Intervista Nathan Never

La Transizione Ecologica ci porterà a un futuro migliore!

Dal 6 luglio trovate in edicola Nathan Never 361 bis, un flip-book contenente un'avventura a fumetti realizzata in collaborazione con il Ministero della Transizione Ecologica. Ce ne parla la capo ufficio stampa del Ministero Stefania Divertito.

23/07/2021

In edicola dal 6 luglio, il numero 361 bis di Nathan Never contiene due storie a fumetti inedite e complete. La prima è "Oltre l'immaginazione", mentre la seconda è presentata sul retro, sfruttando il formato flip-book che si è scelto di dare all'albo. "Per un futuro migliore" è scritta da Bepi Vigna e disegnata da Ivan Fiorelli, ma è soprattutto realizzata in collaborazione con il Ministero della Transizione Ecologica per sensibilizzare i lettori sul fenomeno del cambiamento climatico.

Ne abbiamo parlato con Stefania Divertito, capo ufficio stampa del Ministero della Transizione Ecologica e giornalista in campo ambientale da oltre vent'anni, oltreché autrice dell'eco-thriller di finzione "Una spiaggia troppo bianca". Quella che segue è una lunga ma interessante intervista che attraversa non solo il campo dei fumetti ma anche e soprattutto quello della crisi climatica che tutto il mondo sta affrontando in questi anni. Una lettura certamente educativa, e speriamo anche utile!

La scelta di Nathan Never è stata quasi naturale: conosciamo da sempre le sue avventure fantastiche e l'apertura delle sue storie ad altri mondi.

► Innanzi tutto, ci racconta come mai avete scelto la nostra Casa editrice, e in particolare Nathan Never, per questo progetto?

Sergio Bonelli Editore è un pilastro dell'editoria italiana per i fumetti, un riferimento culturale per l'intero Paese. Come Ministero della Transizione Ecologica (ma al momento dell'incontro con lo staff della casa editrice ci chiamavamo ancora Ministero dell'Ambiente) avevamo l'esigenza di sperimentare una via comunicativa per parlare dei cambiamenti climatici a un pubblico più vasto, magari non ancora sensibilizzato al tema, ed è stato naturale proporre di intercettare i lettori degli albi bonelliani per entrare nel loro quotidiano.

La scelta di Nathan Never è stata quasi naturale: conosciamo da sempre le sue avventure fantastiche, l'apertura delle sue storie ad altri mondi e ci è sembrato il setting naturale per ambientare una storia che parlasse della necessità di trovare soluzioni condivise per il contrasto al climate change. Inoltre, sia Luca Signorelli, il social media manager del Ministero, sia Marco Gisotti, il responsabile delle campagne istituzionali, sia io siamo dei grandi fan di tutti i personaggi della Bonelli. Da Dylan Dog a Tex a Mister No a Julia (per la quale nutro una forte passione che coltivo fin dal primo numero, gelosamente custodito), le storie della Bonelli accompagnano da sempre le nostre vite.

► Il mondo di Nathan Never è stato più volte sconvolto da cataclismi provocati dall'uomo. Sebbene a costo di enormi sforzi, nel fumetto la civiltà è comunque prosperata e nella prima tavola di "Per un futuro migliore" si scopre che la Terra è arrivata ad avere emissioni zero. Quanto sono importanti ricerca e innovazione per raggiungere obiettivi di tale portata?

Davanti a noi abbiamo la grande occasione della ventiseiesima Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Non possiamo sbagliare, né prendere decisioni errate.

Sono fondamentali. Così come è fondamentale che la politica le ascolti e tenga le loro conquiste e conclusioni al centro del dibattito politico. Sappiamo che gli scienziati dell'Ipcc, il braccio scientifico dell'Onu, hanno inequivocabilmente descritto cosa potrà accadere al Pianeta se la politica mondiale non trova soluzioni condivise per tenere l'innalzamento della temperatura al di sotto dei due gradi centigradi, e intorno al grado e mezzo. Su questo nessuno ha dubbi.

Adesso davanti a noi abbiamo la grande occasione della Cop26, la ventiseiesima Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, di cui l'Italia è partnership con il Regno Unito. Non possiamo sbagliare, prendere decisioni errate, non possiamo chiudere il dialogo con i grandi inquinatori e dobbiamo portarli a una riduzione delle emissioni. Come Europa siamo sicuramente in una posizione di vantaggio, ma proprio per questo il nostro ruolo da continente leader porta con sé enormi responsabilità.

► «I prossimi dieci anni saranno cruciali per contenere l'aumento della temperatura globale» si legge nel dossier che avete preparato per accompagnare il fumetto. L'avete accennato già nelle righe seguenti, ma nel nostro piccolo di comuni cittadini cosa possiamo fare a questo riguardo?

Tantissimo. Per parafrasare il ministro Cingolani, la transizione ecologica non è un pranzo di gala, per nessuno; neanche per i singoli individui che dovranno, per forza di cose, modificare il proprio stile di vita. Le nostre scelte individuali sono importanti: ridurre l'uso dell'auto privata, eliminare la plastica usa e getta dal nostro quotidiano, realizzare la raccolta differenziata... Sono quasi banalità al giorno d'oggi. Inoltre io personalmente credo moltissimo nella circolazione della corretta informazione: un'opinione pubblica informata e sensibilizzata è un'alleata fondamentale per spingere le azioni dei governi.

