Intervista Zagor

Raccontare il ritorno di Smirnoff

Luigi Mignacco ha sceneggiato la storia tripla di Zagor, che si conclude questo mese, con il ritorno in scena di un nemico dello Spirito con la Scure che non si vedeva da quarant'anni. Ci siamo fatti raccontare com'è stato lavorare su Smirnoff.

Scritta da Alfredo Castelli e disegnata da Franco Donatelli, "Intrigo internazionale" è una storia che questo mese compie esattamente quarant'anni, essendo stata pubblicata nel gennaio 1978 sul numero 150 di Zagor. Per "celebrare" la ricorrenza, Luigi Mignacco e Walter Venturi l'hanno ripresa in mano ne hanno immaginato un seguito, diviso in tre albi: "La vendetta di Smirnoff", "Guerra di spie" e "Uccidete Lord Malcolm", quest'ultimo attualmente in edicola. Come e perché, ce lo racconta lo stesso Mignacco in quest'intervista.

Era qualche anno - per noi come per Zagor - che lo Spirito con la Scure non si imbatteva nel Duca Smirnoff. Com'è nata l'idea di riportarlo in scena?

Mi sono riletto "La fortezza di Smirnoff" e ho cercato di immaginarne un seguito, nel rispetto dello spirito nolittiano e della verve castelliana.

L'idea non è mia ma di Moreno Burattini, che di Zagor non è soltanto sceneggiatore e curatore editoriale ma anche un appassionato conoscitore. Mi ha chiesto di far tornare un antagonista che era richiesto da molti lettori, anche perché nel finale della precedente avventura in cui Zagor si scontrava con il machiavellico duca russo, sia Smirnoff sia lo Spirito con la Scure "promettevano" un seguito: il primo giurava vendetta ai danni dell'eroe che aveva intralciato i suoi piani, il secondo garantiva un ritorno per liberare gli indiani oppressi da quello spietato guerrafondaio. Il motivo per cui quella storia annunciata non è mai stata raccontata non lo sa nessuno. È probabile che l'autore della prima avventura, il vulcanico Alfredo Castelli, sia stato poi distratto da altre storie (magari dalla creazione di un certo Martin Mystére, nato pochi anni dopo...). Io, comunque, mi sono riletto con gran divertimento "La fortezza di Smirnoff" e poi ho cercato di immaginarne un seguito, nel rispetto dello spirito nolittiano e della verve castelliana. Spero di non aver deluso i tanti lettori zagoriani che, in questi quarant'anni, hanno immaginato una "loro" vendetta di Smirnoff. 

L'intrigo architettato da Smirnoff si sviluppa lungo tre albi, ed è particolarmente subdolo. Ti sei divertito, a costruire un intreccio così machiavellico?

Ebbene sì. Lo confesso: scrivere le avventure di Zagor è terribilmente divertente. Soprattutto quando i personaggi ideati da Guido Nolitta - come Zagor, Cico e Lapalette - s'incontrano e scontrano con altri creati da Alfredo Castelli, come il Duca Smirnoff e i (sedicenti) dignitari di Badenlandia.

Nel corso di questi tre albi, le scene di dialogo e quelle prettamente d'azione si alternano con ritmo perfetto. In questo ti è sicuramente stata di aiuto anche l'esperienza di Walter Venturi, vero? 

Senza dubbio. Walter non è solo un grande disegnatore, molto dinamico e capace di imprimere il giusto pathos a scene e personaggi, ma anche un abile sceneggiatore, capace di realizzare come autore completo opere complesse come "Il Grande Belzoni" pubblicato qualche anno fa nei Romanzi a Fumetti Bonelli. Lui ha saputo interpretare il ritorno di Smirnoff nel modo giusto, "rivisitando" con affetto i personaggi creati da Franco Donatelli e ideandone dei nuovi, passando disinvoltamente dalla drammaticità di alcune scene alla leggerezza di altre che si succedono senza soluzione di continuità (anche nel terzo albo se ne vedono delle belle!), raffigurando con precisione e forza evocativa i costumi di due secoli fa e i paesaggi delle foreste canadesi. E tutto "in crescendo": la storia, dal punto di vista grafico, è iniziata bene ed è finita anche meglio! Propongo ai lettori un ideale applauso per Walter Venturi, che con questa lunga avventura "debutta" sulla collana mensile di Zagor.


Una vignetta di Walter Venturi da "Guerra di spie", Zagor n. 629. Cliccate per vedere la tavola completa.

Tra l'altro, la storia è anche piena di flashback. Quanti di questi sono "veri", cioè raccontano nuovamente episodi già visti nella vita di Zagor, e quanti sono invece inventati per l'occasione?

Walter Venturi ha saputo interpretare questa storia nel modo giusto, passando con disinvoltura dalla drammaticità di alcune scene alla leggerezza di altre che si succedono senza soluzione di continuità.

Essendo una storia retrospettiva, in effetti è tutta giocata fra il "presente" e il "passato" di Zagor. Che in realtà per lo Spirito con la Scure è un "passato prossimo": anche se per noi sono trascorsi quarant'anni esatti dal gennaio 1978, quando uscì la prima puntata della storia che lo contrappose a Smirnoff, abbiamo visto che nel mondo di Zagor è passato solo qualche anno.

Tra i flashback, ce ne sono alcuni che sono brevi riassunti di storie già note, e servono ai lettori per collocare questa vicenda nel complesso "corpus" delle avventure zagoriane, ma quasi tutti gli altri raccontano episodi nuovi e inediti: quando Zagor rammenta che cosa è successo "dopo" il finale della storia di Castelli-Donatelli, non riassume qualcosa che i lettori già sanno, ma ci racconta qualcosa di nuovo, mai rivelato prima. Lo stesso quando Lapalette racconta a Zagor come ha scoperto che Smirnoff è ancora vivo. Questo per dire che il flashback non è una parte del racconto dotata di un valore emotivo e di un coinvolgimento minori rispetto alle avventure raccontate "in diretta". Forse qualche lettore pensa che il flashback sia "già successo", perciò valga meno di quello che "sta succedendo". Invece non è così: tutta la storia è "raccontata" da qualcuno (gli autori) che la conosce già, e tutta la storia "deve ancora succedere" per qualcun altro (i lettori). La differenza fra flashback e presente è solo fra prima e dopo, ma tutta la storia è "vera". Cioè inventata. Chiaro, no?

Nel finale fa il proprio ritorno anche un altro avversario di Zagor che non si vedeva da un po'. Senza ovviamente svelare troppo, puoi anticiparci se ci dobbiamo aspettare di vederlo di nuovo in azione a breve?

Non dico nulla, ma questa storia avrà un seguito. E i lettori non dovranno aspettare altri quarant'anni per vederlo pubblicato!

A cura di Alberto Cassani


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05/01/2018