Intervista Magico Vento

Manfredi racconta Magico Vento!

Dopo quasi un decennio di assenza, da sabato 6 luglio torna in edicola Magico Vento, con il primo di quattro albi interamente realizzati dal creatore del personaggio Gianfranco Manfredi e da Darko Perovic. Ne abbiamo parlato proprio con Manfredi...

Era il 18 novembre 2010, quando le edicole ricevettero "Memorie del tempo perduto", lo Speciale Magico Vento che faceva da epilogo alla serie regolare di Ned Ellis conclusasi il mese precedente. Da allora il personaggio ha continuato a vivere attraverso ristampe librarie ed edizioni estere, ma ha soprattutto continuato a vivere nella mente e nel cuore dei lettori, che hanno sempre sperato in un suo ritorno.

Ora, finalmente, l'attesa è finita: il 6 luglio 2019 le edicole ricevono "La notte della cometa", primo di una serie di 4 albi che raccontano una nuova avventura dello Sciamano Bianco creato da Gianfranco Manfredi. Per prepararvi ai contenuti della serie, abbiamo posto qualche domanda proprio allo sceneggiatore milanese.

► Com'è stato tornare a scrivere Magico Vento dopo quasi un decennio? Hai trovato qualche difficoltà, nel riprendere il filo del discorso o è stato un gran divertimento?

È stato un piacere. E con Magico Vento le difficoltà fanno parte del piacere. Pur avendo scritto più di cento episodi, la serie è rimasta imprevedibile anche per me. Ogni episodio è una sfida! 

► Come hai scritto anche nell'introduzione all'albo, nonostante la sua lunga assenza dalle edicole italiane il personaggio ha trovato nuovi lettori grazie alle varie ristampe, in Italia come all'estero. Come ti sei approcciato, quindi, alla necessità di scrivere allo stesso tempo per chi conosce vita, morte e miracoli di Ned Ellis e per chi invece ne ha letto magari solo un paio di avventure vecchie di vent'anni?

Da un lato dovevo per forza partire da dove la storia si era interrotta dieci anni fa, dall'altra riprendere da capo, anche perché nel frattempo sono cambiati i lettori.

Questo ha reso più difficile la sfida. Da un lato dovevo per forza partire da dove la storia si era interrotta, dall'altra riprendere da capo, anche perché nel frattempo sono cambiati i lettori. Là dove mi ero interrotto, Ned aveva perso i suoi poteri, e così ho studiato il modo di fargliene acquisire di nuovi. Mentre prima Ned trovava difficoltà nel ricordare il suo passato e aveva fosche visioni del futuro, ora è tutto il contrario: riesce a percepire frammenti del passato di chi incontra (il suo ormai ha imparato a conoscerlo) ma ignora dove potrebbero andare a parare gli eventi. Non può più anticipare nulla, è sempre alla rincorsa, e questo accentua la drammaticità.

► Rispetto alla serie "classica" e ai suoi speciali, queste nuove avventure dove si situano, temporalmente?

La serie si era conclusa nell'anno 1880. Riprende dal 1881 che per mia fortuna è stato un anno densissimo di avvenimenti nel sud degli Stati Uniti: è apparsa, ed è rimasta in cielo per oltre tre mesi, la cometa di Halley, e molti, sia tra i bianchi che tra gli apache, l'hanno percepita come un segno della fine del mondo. La città di Tucson è finita in fiamme. Geronimo ha posto sotto assedio Fort Apache. E infine, a Tombstone è andato in scena il celebre scontro a fuoco dell'OK Corral. Ho studiato questi quattro numeri in modo da legare strettamente, in un'unica storia, tutti questi eventi.

► Hai detto che il personaggio di Magico Vento è cambiato, rispetto alla serie regolare, ma è cambiato anche il mondo del west?

Negli ultimi anni, gli scenari del western rievocano un mondo impazzito, superstizioso, governato dal senso della fine dei tempi. Il periodo che volevo raccontare si prestava benissimo per questo nuovo western apocalittico.

Negli ultimi anni, in alcuni nuovi film western come ad esempio "Sweetwater" di Logan Miller o l'horror-western "Death in Tombstone" di Roel Reiné, ho visto affiorare personaggi di predicatori fanatici o di vendicatori infernali, come se gli scenari del western oggi rievocassero un mondo impazzito, superstizioso, governato dal senso della fine dei tempi. Il periodo che volevo raccontare si prestava benissimo per questo nuovo western apocalittico.

► Questo ciclo di quattro albi e interamente disegnato da Darko Perovic. È diverso lavorare con un solo disegnatore per tanti albi, rispetto alla normale alternanza di artisti in una serie regolare?

Un disegnatore unico assicura un'unità stilistica che in una miniserie compatta ha il suo indubbio valore. Ci sono personaggi che tornano di episodio in episodio ed è bene che restino graficamente "stabili". Darko, poi, è un disegnatore molto "fisico", ideale per raccontare il sud degli Stati Uniti, i caratteri somatici degli apache, il clima di violenza estrema che regnava in quei contesti.

► Con Perovic state lavorando anche a un altro ciclo di tre albi. Quando avremo modo di vederlo?

L'obiettivo è l'estate 2020, spero che Darko ce la faccia. Il nuovo ciclo è in continuità, cioè la storia è ambientata nel 1882. Anche questo un anno fondamentale, sia per la Storia degli apache sia perché è l'anno della vile uccisione di Jesse James che in qualche modo simboleggia la fine del vecchio west dei grandi personaggi.

Magico Vento - Il Ritorno n.1 "La notte della cometa", dal 6 luglio 2019 in edicola, fumetteria e nel nostro Shop online, copertina di Corrado Mastantuono. In più, in omaggio, il poster di Magico Vento!


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08/07/2019