Intervista Odessa

Sessanta giorni alla fusione!

Mancano due mesi esatti all'approdo in edicola del primo numero di "Odessa". Scopriamo questo nuovo universo science-fantasy insieme al realizzatore grafico e copertinista della serie Mariano De Biase. E, naturalmente, insieme ai suoi disegni.

In edicola dal 25 maggio, Odessa è una serie science-fantasy architettata da Davide Rigamonti e visualizzata inizialmente da Mariano De Biase, che ne è anche il copertinista ufficiale. Il disegnatore sardo ci ha concesso tantissimi dei suoi studi preparatori, noi ve ne proponiamo solo qualcuno, rimandandovi per altri alla pagina Facebook ufficiale della serie. Ma ne abbiamo approfittato anche per fare a Mariano qualche domanda sul lavoro che ha fatto per Odessa. Ecco come ci ha risposto.

► Mariano, la tua carriera da disegnatore bonelliano finora si è sviluppata sempre intorno al personaggio di Nathan Never. Ma da dove arrivi, fumettisticamente parlando?

In verità, a parte una breve parentesi sull'Insonne di Giuseppe di Bernardo e la pubblicazione di "Cuccioloidi" - mio manifesto della passione/ossessione per i carlini che nutro da sempre - la collaborazione con Antonio Serra nello staff neveriano è stata pressoché immediatamente successiva all'uscita dalla scuola del fumetto di Milano. Ho cominciato come inchiostratore sulle matite di Antonella Platano e Francesco Rizzato, un'esperienza che mi ha permesso di farmi le ossa e capire molte cose di questo mestiere.

► Com'è nato il tuo coinvolgimento in "Odessa", invece?

Ognuno di noi ha messo sul tavolo una marea di proposte che poi, nel pieno spirito di Odessa, si sarebbero fuse tra loro, mutando in qualcosa di nuovo e unico.

Non ricordo esattamente la chiamata alle armi, parliamo di circa quattro anni fa. All'epoca viaggiavo molto in treno e le prime idee riguardo questa serie furono scarabocchiate proprio in taccuini o agende varie su qualche intercity, e ne potete vedere alcune scansioni qui e su Facebook. In questa fase embrionale le chiacchiere con Antonio e Davide Rigamonti - al telefono o davanti a un piatto di sushi - sono state infinite e ognuno ha messo sul tavolo una marea di proposte che poi, nel pieno spirito di Odessa, si sarebbero fuse tra loro, mutando in qualcosa di nuovo e unico rispetto al concetto di partenza e alle idee iniziali dei singoli componenti del team creativo.

► Se dovessimo elencare tutte le cose che hai immaginato da zero per "Odessa" non ci basterebbe una schermata: personaggi, animali, ambienti... Da dove sono nate, tutte le idee che hai poi messo su carta?

L'impronta più forte che si può notare è sicuramente mutuata da quel mostro sacro che è Jack Kirby: gli occhi  vuoti e luminosi dei miei alieni, i dentoni triangolari incastonati come pietre nelle loro bocche spalancate, i corpi chitinosi solcati da motivi geometrici quasi tribali, li devo moltissimo al suo lavoro, che mi ha enormemente influenzato e affascinato e sempre continua a farlo, più di quello di chiunque altro.

Ci sono poi suggestioni che derivano da maschere tradizionali di vari popoli; l'idea che le creature di Odessa potessero ricordare, nell'aspetto, comparse mascherate di un qualche episodio di Star Trek, era affine a una concezione orgogliosamente naïf del carachter design, che mi diverte molto. Persino la natura offre innumerevoli spunti e, nelle fisionomie dei miei personaggi, è facile notare quanto spesso siano incorporati elementi animali e vegetali.

Un capitolo a sé meriterebbe poi tutto il discorso che riguarda la realizzazione del concetto di fusione nella città di Odessa... ma mi sono già dilungato abbastanza e non voglio anticipare troppo! 

► Tu di "Odessa" sei il copertinista, ma non hai disegnato neanche un numero. In genere, com'è il tuo rapporto coi disegnatori che "mettono in scena" gli ambienti e i personaggi che tu hai creato graficamente?

Con i disegnatori c'è stato fin da subito un confronto e uno scambio che sono rimasti costanti durante tutto il percorso che ci ha portati fino a qui. Le idee che ho consegnato in mano loro si sono adattate, evolute e talvolta hanno assunto vita propria, com'è normale che sia, dal momento che stiamo parlando di disegnatori con stile e sensibilità personalissime. Posso dire che sono sempre rimasto sinceramente meravigliato nel vedere come i miei personaggi abbiano preso vita sulle tavole di questi artisti.

A cura di Alberto Cassani

"Dopo la fusione", Odessa n.1, 96 pp a colori, formato 16x21cm. In edicola dal 25 maggio al prezzo di 5,90 €. Testi di Davide Rigamonti, disegni di Matteo Resinanti, copertina di Mariano De Biase.


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25/03/2019