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Luigi Corteggi tra tele e volte celesti

In edicola dal 10 settembre, il numero 119 di Le Storie propone l'avventura fantascientifica "L'astronave perduta". Un'ottima occasione per ricordare e omaggiare il grande Luigi Corteggi, infaticabile art director della nostra Casa editrice.

19/09/2022

Il nostro intento principale, nel riproporvi "L'astronave perduta", è soprattutto quello di celebrare e omaggiare la memoria e l'opera di Luigi Corteggi.

Nella redazione di via Buonarroti, come sempre, il nostro auspicio è che la storia pubblicata sul numero 199 di Le Storie vi piaccia e vi intrattenga amabilmente per il tempo che vorrete dedicarle. Ma non vi nascondiamo che il nostro intento principale, nel riproporvi "L'astronave perduta", è soprattutto quello di celebrare e omaggiare la memoria e l'opera di Luigi Corteggi.

"Cortez" - così amava firmarsi - ha ricoperto per tanti anni il ruolo di direttore artistico di Sergio Bonelli Editore, ma è stato anche una di quelle figure, umane e professionali, che "disegnano la Storia" del fumetto italiano, abitanti di un cosmo, spesso sotterraneo, fatto di quieto e paziente artigianato quotidiano, nel quale vibra però la nota di una passione infinita e la creatività instancabile di chi è nato col pennello in mano.

Forte di una padronanza tecnica di prim'ordine - diplomato alla milanese Accademia di Belle Arti di Brera - si è già fatto le ossa nel mercato della comunicazione pubblicitaria, quando, nei primi anni Sessanta, decide di buttarsi nel mare di carta dell'editoria, approdando presto - tra illustrazioni, progetti grafici e messa a punto di loghi e testate - al ribollente mondo del fumetto. Quelli, infatti, sono gli anni dei "neri", gli eroi - più spesso antieroi, a dire il vero - che invadono le edicole inseguendo il successo di Diabolik (1962) e suscitando l'entusiasmo degli adolescenti quanto i pruriti degli aspiranti censori.

Negli uffici di via Buonarroti, l'infaticabile Cortez ispeziona con occhio clinico tutto il processo produttivo e al contempo dà forma alla grafica di copertina di collane tra le più amate: da Mister No a Martin Mystère, da Dylan Dog a Nick Raider.

Corteggi guarda il tutto con la disingannata leggerezza del professionista e si mette al lavoro. Al fianco di Max Bunker (Luciano Secchi), sotto la bandiera dell'Editoriale Corno, firma, tra gli altri, i marchi di Satanik, Gesebel, Kriminal e Alan Ford - "mitiche" saghe fumettistiche per le quali confeziona anche centinaia di copertine (e tavole). Sergio Bonelli, non a caso, amava definirlo "un pittore prestato al fumetto" ed è con questo spirito che, nel 1975, lo accoglie a braccia aperte quale ingranaggio fondamentale della sua Macchina dell'Avventura.

Negli uffici di via Buonarroti, l'infaticabile Cortez ispeziona con occhio clinico tutto il processo produttivo, e al contempo dà forma alla grafica di copertina di collane tra le più amate: da Mister No a Martin Mystère, da Dylan Dog a Nick Raider, trovando pure il tempo di realizzare - per questo siamo qui - "L'astronave perduta" (su testi di un altro validissimo e prolifico professionista, lo scrittore e disegnatore veneziano Giorgio Pezzin). Nel tempo che gli resta, l'art director bonelliano non trascura mai i suoi interessi: la pittura e... il cielo.

Sì, perché Corteggi era anche un astrofilo appassionato e sulla tela sapeva trasportare l'amore per le stelle e i pianeti lontani, realizzando paesaggi alieni, così come astronavi perse nell'oscurità dello spazio. Vien quasi da dire che - se Hollywood lo avesse notato - avrebbe potuto essere un "visual futurist" come Syd Mead... Chissà. Non abbiamo alcun dubbio, invece, sulla tempra personale di Corteggi: era un uomo affabile e allegro, un collega e un amico che ci manca e ci mancherà.

Gianmaria Contro

Le Storie Cult 119 "L'astronave perduta", testi di Giorgio Pezzin e disegni di Luigi Corteggi, copertina di Luigi Corteggi. Dal 10 settembre in edicola, fumetteria e nel nostro sito ufficiale.


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