L'Inferno di Dante

Addio a Dante

Nella notte tra il 13 e il 14 settembre 1321 moriva di malaria Dante Alighieri. In occasione del settecentesimo anniversario abbiamo pubblicato in nuova edizione "L'Inferno illustrato da Paolo Barbieri". Ne parliamo proprio con lo stesso Barbieri.

13/09/2021

Nella notte tra il 13 e il 14 settembre 1321, Dante Alighieri moriva di malaria. Nel corso di tutto questo 2021 si sono succedute tante iniziative per ricordare il poeta fiorentino, e pochi mesi fa Sergio Bonelli Editore ha dato alle stampe una nuova edizione di L'Inferno di Dante illustrato da Paolo Barbieri. In occasione della data dell'anniversario, abbiamo posto qualche domanda all'illustratore mantovano per farci raccontare qualcosa del suo rapporto con Dante.

La mia sfida era quindi di  fondere il mio stile fantasy ricco di poesia e sensualità con quel mondo ostile e senza tempo creato dal Sommo Poeta.

► Com'è nata l'idea di rappresentare graficamente "L'inferno"?

Nel 2011 realizzai con Mondadori il mio primo libro illustrato da autore "unico", ovvero "Favole degli Dei". Dopo il successo di quel libro, l'editor con cui lavoravo mi propose di realizzare una mia interpretazione illustrata dell'Inferno di Dante. Devo essere sincero, sulle prime rimasi quasi spiazzato: l'Inferno di Dante è un'opera pregna di poesia ma anche di violenza e rappresentare quella stessa violenza mi poneva qualche dubbio. In più, lo stesso confronto con Dante e con i maestri che l'avevano illustrato mi faceva a dir poco tremare le gambe.

Devo dire che quei dubbi, se così li posso chiamare, sono durati davvero poco: dopo qualche minuto è prevalsa in me la voglia e la frenesia di rappresentare l'Inferno per antonomasia e accettai con entusiasmo. La mia sfida era quindi di  fondere il mio stile fantasy ricco di poesia e sensualità con quel mondo ostile e senza tempo creato dal Sommo Poeta.

► Come hai arricchito questa nuova e inedita edizione?

Quando ho ricevuto l'ok da Sergio Bonelli Editore per questa nuova edizione, mi sono sentito elettrizzato come nel 2012: la sfida, la frenesia di continuare quel viaggio e la voglia di ampliare ulteriormente quel mondo mi hanno letteralmente infiammato.

Quando realizzo un nuovo libro cerco di immergermi nelle atmosfere del soggetto attraverso musiche e ispirazioni date da quadri o paesaggi. Questo mi permette di creare veri e propri film mentali in cui ambiento il libro.

In genere, quando realizzo un nuovo libro illustrato, cerco innanzi tutto di immergermi nelle atmosfere del nuovo soggetto attraverso musiche e ispirazioni date da quadri o paesaggi. Questo mi permette di creare dei veri e propri film mentali in cui io ambiento quel libro, cercando di focalizzarmi sulle sequenze più importanti. Da quelle singole sequenze nascono così le mie illustrazioni. Con questa nuova edizione dell'Inferno di Dante ho proceduto nello stesso modo: in un certo senso, è stato come creare un vero e proprio nuovo libro illustrato.

In primis mi sono sfogliato più volte l'edizione Mondadori per tuffarmi di nuovo in quelle atmosfere e cercare di "tornare" a quel processo creativo che mi portò alla realizzazione del libro. Mi sono quindi riletto tutti gli appunti originali e ho riguardato e quasi "sezionato" tutte le bozze a matita che avevo fatto nel 2012. In quella prima edizione non avevo però illustrato tutti e 34 canti dell'Inferno. Con questa nuova edizione, ho arricchito L'Inferno con le nuove illustrazioni, completando quel cerchio artistico iniziato anni fa.

► Quali sono i tuoi dannati o creature preferite?

Caronte, Paolo e Francesca, Cerbero, Minosse, Gerione, i Malebranche, Agnello Brunelleschi, Capocchio e Griffolino.

► Quale immagine è stata più difficile da realizzare?

Forse "difficile" non è un termine adeguato. In tutte le illustrazioni, ho cercato di mediare tra spettacolarità, violenza, mistero e poesia. Per giungere a un equilibrio di questo tipo, ho dovuto fare delle scelte a volte non facili da tradurre in immagini. Tra tutte le illustrazioni eseguite, quelle che hanno avuto uno sviluppo più complesso sono state: le Malebolge, Agnello Brunelleschi, Guido da Montefeltro, la Bolgia dei Ladri, Lucifero, Caino, gli Indovini, le Mura di Dite, Capocchio e Griffolino.

