La Fabbrica dei Sogni

La Fabbrica dei Sogni

La Storia

La passione per il racconto e per l'Avventura è sempre stata una fedele compagna per Gianluigi Bonelli. Dopo alcune esperienze in campo letterario, nel 1936 si rivolse al fumetto, riversando tutta la sua esuberanza narrativa nella creazione di decine di personaggi e di storie, sia per "Il Vittorioso" sia per l'"Audace", due riviste di fumetti tra le più prestigiose dell'epoca. Di Audace diventa anche editore, dopo aver rilevato l'azienda da Lotario Vecchi nel 1940.

Nella sua nuova veste di curatore editoriale, il futuro papà di Tex intervenne da subito in maniera molto decisa per il rilancio dell'"Audace", modificandone radicalmente la struttura: non più diverse storie a puntate, bensì una sola storia, completa, per numero. E con un protagonista ricorrente: quel Furio Almirante che doveva diventare uno dei personaggi più famosi del fumetto italiano, e che avrebbe condiviso gli onori della ribalta con altre glorie del fumetto del tempo, in occasione della pubblicazione degli albi speciali Audace.

Ma probabilmente gli imprevisti del cammino avrebbero reso più impervia la marcia della Casa editrice, se a guidare le sorti delle Edizioni Audace, negli anni difficili dell'immediato dopoguerra, non fosse intervenuta Tea Bonelli, una signora dall'aspetto mite e gentile ma dotata di una volontà di ferro, la quale, attraverso un'oculata amministrazione, riuscì a mandare avanti la storica testata. In breve tempo la Casa editrice si impone sul mercato grazie ad alcuni successi del fumetto popolare come Hondo, Ipnos, Mani in alto!, Kociss, I Tre Bill, Yuma Kid e il Sergente York, oltre naturalmente a Tex, i cui testi portano spesso la prestigiosa firma di Gianluigi Bonelli.

Nel 1957, la direzione della Casa editrice passa a Sergio Bonelli, all'epoca già impegnato nell'attività parallela di sceneggiatore con lo pseudonimo di Guido Nolitta. Da Audace l'azienda diventa Edizioni Araldo e in seguito Cepim, Daim Press, Altamira... Sono questi alcuni tra i tanti nomi che si sono succeduti o, in taluni periodi addirittura sovrapposti, nel definire l'identità della Casa editrice, fino all'attuale Sergio Bonelli Editore.

Quale che sia il nome dell'editore, la serie dei successi prosegue con personaggi come il Piccolo Ranger (1958) ideato da Andrea LavezzoloZagor (1961) di Guido Nolitta e il Comandante Mark (1966), firmato dal gruppo EsseGesse. A partire dai primi anni Sessanta (con la Storia del West di Gino D'Antonio), i temi e gli schemi dell'avventura tradizionale vengono progressivamente rinnovati, nel quadro di un progetto di revisione del concetto di avventura classica. Questo processo culmina nella seconda metà degli anni Settanta con l'uscita di collane come I Protagonisti (1974) e Un Uomo, un'Avventura (1976) e l'apparizione di personaggi come Mister No (creato da Guido Nolitta nel 1975), Ken Parker (di Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo, 1977) e Martin Mystère (di Alfredo Castelli, 1982).

Contemporaneamente all'affermarsi in Italia e in Francia del cosiddetto "fumetto d'autore", anche Sergio Bonelli scende in campo con due riviste che resteranno tappe fondamentali dell'editoria italiana: Orient Express, che accanto a giovani talenti nostrani come Saudelli, Rotundo e Cossu ospita anche nomi già consacrati come quelli di Magnus e Giardino, e Pilot (edizione italiana dell'omonima e prestigiosa rivista francese); episodi, questi, che, pur con esiti poco fortunati di vendite, testimoniano la costante attenzione della Casa editrice verso i nuovi umori e le nuove tendenze del fumetto internazionale.

L'evoluzione prosegue nei primi anni Ottanta con la nascita di Dylan Dog, l'Indagatore dell'Incubo creato dalla penna di Tiziano Sclavi, con il poliziesco Nick Raider (scritto da Claudio Nizzi) e con Nathan Never (creato dagli sceneggiatori Michele Medda, Antonio Serra e Bepi Vigna), prima incursione della Casa editrice nei territori della fantascienza. Gli anni Novanta hanno visto l'arrivo di serie fantasy come Brendon e Jonathan Steele e western-horror come Magico Vento, senza dimenticare le tre collane incentrate su personaggi femminili (Legs Weaver di Medda, Serra & Vigna, Julia di Giancarlo Berardi, Gea di Luca Enoch), mentre il primo decennio del Duemila è iniziato con il debutto di Dampyr (ideato e scritto da Mauro Boselli e Maurizio Colombo) e di Gregory Hunter, il Ranger dello spazio firmato da uno dei tre "papà" di Nathan Never, Antonio Serra, per poi proseguire con le mini-serie, i romanzi a fumetti e la nuova creatura di Enoch, Lilith.

Il secondo decennio degli anni Duemila si è aperto con la prosecuzione dell'avventura in edicola del formato miniserie, per poi vedere il ritorno della serie mensile a continuazione con Saguaro (2012, Bruno Enna), Le Storie (collana antologica che ha debuttato nel 2012) e Dragonero (Luca Enoch e Stefano Vietti, 2013). Sempre nel 2013 è stata la volta di Orfani (di Roberto Recchioni ed Emiliano Mammucari), serie mensile strutturata a stagioni e prima pubblicazione periodica interamente a colori. Nel 2015 hanno esordito le cosiddette "mini-miniserie", romanzi grafici dalle più svariate tematiche che esauriscono il loro arco narrativo nel giro di pochi albi, oltre a Morgan Lost, creata da Claudio Chiaverotti. Sempre nel 2015, il marchio Sergio Bonelli Editore debutta in libreria, con numerosi tomi dedicati agli eroi Bonelli, proposti in vari formati: dal tascabile in bianco e nero al cartonato interamente a colori. Nel 2017, è la volta della serie interamente a colori Mercurio Loi, creata da Alessandro Bilotta.

Pur essendosi avventurata anche in produzioni a colori (in tempi recenti sempre con maggiori uscite, soprattutto speciali, proposte in quadricromia), la Sergio Bonelli Editore ha sempre privilegiato la proposta del bianco e nero, puntando su una politica di prezzi di vendita in edicola decisamente popolari. A conti fatti, una delle maggiori soddisfazioni della Casa editrice è di essere riuscita a far conoscere e amare - praticamente in tutto il mondo, compresi gli Stati Uniti e il Sud America - quel fumetto italiano che, nel Dopoguerra, aveva contribuito caparbiamente a far nascere. Nel corso del tempo, i personaggi di Sergio Bonelli Editore hanno infatti più volte varcato i confini dell'Italia. Evitando di tracciare una mappa completa delle varie traduzioni, non possiamo non ricordare almeno l'edizione indiana di Tex in lingua tamil e le miniserie di Nathan Never, Dylan Dog e Martin Mystère edite nel 1999 dalla Casa editrice statunitense Dark Horse.