Intervista The Gentleman's Hotel

Le ombre di Daniele Serra!

Fumettista e illustratore, Daniele Serra ha dipinto il "The Gentleman's Hotel" di Joe R. Lansdale adattato per noi da Luca Crovi, che arriva in libreria e fumetteria il 23 settembre. Eccovi le sue parole, accompagnate dalle prime tavole.

18/08/2022

Da venerdì 23 settembre trovate in libreria il primo fumetto di Daniele Serra per Sergio Bonelli Editore, The Gentleman's Hotel, adattato da Luca Crovi a partire dall'omonimo racconto di Joe R. Lansdale. Il disegnatore sardo ha dunque risposto a qualche domanda dello scrittore milanese per cominciare a raccontarvi questo fantastico volume, che troverete in vendita anche in edizione limitata con copertina variant riservata alle librerie Feltrinelli.

Che io ricordi, ho sempre disegnato. Sono sempre rimasto incantato nel vedere la gente disegnare.

► Quando è nata la tua passione per il disegno?

Che io ricordi, ho sempre disegnato. Ogni giorno, quando andavo all'asilo, costringevo mio padre a farmi un disegno prima di uscire. Sono sempre rimasto incantato nel vedere la gente disegnare. Ancora oggi mi capita di passare ore su YouTube cercando video di maestri mentre disegnano. La passione consapevole per il disegno penso sia nata quando ho scoperto nella biblioteca di casa le opere dei pittori del passato, quando ho visto l'inferno di Giotto sono rimasto completamente sconvolto, poi Bosch ha fatto il resto nel segnare quelli che sarebbero stati i miei gusti.

► Come racconti gli incubi su carta?

Io lavoro sempre in maniera abbastanza istintiva, senza troppi ragionamenti dietro. Penso che quando hai a che fare con elementi atavici come la paura e i sogni, devi un minimo lasciarti guidare dal tuo essere, altrimenti rischi che la cosa risulti troppo "costruita" e finta.

Io lavoro sempre in maniera abbastanza istintiva, senza troppi ragionamenti dietro. Quando hai a che fare con elementi atavici come la paura e i sogni, devi lasciarti guidare dal tuo essere.

Ognuno di noi ha un demone dentro, grande o piccolo che sia, si tratta di provare a parlarci (come dice Dario Argento), la fortuna di raccontare gli incubi è che puoi esprimerli con una creatività senza limiti ed è bellissimo poter creare mondi e sensazioni che sono lì chiusi in un foglio di carta, che aspettano solo qualcuno che li guardi e ci si immerga dentro. Poi basta girare il foglio e tutto finisce, o forse no...

► Ma che rapporto hai con la letteratura gotica e horror?

Leggo da sempre letteratura gotica, forse più di quella horror moderna. Sono molto legato ai grandi classici come "Il Monaco", "Frankenstein", "Melmoth l'errante" e tutta quella letteratura che parte dalla Radcliffe, Shelley, Lewis e arriva a Poe, Lovecraft e Peake passando per tutto il romanticismo francese e tedesco. Penso che "I Notturni" di E.T.A. Hoffmann sia una delle cose che mi ha influenzato di più nella vita.

Detto questo, ho letto anche tantissimo horror e penso che il mio preferito in assoluto sia Clive Barker, perché ha un livello di scrittura altissimo legato a dei temi che mi piacciono tantissimo, belli estremi.

► Qual'è stato il tuo approccio a "The Gentleman's Hotel"?

L'approccio è stato di estrema attenzione. Nel senso che avevo a che fare con un ambiente, quello western, che non avevo mai esplorato. In più, lo stile da utilizzare doveva essere un una via di mezzo tra il mio classico stile e qualcosa di più mainstream, di conseguenza abbiamo cercato e capito quale poteva essere la migliore sintesi per questo progetto, che ha dato vita a un bianco e nero molto cupo, con molte ombre e neri netti. Ci piaceva l'idea di cercare di dare vita graficamente a una ballata nera.

Il reverendo Jebediah Mercer è un personaggio molto intrigante, totalmente avulso nella sua fede cieca ma con un demone interiore che possiamo solo intuire.

► Come ti sei immaginato il reverendo Jebediah Mercer?

È un personaggio molto intrigante, totalmente avulso nella sua fede cieca ma contemporaneamente con un demone interiore che possiamo solo intuire. Ho cercato nelle sue espressioni di far trasparire le mille cicatrici delle sue avventure passate con mostri di tutti i tipi, ma allo stesso tempo doveva presentare esteticamente una freddezza che gli permettesse di rimanere lucido e non impazzire davanti a quello che ogni volta doveva affrontare.

► Invece, che rapporto hai con i fumetti bonelliani?

Sono i primi fumetti che ho iniziato a leggere, quindi potete immaginare il legame che mi lega a loro e la felicità nel poter collaborare con questa Casa editrice. Sono cresciuto con Dylan Dog e Nathan Never, lì ho conosciuto alcuni dei disegnatori che mi hanno ispirato e influenzato maggiormente. Lo devo anche a loro, se oggi faccio questo mestiere.

A cura di Luca Crovi

The Gentleman's Hotel, dal racconto di Joe R. Lansdale, testi di Luca Crovi e disegni di Daniele Serra, copertina di Daniele Serra. Dal 16 settembre in libreria, fumetteria e nel nostro sito ufficiale.

The Gentleman's Hotel - Variant, dal racconto di Joe R. Lansdale, testi di Luca Crovi e disegni di Daniele Serra, copertina di Daniele Serra. Dal 16 settembre nelle librerie Feltrinelli, al Bonelli Store e nel nostro sito ufficiale.


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