Ricordo ancora il momento in cui vidi per la prima volta un quadro di Caravaggio dal vivo: rimasi quasi pietrificato. Tra tutta l'arte che riscoprii, ci furono anche le incredibili incisioni del Doré sulla Divina Commedia e, da quel momento, ritornai anche nel mondo di Dante.

► Ma a scuola amavi Dante oppure no?

No. Devo dire che, purtroppo, a scuola non mi piaceva nemmeno l'arte, o meglio: probabilmente non apprezzavo il modo in cui questa mi era spiegata. Molto spesso i libri di Storia dell'Arte erano vecchi, con molte foto di quadri in bianco e nero, e ancora più spesso con immagini stampate scure e quasi "incomprensibili". Vedendo quelle riproduzioni, per me era difficile apprezzare gli artisti e le loro opere. In più, un certo tipo di imposizione allo studio mi creava il rifiuto ad approfondire i vari temi. Questo valeva sia per la letteratura sia per la storia dell'Arte.

Terminata la scuola, iniziai a conoscere le opere di illustratori che fino ad allora erano per me sconosciuti ma, allo stesso tempo, stava riemergendo in me la voglia di approfondire gli studi sull'arte classica. Così ho iniziato ad andarmi a vedere le varie mostre presenti nei musei: poter quasi toccare con mano dei quadri che avevano fatto la storia e, soprattutto, poterli ammirare senza nessun tipo di filtro dato da libri o tv, mi aveva letteralmente cambiato la vita.

Su tutto, ricordo ancora il momento in cui vidi per la prima volta un quadro di Caravaggio dal vivo: rimasi quasi pietrificato. Tra tutta l'arte che riscoprii, ci furono anche le incredibili incisioni del Doré sulla Divina Commedia e, da quel momento, ritornai anche nel mondo di Dante.

► Perché pensi che le sue visioni siano ancora oggi così moderne?

Tra tutte le illustrazioni fatte, rimane vivida in me quella riferita ad Agnello Brunelleschi che si fonde con un serpente (canto 25). Mentre leggevo il testo di Dante, rivedevo "La Cosa", il film cult di John Carpenter (1982), e "La Cosa" (il prequel del 2011). Considerando che la Divina Commedia ha circa 700 anni, trovo semplicemente incredibile la forza evocativa di quel testo così antico eppure capace di ispirare migliaia di artisti nel corso dei secoli.

Con l'evoluzione tecnologica dei media l'Opera del Sommo Poeta non ha fatto altro che evolversi, come se la stessa interpretazione di quel testo in base all'epoca avesse reso viva e in continua evoluzione la Divina Commedia.

Con l'evoluzione tecnologica dei media e del modo di intrattenere il pubblico attraverso libri, film o videogiochi, l'Opera del Sommo Poeta non ha fatto altro che evolversi per seguire queste trasformazioni, come se la stessa interpretazione di quel testo in base all'epoca avesse reso viva e in continua evoluzione la Divina Commedia. Questo scambio simbiotico continua tutt'ora, uno scambio che vede la modernità adattarsi a quel mondo per evolverlo ed espanderlo. Tutto questo rende le visioni di Dante ancora incredibilmente attuali.

► Ma tu come ti immagini l'Inferno?

Difficile da dire. Probabilmente l'Inferno immaginato varia da persona a persona in base a paure e incubi. Spesso si dice che l'Inferno risulterebbe meno "monotono" e quindi più interessante del Paradiso: ne siamo sicuri? Siamo sicuri che troveremmo piacevole essere squartati o bruciati per l'eternità con tutti i dolori fisici annessi? O forse, attraverso uno strano meccanismo che spesso definisce peccaminoso quello che più ci piace, ci immaginiamo l'Inferno pervaso da situazioni eccitanti o lussuriose? Ma questo, adattato all'epoca moderna, non sarebbe quindi il Paradiso?

Certo, potremmo proseguire con infinite analisi che contrappongono molteplici punti di vista, eppure credo che la risposta a questa domanda non sia in fondo così semplice. Io stesso sono il frutto di esperienze dettate dall'ambiente che mi circonda e dalla persone che conosco e che ho conosciuto. I film che ho visto, i libri che ho letto, i viaggi che ho fatto: tutto ha determinato la mia attuale personalità. In questo, probabilmente, la materializzazione delle mie paure più profonde e non risolvibili creerebbe un Inferno piuttosto doloroso, simile a un pozzo senza fondo.

A cura di Luca Crovi

L'Inferno di Dante illustrato da Paolo Barbieri. Dal 10 giugno in libreria, fumetteria e nel nostro sito ufficiale.


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