Dylan Dog

I volti di Tiz!

Il 9 novembre è uscito "Il narratore dell'incubo", il libro di Franco Busatta e Federico Maggioni che racconta Tiziano Sclavi da una prospettiva inedita. Ma gli aneddoti sul creatore di Dylan Dog non si esauriscono su quelle pagine...

Curato da Franco Busatta e Federico MaggioniTiziano Sclavi, il narratore dell'incubo è disponibile in libreria e fumetteria dallo scorso 9 novembre. Ricco di illustrazioni e caratterizzato da un'impaginazione grafica molto particolare, l'opera tratteggia un ritratto a tutto tondo del creatore di Dylan Dog attraverso interviste, ricordi e aneddoti di Sclavi stesso e di coloro che hanno condiviso con lui lavoro e vita. Ma non tutti i contributi hanno trovato spazio nelle 256 pagine del volume. Vi proponiamo allora i ricordi di alcuni grandi disegnatori, e i loro ritratti del maestro di Broni.

Di Tiziano non posso che raccontare aneddoti strampalati. Come quello legato all'antiskating, il dispositivo meccanico che corregge la tendenza del braccio del giradischi a scorrere verso l'esterno per via della forza centrifuga. Quando arrivò da noi il primo giradischi dotato di antiskating, Tiziano lo comperò subito e mi chiamò a casa sua, a Pavia, a vederlo. Quando arrivai vidi, con mia grande sorpresa, che l'aveva piazzato in bilico su una finestra sopra dei libri, invece di metterlo su un piano perfettamente stabile, dove invece avrebbe dovuto essere collocato perché l'antiskating funzionasse.

Aldo Di Gennaro


L'illustrazione di Aldo Di Gennaro. Cliccate per vederla nella sua interezza.

Sappiamo tutti che Tiziano Sclavi è una persona riservata, schiva e a tratti misteriosa. S'è detto così tante volte da essere diventato quasi un luogo comune e, come tutti i luoghi comuni, è sempre divertente provare a smontarlo. 

La verità è che Sclavi si è sempre messo talmente a nudo in tutti i suoi lavori che i suoi lettori, forse senza rendersene conto, lo hanno già incontrato tra le pagine di un libro o di un fumetto. Non sono molti gli autori che son stati in grado di riversarsi nel proprio lavoro in maniera così totalizzante. Lui, nello specifico, riesce sempre a raccontare se stesso senza mai mettersi al centro della scena, e non ci sarà mai un personaggio unico a fargli da portavoce: a volte tocca a Dylan, a volte ai mostri, e altre volte ai comprimari, finanche alle comparse. Tramite loro ci ha detto quello che gli fa orrore, quello che gli fa rabbia, quello che lo diverte e quello che lo tormenta.

Quanto si può conoscere una persona così intimamente senza mai averci parlato direttamente? Quanti, tra i vostri amici e conoscenti, vi hanno fatto così tante confidenze? Certo, resteranno sempre dei lati in ombra, e non tutto si può raccontare su carta, ma se mai incontraste Tiziano di persona, cosa ai limiti dell’impossibile - ricordate è un tipo riservato, schivo e misterioso - sappiate che lo avrete già conosciuto altrove.

Gigi Cavenago


L'illustrazione di Gigi Cavenago. Cliccate per vederla nella sua interezza.

Esiste una domanda universale alla quale, dalla notte dei tempi, tentiamo di rispondere: "Perché il dolore, perché il male?". Questa è la domanda filosofica per eccellenza. Ma la filosofia, intesa come modo di interrogarci all'interno di un mondo dato, insieme al dolore, conosce lo stupore, la meraviglia che sorge innanzi alla bellezza.

Anche il bello, dunque, ci interroga. Ma alla domanda posta dalla bellezza è impossibile rispondere, perché dare risposte significa oggettivare, concettualizzare, fare teoria; mentre bellezza è qualcosa che "trafigge", che sfuggendo a qualsiasi ragionamento, ci consegna a una condizione estatica, in cui è la sensazione a governarci, e ogni pensiero è illusorio, una sorta di tradimento della bellezza.

Questo è tutto ciò che - personalmente - riesco a dire della bellezza, dell'arte di Tiziano Sclavi.

