Sergio Bonelli

Il compleanno di Sergio Bonelli!

Il 2 dicembre Sergio Bonelli avrebbe compiuto 89 anni. Lo ricordiamo attraverso un brano estratto da "Sergio Bonelli Editore. 80 anni a fumetti" che racconta i suoi primi passi da direttore editoriale della Casa editrice cui darà il proprio nome.

02/12/2021

Come certamente sapete, il 2 dicembre 1932 nasceva Sergio Bonelli, che ci ha lasciati esattamente dieci anni fa dopo aver diretto sin dal 1957 la Casa editrice che porta oggi il suo nome. Vogliamo ricordarlo con un brano che racconta le sue prime decisioni da direttore responsabile, quando ancora la nostra redazione era in quella che oggi si chiama via Francesco Ferrucci ma che allora, per un errore di compilazione del Comune di Milano, si chiamava via Francesco Ferruccio.

Le parole che seguono sono tratte da Sergio Bonelli Editore. 80 anni a fumetti, il catalogo della grande mostra che ripercorre proprio la lunga e gloriosa storia della piccola "azienda di famiglia" che Sergio ha saputo plasmare fino a farla diventare una delle più grandi case editrici di fumetti al mondo.

L'ingresso di Sergio Bonelli al vertice della Casa editrice di famiglia coincide con una serie di notevoli cambiamenti. Alla capacità gestionale ereditata dalla madre, il neo direttore aggiunge una visione del fumetto molto personale che diventerà un vero e proprio marchio di fabbrica delle produzioni successive.

Alla capacità gestionale ereditata dalla madre, Sergio Bonelli aggiunge una visione del fumetto molto personale che diventerà un vero e proprio marchio di fabbrica delle produzioni successive.

Cambiare pian piano, e pian piano allargare i confini (e i significati) dell'Avventura, avvicinandosi a piccoli, ma inesorabili, passi verso la modernità: questo ha fatto la nostra Casa editrice negli anni Sessanta. Il vecchio e il nuovo, il classico rivisitato, la tradizione che si innerva di sfumature inconsuete, meno superficiali, ma sempre ad ampio respiro. Non a caso, è la silhouette di un elegante trombettiere medievale - disegnato da Aurelio Galleppini come emblema delle neonate Edizioni Araldo - a chiamare a raccolta i lettori intorno a una pubblicazione priva di fumetti, che, proprio per la sua eccentricità, rappresenta il primo vero "segno" della gestione di Sergio Bonelli, nonché il primo svelamento delle sue passioni, del suo carattere e della sua sensibilità.

Il progetto porta un titolo importante: Il Giornale dei viaggi, e un sottotitolo altrettanto impegnativo: "Periodico quindicinale di avventure, usi e costumi". 48 pagine in bianco e nero e a colori (formato: 18 x 24 cm), stampate in rotocalco, al costo di 100 lire.

In veste di direttore responsabile, coadiuvato da Fulvio Angiolini, Sergio Bonelli si immette nel solco della gloriosa testata portata al successo da Edoardo Sonzogno tra la fine del Diciannovesimo secolo e la prima metà del Ventesimo (il famoso "Giornale Illustrato dei Viaggi e delle Avventure di Terra e di Mare"), consapevole che il "suo" Giornale dei viaggi non può contare sulle firme più illustri nel campo della letteratura avventurosa, della divulgazione etnologica o, tanto meno, sul contributo dei grandi esploratori d'inizio Novecento.

Cambiare pian piano, e pian piano allargare i confini (e i significati) dell'Avventura, avvicinandosi a piccoli, ma inesorabili, passi alla modernità.

Tuttavia, Il Giornale dei viaggi delle Edizioni Araldo si fa testimone di una realtà documentata anziché "immaginata", difficile da falsificare e teoricamente esperibile da tutti. Descrive riti e tradizioni dei pigmei del Congo e la vita piena di pericoli delle Giubbe Rosse canadesi, così come una battuta di caccia all'orso in Alaska o la cattura di uno squalo nell'Oceano Pacifico; ricostruisce un'escursione in jeep da New York alla Sierra messicana dove vivono gli indios Tarahumara, le attività della polizia americana contro i pirati fluviali, o i misteri che circondano Haiti, l'isola della magia; ragguaglia sulle ultime conquiste della scienza e della tecnica, i mutamenti geo-politici; rievoca le esplorazioni e le scoperte che hanno cambiato il corso della Storia.

Tuttavia, dopo appena otto numeri, usciti fra il gennaio e il maggio 1961, la rivista cessa le pubblicazioni: i tempi non erano maturi, gli italiani non facevano ancora "vacanze avventurose"...

Graziano Frediani


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