Intervista Nathan Never

Nathan Never: parla Bepi Vigna!

Ci siamo fatti raccontare da Bepi Vigna com'è nata la miniserie "Nathan Never Missione Giove" e in che modo i suoi quattro numeri hanno posto le basi per le avventure dell'Agente Alfa che potremo leggere nei prossimi mesi.

10/09/2021

Si è conclusa il 24 agosto, con l'uscita di "Viaggio infinito", la miniserie di quattro numero Nathan Never Missione Giove, in cui Bepi Vigna ha messo un punto fermo nella complessa continuity neveriana, preparando i lettori per le avventure che saranno pubblicate nei prossimi mesi. Non potevamo non parlarne direttamente con lui, per farci raccontare l'origine e gli intenti della saga che avete potuto leggere in questi mesi estivi.

Con la miniserie "Missione Giove" ho inteso porre le basi per riprendere una narrazione che, senza rinnegare nulla del passato, possa evolversi senza troppi condizionamenti.

► Missione Giove è stato davvero un evento per Nathan Never. Ha lasciato molti lettori sorpresi e incuriositi per il futuro del personaggio, ma ha anche colpito per la sua portata e la sua complessità narrativa. Da cosa nasce l'esigenza di raccontare una storia così articolata?

Con la miniserie "Missione Giove" ho inteso porre le basi per riprendere una narrazione che, senza rinnegare nulla del passato, possa evolversi senza troppi condizionamenti. La complessità che si era venuta a creare nell'universo narrativo di Nathan Never richiedeva la definizione di alcuni punti, al fine di mantenere una continuity coerente, che rispettasse ogni storyline rimasta in sospeso. Credo che, con lo scenario che si è delineato, anche i nuovi lettori potranno approcciare le storie più facilmente, senza dover per forza conoscere gli antefatti.

Ci vuole però un po' di pazienza, qualche tassello deve ancora trovare posto, mentre i lettori a volte vorrebbero capire tutto subito, non considerando che la bellezza delle storie sta anche nel piacere della scoperta. Ci saranno presto altri colpi di scena. La continuity stretta rimarrà, perché è una delle caratteristiche della serie, ma non ci saranno più "binari morti", ovvero vicende in sospeso che rischiano di non essere mai portate a conclusione.

► Dal punto di vista della continuity, la miniserie stabilisce l'esistenza di differenti universi (o forse è più corretto dire "multiversi"...), e in particolare di tre universi denominati M, S e V, il cui riferimento sembra chiaro. Puoi aiutarci a orientarci nell'architettura di questo world building?

Il tema dei multiversi ci permette di unire i "diversi" Nathan Never senza incorrere in contraddizioni. Con le mie ultime storie ho cercato di dare una maggiore unità al personaggio.

Nathan è un personaggio sfaccettato, con tre autori e quindi, in qualche misura, con tre anime. Questo, secondo me è un aspetto che ha contribuito molto al suo successo. Il tema dei multiversi ci permette di unire i "diversi" Nathan Never senza incorrere in contraddizioni. Con le mie ultime storie ho cercato di dare una maggiore unità al personaggio, il quale negli anni ha modificato leggermente anche il carattere: Nathan in trent'anni è diventato più decisionista, anche un po' più cinico e duro, si assume maggiori responsabilità. Le sue motivazioni sono di carattere più ideologico e morale. D'altra parte, non essendo più costretto a lavorare per pagare le cure per la figlia era necessario fornirgli altre motivazioni per fare il suo sporco lavoro.

Questo cambiamento (peraltro molto relativo) secondo me rende il personaggio più umano, perché gli uomini mutano a causa delle vicende della loro vita, assimilano traumi, acquisiscono esperienze nuove e con l'età, a volte, diventano più saggi. Naturalmente restano sempre alcuni aspetti caratteriali imprescindibili. Nathan sarà sempre un nostalgico e un romantico, è l'uomo che si sente inadeguato in un mondo troppo complesso e in continua evoluzione, anche se, rispetto al passato, ora inizia a coltivare qualche speranza che le cose possano migliorare. Direi che col tempo è diventato meno individualista.

I multiversi non riguardano solo le possibili evoluzioni e variazioni del mondo di Nathan Never, ma anche le diverse "configurazioni della realtà" che corrispondono ai differenti universi dei personaggi bonelliani.

Per quanto riguarda il tema dei multiversi, personalmente credo sia meglio riservarlo agli speciali e agli albi fuori serie, mentre nella serie regolare penso sia più opportuno raccontare soprattutto le avventure che costituiscono la quotidianità del personaggio. Sui multiversi vorrei dire che non riguardano solo le possibili evoluzioni e variazioni del mondo di Nathan Never, ma anche le "diverse configurazioni della realtà" che corrispondono ai differenti universi dei personaggi bonelliani.

► Qualche lettore ha ipotizzato che l'universo V, quindi quello delle storie che racconterai nei prossimi mesi, sia quello di Anno Zero, la miniserie da te realizzata con i disegni di Roberto De Angelis nel 2016. Si tratta di un'ipotesi azzeccata?

No, perché Anno Zero rappresenta la possibile esistenza di un piano "reale", differente e parallelo rispetto a quello raccontato nelle storie a fumetti della serie regolare. Ma, naturalmente, anche questa possibilità è una finzione narrativa. In ogni caso, il Nathan di Anno Zero può convivere tranquillamente con quello che appare nella serie regolare. Degli incroci, come quello avvenuto nel 361 bis, sono da intendere come eventi speciali, giusto per ricordare al lettore che la realtà ha sempre diverse facce, nella vita come nei fumetti.

► Recentemente hai parlato del ritorno a una fantascienza che sia maggiormente allegoria del presente. Che tipo di storie possiamo aspettarci, nel futuro della testata?

La fantascienza non può non essere allegoria del presente, ed è altra cosa rispetto al fantasy.

Continuo a rimanere fedele all'idea che le storie di Nathan debbano orientarsi verso l'avventura fantascientifica classica (con anticipazioni sul futuro, l'analisi del rapporto dell'uomo con le macchine, il fascino e il misteri insito nell'esplorazione spaziale) e il thriller fantatecnologico (il futuro della criminalità). Su questo tipo di storie si innesteranno anche riflessioni esistenziali o analisi che riguardano le dinamiche sociali, come del resto è sempre stato. La fantascienza non può non essere allegoria del presente, ed è altra cosa rispetto al fantasy.

Per quanto riguarda i temi del prossimo futuro, ci sono questioni con le quali non si potrà evitare di fare i conti: sappiamo che nel futuro più lontano ci sarà una guerra contro i tecnodroidi, mentre in tempi più vicini a Nathan sorgeranno problemi di carattere ambientale e ci sarà da lavorare a un piano (a cui Darver ha accennato in alcune storie), che riguarda l'intera umanità. Inoltre Mister Alfa, Ann, Janine e altri personaggi hanno ancora molte cose da svelare e chiarire ai lettori.

Presto scopriremo, seppure in retrospettiva, anche qualcosa di inedito (e di sconvolgente) su Aristotele Skotos. Non dimentichiamo, poi, che ci sarà il periodico riassetto dell'Agenzia Alfa. Insomma, c'è tanta carne al fuoco.

A cura di Adriano Barone

Nathan Never Missione Giove, testi di Bepi Vigna e disegni di Max Bertolini e Germano Bonazzi, copertine di Ivan Zoni. Disponibili in edicola, fumetteria e nel nostro sito ufficiale.


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