Intervista Dylan Dog

Il momento blu di Andrea Cavaletto

Da venerdì 29 ottobre potete trovare in edicola, fumetteria e nel nostro sito, "Il momento blu", il numero 422 di Dylan Dog. Ce lo siamo fatti raccontare dallo sceneggiatore Andrea Cavaletto, che è ormai praticamente un veterano del personaggio.

28/10/2021

Nella scuola internazionale frequentata dalla figlia dell'attuale fidanzata di Dylan Dog, un paio di studenti, in apparenza disagiati, stanno tramando ai danni dei propri compagni... È questo l'incipit di "Il momento blu", l'albo della serie mensile dell'Indagatore dell'Incubo che trovate in edicola e fumetteria a partire da venerdì 29 ottobre.

Ne abbiamo parlato con Andrea Cavaletto, sceneggiatore dell'albo disegnato da Christopher Possenti, che è ormai diventato un nome ben noto ai lettori delle avventure dell'inquilino di Craven Road. Appassionato di horror in ogni sua forma, Cavaletto ha sempre tante idee in testa, ma a quella sviluppata per questo fumetto sembra essere legato in maniera particolare...

Buona lettura, allora!

La cosa per me fondamentale, visto che sono un tipo che si annoia in fretta, è che io continui a divertirmi nel trovare storie nuove e stimolanti da scrivere per il nostro Old Boy.

A partire dalla storia sul Maxi uscita nel 2010 e una l'anno dopo sulla serie regolare, hai ormai firmato più di una dozzina di avventure dell'Indagatore dell'Incubo. Ti senti sei un veterano di Dylan Dog, ormai? 

Vero. Non sono tantissime, ma nemmeno poche. La cosa per me fondamentale, visto che sono un tipo che si annoia in fretta, è che io continui a divertirmi nel trovare storie nuove e stimolanti da scrivere per il nostro Old Boy.

► Qual è il tuo rapporto con Dylan, prima come lettore e adesso come autore?

Da amante dell'horror della prima ora (già appassionato del genere all'età di 12 anni), quando arrivò Dylan Dog in edicola ne fui super entusiasta. Divenne subito il mio fumetto preferito tra quelli della scuderia Bonelli, e divenni in breve un fan da cintura nera. I primi 30 numeri li ho letti così tante volte che credo di conoscerli a memoria. La scrittura di Sclavi ha in parte formato il mio stile. Lo annovero tra le mie principali fonti di ispirazione, insieme a Clive Barker e, successivamente, Grant Morrison e Chuck Palahniuk.

Del personaggio mi piace la sua filosofia, la malinconia romantica e l'orrore umano delle vicende in cui spesso Dylan si trova immerso. Caratteristiche che cerco di sviluppare e portare avanti con rispetto dell'originale, provando a mettere nelle storie anche un po' della mia voce.

Sono fondamentalmente un nevrotico pauroso, che vive fin da piccolo circondato da una marea di fobie, ansie e paranoie. Sono riuscito a rielaborarle per farne storie. È terapeutico, penso.

► Sin dai tuoi inizi nel mondo del fumetto indie italiano, la tua produzione si è sempre focalizzata sull'horror. È stata una scelta precisa per crearti una sorta di "marchio personale"? E Dylan rientra in questo percorso o resta un percorso narrativo parallelo?

Non so da dove venga questa mia passione per l'horror. Forse perché mia mamma era fan di Dario Argento e pure mia nonna si divertiva a vedere i film del terrore in Tv con me. Il fatto è che sono fondamentalmente un nevrotico pauroso, che vive fin da piccolo circondato da una marea di fobie, ansie e paranoie. Sono riuscito a rielaborarle per farne storie. È terapeutico, penso. Raccontando il mio panico, provo ad analizzare la società in cui vivo. Dylan Dog è il veicolo giusto per guidare la mia psiche contorta.

Come tanti altri tuoi colleghi, alla tua attività di scrittore di fumetti accosti quella di romanziere e sceneggiatore di film horror super splatter. Semplice voglia di fare qualcosa di diverso per non annoiarti o una necessità di raccontare storie che non si esaurisce coi fumetti?

Mi piace spaziare. La scrittura è la mia vita, in tutte le sue forme. In questi vent'anni di professione credo di aver raggiunto una discreta conoscenza sui meccanismi della scrittura creativa nelle sue innumerevoli sfumature, arrivando a muovermi con dimestichezza tra i vari media, riuscendo a mixarli in un modo che caratterizza il mio stile, ormai molto riconoscibile.

Se poi non fosse stato per il collega e amico Pasquale Ruju, che mi ha spronato a provare a fare anche qualcosa di più puramente letterario, forse il romanzo thriller "Io sono il Male", che ho scritto con Lisa Zanardo, non sarebbe ancora nato, mentre adesso è già un successo, cui sono seguiti l'adattamento letterario di "Doll Syndrome" e il cyberpunk "Blue Sunset" con Fulvio Gatti.

"Il momento blu" affronta il tema delle stragi a scuola. Un argomento che mi spaventa molto, fin da quando ero un ragazzino nerd bullizzato, e che mi terrorizza ancora di più ora che sono genitore.

A novembre, invece, esce finalmente su Amazon Prime il film horror-thriller "Lettera H", da me sceneggiato per la regia di Dario Germani, che ha vinto un sacco di premi anche in festival non di genere sia italiani sia internazionali, e che aveva interrotto la sua corsa proprio a causa della pandemia. Vi invito a guardarlo.

► L'albo in edicola tratta un argomento che ti sta particolarmente a cuore. Puoi dirci cosa ti ha ispirato maggiormente nella scelta dell'argomento, e cosa rende l'avventura rilevante per Dylan?

"Il momento blu" affronta il tema delle stragi a scuola. Un argomento che mi spaventa molto, fin da quando ero un ragazzino nerd bullizzato, e che mi terrorizza ancora di più ora che sono genitore. L'ho scritta perché volevo provare a entrare nella psicologia di chi compie simili azioni, ma anche delle vittime che cadono sotto i loro colpi, analizzando tutti come vittime, sia gli assassini sia i loro bersagli. Vittime di qualcosa di più grande di loro, generati ed educati da quella parte più oscura e marcia del nostro sistema globalista e consumistico che alimenta il sempre più florido mercato della psicosi e della paura.

Volevo scrivere una sceneggiatura horror in cui gli elementi sovrannaturali fossero una metafora delle mie considerazioni in proposito e invece, man mano che mi documentavo e leggevo libri e articoli e testimonianze, ho sviluppato una storia totalmente immersiva, agghiacciante, dove l'orrore è reale e tangibile, che spero non lasci indifferenti.

Una storia che Dylan subisce, in cui il suo punto di vista diventa quello del lettore, e in cui ho voluto analizzare la sua psiche. Sono stato un po' cattivo nei suoi confronti, ammetto, descrivendolo come forse non merita. Spero che mi perdonerà.

A cura di Adriano Barone

Dylan Dog 422 "Il momento blu", testi di Andrea Cavaletto e disegni di Christopher Possetti, copertina di Raul e Gianluca Cestaro. Dal 29 ottobre in edicola, fumetteria e nel nostro sito ufficiale.


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