Nicola Mari


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Tiziano Sclavi è il sogno proibito di ogni disegnatore. È alto due metri per 115 kg di muscoli ben rodati. Con un battito cardiaco regolare anche sotto sforzo. Gli ho visto sollevare un cavallo a mani nude. Ho sentito dalla sua voce mirabolanti racconti di vite impossibili. Di incontri e amori. È un perfetto affabulatore e sa preparare dei cocktail eccezionali. È un grande conquistatore, nessuno gli resiste. Tiziano Sclavi è lo sceneggiatore definitivo. 

Werther Dell'Edera


L'illustrazione di Werther Dell'Edera. Cliccate per vederla nella sua interezza.

Verso la fine degli anni 80 e l'inizio dei 90, Tiziano Sclavi era per me più importante dei Ramones. E per me i Ramones erano importantissimi. Tiziano Sclavi stava sopra le prime uscite con le fidanzatine, nel senso che prima dovevo finire di leggere Dylan Dog, poi semmai si usciva. Tiziano Sclavi batteva addirittura Franco Baresi, capitano del Milan d'oro. 

Oggi, nel 2018, compirò quarant'anni. La cresta m'ha abbandonato da tempo e se m'azzardo a suonare la batteria mi viene il fiatone e male alla schiena. Le fidanzatine delle medie hanno in media tre figli e mi sembrano molto più vecchie di me. Comunque anch'io ho una figlia, ora. Il calcio non lo seguo più dai tempi di Franco Baresi. Però Dylan continuo a leggerlo, anzi ora lo disegno pure. Non mi si può rimproverare di aver una scala di valori friabile.

Quando, circa due anni fa, incontrai Tiziano ero emozionatissimo, non sentivo le parole che mi uscivano dalla bocca. Pochissime parole, per la verità. Ero in mezzo a una folla che stava guardandomi disegnare proprio Dylan su un maxi-pannello: era tutto in penombra e la situazione mi sembrava onirica, mi pareva di vederla da lontano. E in effetti, molto probabilmente, in quel momento ero sulla Luna.

Sergio Gerasi


L'illustrazione di Sergio Gerasi. Cliccate per vederla nella sua interezza.

Quando il muro di Berlino non c'era più e internet non ancora, c'è stato un momento, uno soltanto, in cui abbiamo pensato di poter cambiare le cose. Poi se ne sono andati Falcone e Borsellino (prima), Kurt Cobain e Jeff Buckley (dopo) e quel faro puntato sulla nostra generazione si è spento. Ma intanto, qualcosa ci è rimasto intrappolato dentro, segnando le nostre coscienze per sempre: un germe, una scintilla. Un demone. È stato in quegli anni che ho conosciuto la scrittura di Tiziano Sclavi. 

Sotto i banchi del ginnasio circolavano clandestini film, canzoni, fumetti, libri. Quella che di lì a poco si sarebbe chiamata "sottocultura", e che sarebbe divenuta oggetto di marketing, per noi era un tessuto di parole e segni che ci legava gli uni agli altri mentre ci tenevamo stretti. Avevamo codici, noi. E simboli, per ritrovarci al buio. E ripari per quando infuriava la tempesta. E non avevamo paura quando, con la punta dei piedi, si toccava l'orlo del baratro: sapevamo di non essere soli. 

Tiziano non sarà d'accordo, ma io nelle sue storie non trovo l'orrore. Quell'universo terrificante fatto di mostri, teppisti, emarginati, casi umani, freak, non mi angoscia.  Mi consola, invece. Mi consola sapere che siamo in tanti ad aggrapparci alla vita con le unghie e con i denti, e che uno di noi ha nella voce una forza senza pari.  

Emiliano Mammucari


L'illustrazione di Emiliano Mammucari. Cliccate per vederla nella sua interezza.

Ricordo con un sorriso i momenti legati alla mia infanzia, uno di questi è sicuramente Tiziano Sclavi. Conobbi Dylan quando avevo all’incirca nove anni e voglio solo ringraziare chi, con le sue storie, ha segnato il mio passato e, col sogno di poter disegnare un giorno le sue pagine, anche il mio futuro.

Fabrizio De Tommaso


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25/01/2018