Dampyr

Mauro Boselli ricorda Maurizio Principato

Nel numero di Dampyr in edicola dal 5 maggio, Mauro Boselli ha dato un ricordo sentito e appassionato di Maurizio Principato, voce di Radio Popolare e sceneggiatore bonelliano recentemente scomparso a causa di un tragico incidente.

13/05/2021

Mauro Boselli ricorda Maurizio Principato

Era la prima piccola ora dopo lo scoccare della mezzanotte, quando gli occhi si chiudono un po', ma ancora non si ha voglia di andare a letto, un'ora fatta per noi normali sognatori, non per incalliti nottambuli.

Era la prima piccola ora dopo lo scoccare della mezzanotte, quando gli occhi si chiudono un po', ma ancora non si ha voglia di andare a letto, un'ora fatta per noi normali sognatori, non per incalliti nottambuli; l'ora in cui, sintonizzandosi su Radio Popolare, ci arrivava la calda voce di Maurizio Principato e la musica sempre originale e sorprendente da lui selezionata per la sua trasmissione "Stile Libero".

La voce di Maurizio era perfetta per la radio e ancora di più per la radio notturna, da vero "crooner" senza canto. Maurizio aveva anche la passione dei fumetti: ecco perché, tre o quattro volte, su suo invito, mi ero intromesso nelle sue trasmissioni notturne, per parlare di albi e personaggi tra un pezzo e l'altro. Il vero motivo per cui ci andavo era l'occasione di sentirmi anch'io per un po' un conduttore radiofonico che manda in onda i suoi dischi preferiti, ma temo che le mie scelte vecchiotte di jazz e rock d'annata stridessero inesorabilmente con quelle modernissime e all'avanguardia di Maurizio. Lui signorilmente evitava di farmelo notare.

Quando c'ero io, per non rischiare di farmi andare a letto tardi o che mi addormentassi sulla consolle, lui mi faceva la cortesia di registrare la trasmissione in pieno giorno, al mattino, ed era divertente creare ugualmente, nella saletta di Radio Popolare in via Ollearo (a un tiro di schioppo dall'antico ufficio in Mac Mahon di Gianluigi Bonelli) l'atmosfera arrochita, lenta e onirica del dopo mezzanotte.

Ormai Maurizio aveva preso gusto a sceneggiare e, solo per colpa della pandemia, ancora non mi ero ritrovato sulla scrivania un suo nuovo soggetto. Ce l'aveva promesso.

In quelle conversazioni era nata anche, da parte mia, la proposta a Maurizio, uomo di vasti interessi, di scrivere dei fumetti per Sergio Bonelli Editore. Lui non era convinto di saperlo fare e io l'avevo persuaso dicendogli che gli avremmo insegnato il mestiere in corso d'opera, anche a costo di tirargli fuori con le pinze le storie che di sicuro aveva in corpo. E così andò. Con i sergenti istruttori Gianmaria Contro, per le Storie, e il sottoscritto, per Dampyr, Maurizio Principato aveva partorito il thriller "Il prima oscuro" e il recentissimo "Stavkirke", riversando, in quest'ultimo, tutta la sua conoscenza del black metal norvegese. La collaborazione con la Bonelli aveva dato altri frutti con la serie di trasmissioni sui fumetti "Storitella". Ma in fondo quello era il suo campo abituale.

Ormai Maurizio aveva preso gusto a sceneggiare e, solo per colpa della pandemia, ancora non mi ero ritrovato sulla scrivania un suo nuovo soggetto. Venendo in febbraio a ritirare in Redazione la sua copia di "Stavkirke", ce l'aveva promesso, stando sulla porta, per ragioni di distanziamento sociale. Ci aveva detto di avere delle idee. E si era fatto fotografare fuori dall'ufficio, fiero, col suo albo in mano. Poi aveva inforcato la bicicletta.

Aveva una bella bici, Maurizio. Ma gli era stata rubata. E non era neanche la prima volta. Succede, ahimè, troppo spesso, a Milano.

Aveva una bella bici, Maurizio. Ma gli era stata rubata. E non era neanche la prima volta. Succede, ahimè, troppo spesso, a Milano. I ladri di biciclette, scommetto, non pensano neanche di essere dei veri criminali, tanto è facile da noi rubare le bici di studenti, ragazze, massaie, lavoratori come Maurizio. Così, alla fine, lui andava in giro con una bici raccattata chissà dove, di quelle che anche i ladri schifano, un vero catorcio. E la bici l'ha tradito. Il telaio si è spezzato, di colpo, un incidente che non si pensa possa succedere mai, che quasi mai succede. Maurizio Principato è volato in avanti. Ed è morto il 5 aprile, dopo due settimane d'agonia. La sua prima storia di Dampyr rimarrà l'ultima. E non sentiremo più quell'inconfondibile voce nella prima, piccola ora della notte.

Mauro Boselli


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