Intervista Dylan Dog

I fratelli Cestaro ci raccontano il loro Dylan Dog!

Con il numero 421, "La variabile", i fratelli Raul e Gianluca Cestaro diventano i copertinisti ufficiali di Dylan Dog. Con l'aiuto di alcuni frequentatori della pagina Facebook dedicata al personaggio, abbiamo posto loro alcune domande.

05/10/2021

Quando il Maxi Dylan Dog è diventato Dylan Dog Oldboy, Raul e Gianluca Cestaro hanno ricevuto l'onere e l'onore di diventarne i copertinisti in pianta stabile, proseguendo così il lavoro iniziato con il numero 35 dell'incarnazione precedente della testata. Con "La variabile", invece, i fratelli Cestaro arrivano sulla copertina della serie regolare dell'Indagatore dell'Incubo. Con la collaborazione di alcuni frequentatori della pagina Facebook dedicata al personaggio, abbiamo posto loro qualche domanda a proposito del loro nuovo incarico.

Entrambi cerchiamo di dare la maggiore collaborazione, nell'intento di sfruttare il più possibile quelle che sono le nostre idee sullo stile da dare alla copertina.

► Quando disegnate un fumetto, uno di voi disegna pagine pari, l'altro le pagine dispari. Sulle copertine, come vi dividete il lavoro? 

Sulle copertine spesso l'ideazione della proposta è di Gianluca. Una volta approvata, si realizza insieme - su carta - il disegno definitivo, che servirà per la base di colorazione, che viene effettuata in digitale. A quel punto la realizzazione definitiva della copertina, tramite i colori, è concertata da entrambi.

Entrambi cerchiamo di dare la maggiore collaborazione, nell'intento di sfruttare il più possibile quelle che sono le nostre idee per quanto riguarda lo stile da dare alla copertina, o ad esempio le scelte cromatiche, le scelte della palette colori. In questo modo, può capitare che uno di noi abbia l'idea migliore per realizzare cromaticamente lo sfondo, mentre l'altro può avere l'intuizione cromatica più adatta per raffigurare i personaggi, le figure, o altri elementi della scena. 

Quindi mescolate lavoro in digitale con quello più tradizionale su carta?

Per quanto riguarda la realizzazione delle copertine, come abbiamo già accennato, ci piace riuscire a sfruttare al meglio sia matita e carta sia il digitale. Per noi è importante usare le tecniche tradizionali nell'ideazione della copertina e parzialmente nella sua realizzazione, mentre preferiamo usare le tecniche digitali per la stesura del colore, in quanto ci fornisce maggiore libertà nel lavoro, compresa la possibilità di poter tornare indietro, rifare eventualmente alcuni elementi, o apportare alcune modifiche, con una certa comodità.

Per quanto riguarda la realizzazione delle copertine ci piace riuscire a sfruttare al meglio sia matita e carta sia il digitale.

► Quanto tempo viene dedicato a realizzare una copertina, e quante prove vengono fatte mediamente per un albo?

Mediamente, il tempo in cui riusciamo a realizzare una copertina, dalla prima fase della proposta dei bozzetti fino alla realizzazione definitiva, ci impegna per una media di sei-sette giorni. Per quanto riguarda la proposta dei bozzetti, a volte ci capita di realizzarne due o tre e di proporli insieme, o uno dopo l'altro... oppure capita di sostenere una proposta precisa e proporre quella, e capire insieme ai nostri referenti in casa editrice quanta possibilità ci sia che questa nostra prima idea possa andare in porto.

► Come si concilia il lavoro di copertinisti con la produzione di tavole a fumetti?

Questa è una domanda che prevede una risposta ancora in divenire. Adesso che l'impegno è quello di dover realizzare almeno dodici copertine l'anno, si profilerà un grosso impegno da parte nostra per cercare di non trascurare quella che da molti anni è la nostra attività di disegnatori di fumetti, un lato del nostro lavoro che riteniamo logicamente sempre molto importante. 

