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Gli angeli della battaglia

Anche l'Erondàr ha i suoi angeli, ma come si confà all'universo fantasy creato da Luca Enoch e Stefano Vietti sono angeli della battaglia tosti e duri. "Le fiamme della rivolta", l'albo di dicembre, le vede per la prima volta in azione insieme...

08/12/2021

In redazione le chiamiamo le Charlie's Angels dell'Erondàr, ma lo facciamo sottovoce, perché sono tipe toste e dure come poche altre e non vorremmo mai subirne "l'ira funesta"!

In redazione le chiamiamo le Charlie's Angels dell'Erondàr, ma lo facciamo sottovoce, perché le tre ragazze in questione sono tipe toste e dure come poche altre e non vorremmo mai subirne "l'ira funesta"! Dietro le quinte della loro comparsa nell'universo dragoneriano si muove Luca Enoch, già celebre per aver creato altre eroine grintose e combattive. Un esempio? Basta fare i nomi di Sprayliz, Gea e Lilith e il discorso si chiude senza altro da aggiungere.

Luca ha introdotto i nostri tre "angeli della battaglia" un po' alla volta, in modo narrativamente saggio, affinché l'arrivo delle "new girls in town" non sbilanciasse troppo lo status quo dei ribelli e costituisse una più naturale e verosimile aggiunta al gruppo. In fondo, nella vita di tutti i giorni, le nuove conoscenze avvengono un po' alla volta e con un certo lasso di tempo a intervallarle.

È arrivato il momento di presentarvele ufficialmente, perché nell'albo in uscita a dicembre, "Le fiamme della rivolta", lo stesso Enoch ne schiera due su tre per la prima volta in azione contro i perfidi e lascivi sgherri di Leario.

Gli "angeli della battaglia" sono tre: sono ragazze bellissime, atletiche, toste e nessuna di loro è umana! La loro descrizione viene accompagnata qui da immagini e sketch, in modo che sia più facile per voi lettori riconoscerle e rammentarle, per quando torneranno a compiere incursioni nelle storie del vostro fantasy preferito... e, credetemi, lo faranno!

Shōte fa parte di un misterioso popolo che abita remotissime lande selvagge e pericolose.

Shōte compare per la prima volta nell'albo "Il segreto degli Ubiqui", e fa parte di un misterioso popolo che abita remotissime lande selvagge e pericolose, ricche di insetti giganteschi e letali, dove Ian e Gmor giungono grazie alle enigmatiche Pietre Sonore degli Ubiqui. Nonostante un aspetto umanoide, che le permette di confondersi con i ribelli, Shōte possiede alcune caratteristiche uniche: denti affilati da belva e, soprattutto, quattro occhi, che le permettono di guardare il mondo attraverso prospettive inedite e di alimentare la propria innata sete d'avventura.

È quest'ultima sua caratteristica che la spinge ad abbandonare la propria terra per seguire Ian e Gmor. A ben vedere, però, non poteva che unirsi alle "Spade di Giustizia" visto che il suo nome, nella lingua del popolo cui appartiene, significa "ribelle"!

Nube si unisce a Ian e Gmor per vedere cosa vi sia oltre la folta coltre della foresta che è stata la sua casa.

Rimaste vedove e sole a causa prima della guerra contro le Regine Nere e poi della pandemia del Pianto Rosso, un gruppo di donne si rifugia nel folto di una foresta sacra dove il dio Karnon, mastodontica creatura dall'aspetto di un maestoso cervo antropomorfo, le ingravida, originando una stirpe molte particolare di ragazze: "Le figlie di Karnon", appunto.

È qui che compare per la prima volta Nube, che proprio a questa stirpe di donne appartiene e che, con il proprio infallibile arco e il suo giovanile entusiasmo, si unisce a Ian e Gmor per vedere cosa vi sia oltre la folta coltre della foresta che è stata la sua casa.

Abilissima giocoliera di un circo itinerante, Gheal riesce a piazzare i propri pugnali esattamente dove desidera che colpiscano; inoltre è agile come un gatto ed è in grado di compiere ardite evoluzioni acrobatiche. Insomma, una ragazza come lei è una preziosa risorsa per i ribelli e infatti, Ian e Gmor la accettano volentieri nei propri ranghi, senza troppo badare alle superstizioni che riguardano il suo aspetto da albina.

Violentata e poi uccisa, sepolta infine in una fossa anonima, Gheal trattiene un amaro ricordo del suo infausto destino.

In realtà, è ben altro che dovrebbe spaventarli: il fatto, per esempio, che la ragazza è una cosiddetta "ritornante" (che è appunto il titolo del suo albo d'esordio), proprio come Greevo Senz'anima e Drev, fratello maggiore di Ian. Chi sono i "ritornanti"? Coloro ai quali viene rifiutata la clemenza dei khame e, per ragioni inspiegabili, tornano in vita dopo essere morti. Gramo destino il loro: perseguitati, odiati, braccati per essere rinchiusi nella "città dei morti" e destinati, col tempo, a pietrificarsi.

A Gheal è andata anche peggio, visto che la sua morte è stata atroce: violentata e poi uccisa, sepolta infine in un'anonima fossa nella foresta. Di questo infausto destino trattiene un amaro ricordo (ma dolce è stata la vendetta) e uno squarcio sulla gola che le ha reciso le corde vocali e le impedisce di parlare.

Luca Barbieri

Dragonero Il ribelle 26 "Le fiamme della rivolta", testi di Luca Enoch, Stefano Vietti e Luca Barbieri e disegni di Francesco Rizzato, Diego Bonesso, Marco Itri e Ludovica Ceregatti, copertina di Gianluca Pagliarani. Dal 9 dicembre in edicola, fumetteria e nel nostro sito ufficiale.


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