Anteprima

Luci e ombre di Tinseltown

Hollywood, la città dei lustrini, è la vera protagonista del torbido volume scritto da Michele Masiero per i disegni di Roberto Baldazzini che trovate in libreria dal 23 maggio. Volume che non a caso si intitola "Hollywoodland"...

Non sempre, sulle colline attorno a Los Angeles, c'è stata la famosa scritta "Hollywood". In effetti, da quando è stata costruita nel 1923 fino al 1949, la scritta era "Hollywoodland". E Hollywoodland è il titolo di un monumentale volume, in uscita il 23 maggio, scritto da Michele Masiero e disegnato da Roberto Baldazzini. Una storia inedita ambientata proprio negli anni in cui "l'Hollywood sign" veniva costruito, un noir sulle ombre di quella che viene spregiativamente chiamata "Tinseltown", la città in cui tutto brilla della luce falsa che si riflette sui lustrini... Ce ne parla Roberto Baldazzini, che vede finalmente completato un lavoro durato oltre tre anni.

► In Hollywoodland hai avuto l'arduo compito di restituire le atmosfere solari e al contempo sordide della West Coast degli anni Venti. Come ti sei approcciato a un racconto tanto sfaccettato?

La cosa più intri­gante di Hollywood è... Hollywood! Così carica di drammi esi­stenziali, storie segrete e, naturalmente, di cinema.

Il cinema, senza distinzione di epoche, è stato il mio punto di riferimento nell'ambienta­zione di molte storie a fumetti; con Hollywoodland per la prima volta ho avuto a che fare con gli anni Venti, e per prepararmi sono partito dalla visone di "Intolerance" di David Wark Griffith, per poi passare alle comiche di Stanlio e Ollio, i film con Louise Brooks e quelli con Rodolfo Valentino. Ma ho anche consultato manuali, riviste di moda, raccolte di fo­tografie. Senza dimenticare internet, che è una fonte inesauribile. Sempre che si sappia cercare!

► I tuoi disegni presentano una linea chiara molto definita, che mescola influenze pop e underground a una regia classica. Come ti sei posto stilisticamente al lavoro?

L'evoluzione del mio tratto era approdata a una sorta di "linea chiara" che evidenziava i segni di contorno dei personaggi attraverso l'outline nera, ma lasciava il resto del lavoro sulle forme ai colori. Per Hollywoodland mi sono dovuto ricongiungere alle origini del mio stile, ma con tanti anni di esperienza in più. Per la prima volta ho inserito ombre nere sui personaggi, ho rappresentato contrasti di luce e notturni. Credo di aver ottenuto uno stile adatto al racconto, che restituisce a dovere le atmosfere del periodo, sia dal punto di vista storico che esistenziale. Oltre a ricostruire gli ambienti, ho cercato di far emergere sui volti dei personaggi una nota di inquietudine, che ammanta il racconto di una sorta di cupo fatali­smo, tipico del noir.

► Il tuo segno possiede una forte carica autoriale, senza per questo tradire gli stilemi classici del linguaggio bonelliano. I testi e i disegni si armonizzano con una tale complicità da sembrare l'opera di una persona sola. Come si è svolta la collaborazione con Michele Masiero, sceneggiatore della storia?

Il cinema, senza distinzione di epoche, è stato il mio punto di riferimento nell'ambienta­zione di molte storie a fumetti. Con Hollywoodland ho avuto per la prima volta a che fare con gli anni Venti.

Ho sempre amato le storie a fumetti raccontate con i giusti tempi, che rifuggono il rit­mo ipertrofico e, in modo simile ai romanzi classici, se la prendono comoda, evitando le scorciatoie narrative. Trovo affascinante poter rappresentare scene in cui i personaggi riflettono, discutono, si guardano in silenzio, e Hollywoodland ha soddisfatto in pieno questa mia predisposizione. Michele mi conosce bene, e ha scritto una sceneggiatura su misura, che mi ha permesso di raccontare con estrema facilità e semplicità sequenze che mi riportavano a continui déjà-vu cinematografici, e la cui messa in scena richiedeva una regia di campi medi, lunghi e primi piani che appartiene da sempre al mio background. Sì, concordo: la fusione tra testo e immagine è venuta molto bene!

► Quali sono gli aspetti che ti affascinano maggiormente, del periodo che hai rappresentato in questo libro?

Beh, la cosa più intri­gante di Hollywood è... Hollywood! Così carica di drammi esi­stenziali, storie segrete e, naturalmente, di cinema. Inoltre, sono felice di aver raccon­tato ancora una volta un personaggio ma­schile "forte", carico di sfaccettature ma a suo modo classico: ho vissuto in compagnia di Danny per quattro anni, seguendo le sue angosce, le sue paure, la sua forza. Che ci vuoi fare, ho la spiccata tendenza a immedesi­marmi nei personaggi che racconto, e questo al di là del periodo! Per quanto riguarda le donne, mi è piaciuto porgere omaggio a un'icona come Louise Brooks, che mi è venuta subito in mente quando si è trattato di raffigurare il personaggio femminile principale.

A cura di Marco Nucci

Hollywoodland, testi di Michele Masiero, disegni di Roberto Baldazzini, b/n, 288 pagine disponibile dal 23 maggio in libreria, fumetteria e nel nostro Shop online.


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15/05/2019