Da parte nostra si unisce all'emozione anche un forte senso di responsabilità, nella speranza di ripagare la fiducia che l'editore ci ha dato con questo incarico, e di non far rimpiangere troppo questi artisti che ci hanno preceduti.

► Come vi sentite a prendere in mano il timone che fu di nomi storici come Villa e Stano e in tempi più recenti di Cavenago?

Diventare successori alle copertine di questi grandi nomi del fumetto italiano è per noi una forte emozione. Quando scoprimmo Dylan Dog fummo subito folgorati dal realismo grafico delle copertine di Claudio Villa, che divenne rapidamente il nostro principale disegnatore di riferimento. Quando poi le copertine passarono nelle mani di Angelo Stano rimanemmo spiazzati da questo cambio inatteso a favore di un disegnatore a tutti gli effetti diametralmente opposto a Villa, ma mese dopo mese apprezzammo sempre di più il nuovo apporto che Stano portò alle copertine, mutuando riferimenti stilistici da grandi pittori della storia dell'arte e aggiungendo alle copertine una nuova dimensione onirica. Altrettanto stupore ci provocò l'arrivo di Gigi Cavenago alle copertine, dopo più di 25 anni di stabilità; ma ha portato una grande ventata di novità con il suo segno sintetico e moderno mescolato a una grande maestria nel colore.

Dunque, da parte nostra si unisce all'emozione anche un forte senso di responsabilità, nella speranza di ripagare la fiducia che l'editore ci ha dato con questo incarico, e di non far rimpiangere troppo questi artisti che ci hanno preceduti, che ringraziamo anche per aver ricevuto il loro "in bocca al lupo" per questo passaggio di testimone.

Stiamo ultimando i disegni di una storia di Tex che vedrà il ritorno sulla scena del suo nemico più irriducibile, Mefisto, che ricomparirà nella serie dopo vent'anni dalla sua ultima apparizione.

► Cosa provate oggi ripensando a quel disegno che da ragazzini vi pubblicarono su Horror Post?

Ripensando a quel nostro disegnino, sembra quasi che si sia magicamente chiuso un cerchio. Quando eravamo solo dei quattordicenni iniziammo ad appassionarci al fumetto "adulto" proprio grazie alla scoperta di Dylan Dog, il quale fu la spinta che ci convinse a dedicarci al disegno del fumetto realistico. Così, provammo a realizzare qualche disegno ispirato all'Indagatore dell'Incubo e li inviammo in redazione indirizzandoli all'Horror Post, aggiungendo nella lettera, sulle ali dell'entusiasmo, che coltivavamo il sogno di riuscire a disegnare un giorno per la serie di Dylan Dog. Uno dei disegni fu poi pubblicato sul n.51 della serie e per noi fu una gioia inaspettata, che si rinnovò quando, alcuni anni fa, arrivammo a disegnare la nostra prima storia per Dylan Dog. Ma mai ci saremmo aspettati di arrivare a disegnarne le copertine.

► A che cosa state lavorando, come disegnatori?

Stiamo ultimando i disegni di una storia di Tex che vedrà il ritorno sulla scena del suo nemico più irriducibile, Mefisto, che ricomparirà nella serie dopo vent'anni dalla sua ultima apparizione, quando a disegnarla fu Claudio Villa. Dunque, anche in questo caso ci ritroviamo a essere successori di Villa e a sentire una certa responsabilità dopo la grande prova grafica che lui diede in quella storia. Anche su questo fronte speriamo di non deludere chi ci ha affidato questo compito e naturalmente tutti i lettori.

A cura di Adriano Barone

Dylan Dog 421 "La variabile", testi di Paola Barbato e disegni di Fabio Celoni, copertina di Raul e Gianluca Cestaro. Dal 30 settembre in edicola, fumetteria e nel nostro sito ufficiale.


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