La transizione ecologica non è un pranzo di gala, per nessuno. Neanche per i singoli individui che dovranno, per forza di cose, modificare il proprio stile di vita.

► In seguito alla scoperta del buco nell'ozono, nel 1990 diverse nazioni - tra cui l'Italia - hanno bandito l'uso di gas clorofluorocarburi. Come mai, invece, c'è più resistenza nel regolamentare le pratiche necessarie a evitare il "climate change"?

Sebbene le due battaglie dal punto di vista teorico siano paragonabili, da quello scientifico differiscono molto. Nel secondo caso non c'è una sola fonte responsabile delle emissioni di gas serra. I settori coinvolti sono numerosi, le azioni da mettere in campo altrettanto. La realtà è diventata molto più complessa. Basti pensare alle emissioni prodotte da tutto il mondo digitale, un settore al quale in genere non si fa riferimento. Ma tutti devono capire che semplicemente non abbiamo altra scelta.

► Quanto può incidere sulla loro efficacia, l'eventuale non rispetto dei protocolli di Kyoto e di Parigi da parte di nazioni come la Cina, la Russia, l'India e gli Stati Uniti?

Tantissimo. Noi europei, come detto, siamo leader in tutto il mondo per politiche green. Le nostre emissioni procapite sono notevolmente più basse rispetto agli abitanti dei Paesi menzionati, ai quali aggiungerei il Brasile. Fortunatamente con l'arrivo di Biden negli Stati Uniti l'asse - per certi versi anche negazionista dei cambiamenti climatici - si è spezzato e credo che il ruolo degli Stati Uniti nel creare un ponte  per le politiche green e influenzare l'intero mercato sia fondamentale.

► Nel settembre di quest'anno la città di Milano ospiterà Youth4Climate, la prima conferenza mondiale del clima partecipata solo da giovani, fortemente voluta dal nostro Ministero dell'Ambiente. Cosa dobbiamo aspettarci, da questo evento?

Le ragazze e i ragazzi di Youth4Climate avranno il grande compito - non di facciata, ma concreto - di scrivere una carta che contenga le richieste dei giovani ai governi della Conferenza delle Nazioni Unite.

Sono stati selezionati circa 400 delegate e delegati da tutto il mondo e saranno a Milano dal 28 al 30 settembre. È stato davvero emozionante vedere tweet di ringraziamento arrivare dal Congo, dal Brasile, dal Vietnam, Nigeria, Barbados, India...

Le ragazze e i ragazzi avranno il grande compito - non di facciata, ma concreto - di scrivere una carta negoziata che contenga le richieste dei giovani ai governi della Cop. Non è solo una manifestazione che porterà a Milano i volti e le voci da tutto il mondo, è un'occasione unica di far sentire ai ministri dell'Ambiente che saranno a Milano dal 30 settembre al 2 ottobre per la PreCop, la pressione della forza innovatrice e rivoluzionaria dei giovani. È stato come creare una nuova nazione, popolata solo da under 30, con la responsabilità di chiedere ai governi rappresentati alla Cop26 non la Luna, ma azioni concrete, risolutive, dirette nella giusta direzione.

► «Nella legge europea sul clima, l'Unione europea si impegna a raggiungere il traguardo della neutralità carbonica, le cosiddette "emissioni zero", entro il 2050» si legge sempre nel vostro dossier presente nell'albo di Nathan Never. Voi stessi lo definite un obiettivo "ambizioso", ma è anche realistico?

Può non sembrarlo, a vedere le resistenze che si scatenano ogni volta che si cerca di modificare il sistema. Ma non c'è un'altra alternativa. Il Pianeta senza noi "sapiens" continua a esistere, non è in discussione la sua sopravvivenza, ma la nostra. E non tra cento anni, nel corso della vita della generazione dei bambini di oggi.

Si può e si deve sempre fare di più. Il mondo scientifico è unanimemente concorde sul climate change. Sarà inevitabile che questo senso di urgenza cresca e si diffonda.

► Dopo tutte le trasmissioni tv, gli articoli di giornale, i raduni e i documentari... per non parlare del vero e proprio mutamento degli scenari naturali... c'è ancora tanta gente quantomeno scettica sul "climate change". Cosa si può fare, di più, per convincerli che si tratta di un problema reale, e che bisogna risolverlo il prima possibile?

Si può e si deve sempre fare di più. Il mondo scientifico è unanimemente concorde sul climate change. Le pochissime voci contrarie trovano a volte la ribalta sui media o sui social, ma è più per strategia partitica e politica che altro. Sarà inevitabile - ahimè - che questo senso di urgenza cresca e si diffonda. Purtroppo accadranno sempre di frequente fenomeni meteorologici tragici e avversi, come i quasi 50 gradi in Canada e le improvvise piogge torrenziali con inondazioni, come abbiamo visto in Germania. Questi temi influenzeranno le campagne elettorali e la vita di ciascuno di noi. Sta a noi, a ciascuna cittadina e cittadino, canalizzare la preoccupazione in azioni concrete, nel nostro quotidiano, e pretendere che lo siano anche a livello politico.

A cura di Alberto Cassani

Nathan Never 361 Bis "Oltre l'immaginazione", testi di Bepi Vigna e disegni di Germano Bonazzi, copertina di Sergio Giardo. "Per un futuro migliore", testi di Bepi Vigna, disegni di Ivan Fiorelli, copertina di Sergio Giardo. Dal 6 luglio in edicola, fumetteria e nel nostro sito ufficiale.


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