numero di Dragonero! Se volete saperne di più, non dovete fare altro che leggere qui.

L'inquietante copertina del numero 76 di Dragonero ci pone davanti al terribile dato di fatto che una colossale figura spettrale della Signora delle Lacrime di Sangue, divinità inventata di sana pianta dal truffaldino Leario (lo abbiamo visto nel n. 72, "Il pianto rosso"), sta seminando rovina e distruzione nelle città erondariane... Dunque gli dei camminano?

Una colossale figura spettrale della Signora delle Lacrime di Sangue sta seminando rovina e distruzione nelle città erondariane... Dunque gli dei camminano?

Beh, nel mondo di Dragonero, la risposta è affermativa. Ma non è esattamente una novità: i lettori di vecchia (ma non vecchissima) data si ricorderanno senz'altro del n. 44 della serie, "Il dio cannibale", dove accadeva un fatto analogo, sebbene alla statua in pietra di una divinità adorata da una popolazione delle foreste dei Regni Meridionali. Nella gallery potete vedere qualche tavola, realizzata da Francesco Rizzato, tratta proprio da quella storia. La spiegazione di questo fatto apparentemente inesplicabile è, tutto sommato, semplice e, vi avviso subito, non ha nulla a che fare con la magia, non nel senso che intendiamo noi (ovvero che esista un incauto apprendista stregone che, con un maldestro colpo di bacchetta, dia vita alla fredda pietra).

Eccola: in molte regioni dell'Erondàr - come per esempio l'Enclave della Montagna oppure quella dei Grandi Laghi, o, ancora, proprio la misteriosa giungla dei Regni Meridionali - esistono religioni politeiste con pantheon ricchi di divinità ben distinte le une dalle altre, che assumono tanto più potere quanto più sono adorate da un maggior numero di persone. In passato, le divinità che potevano contare su uno sterminato numero di seguaci riuscivano persino ad assumere forma fisica; non di rado, poi, scendevano in guerra, guidando personalmente gli eserciti dei loro fedeli contro le schiere nemiche.


Una divinità di pietra prende vita, disegno di Francesco Rizzato tratto da Dragonero n.44 "Il dio cannibale"


Nel resto dell'Erondàr, invece, non esistono dei umanizzati né figure divine con un nome proprio, bensì unicamente entità spirituali indifferenziate chiamate khame, che costituiscono la fonte dell'energia magica naturale alla quale attingono i Luresindi. La conseguenza di quanto appena detto è che la magia da questi ultimi utilizzata si indebolisce notevolmente, fino addirittura ad annullarsi del tutto, nei territori dove i khame hanno meno potere perché ostacolati dalle divinità locali. È dunque questa una delle ragioni per cui, all'interno dell'Impero, qualunque dottrina non ortodossa era rigidamente controllata e, nel caso si fosse troppo diffusa, immediatamente repressa senza pietà. Parlo al passato perché, dovreste saperlo, ormai l'Impero erondariano non esiste più. Vedremo cosa (o meglio chi) sta prendendo il suo posto...

Riassumendo, nel mondo di Dragonero i simulacri degli dei possono perciò prendere vita e muoversi e, se abbastanza grandi, sono in grado di distruggere roccaforti e città. Gli dei, dunque, camminano... per cui è meglio non star loro troppo vicini, perché potrebbero anche inciampare!

Luca Barbieri

Dragonero 76 "La dama delle lacrime", testi di Luca Enoch, disegni di Luca Malisan, copertina di Giuseppe Matteoni. Dal 10 settembre in edicola, fumetteria e nel nostro Shop online.


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09/09/2019