Ci ha lasciati nei giorni scorsi Edoardo “Dino” Attanasio, disegnatore dalla carriera lunga e prolifica e forse il primo fumettista italiano a lavorare direttamente per il mercato franco-belga.

Nato a Milano nel 1925, frequenta l’Accademia di Belle Arti di Brera e si impegna inizialmente nel modo del cinema d’animazione, facendo anche da character designer – come si dice oggi – per il monumentale “La rosa di Bagdad”, primo lungometraggio animato mai prodotto in Italia, uscito nel 1949. Il suo esordio fumettistico è invece sulle pagine dell’Albo dei ragazzi pubblicato da Edizioni Economiche Italiane.

Durante la Seconda Guerra Mondiale trova modo di disertare dall’esercito della Repubblica Sociale Italiana e dopo la fine del conflitto riprende a disegnare fumetti, sfruttando egregiamente la sua capacità di muoversi tra il genere comico e quello più realistico, spostandosi infatti da “Le avventure di Nadir” per le Edizioni Vulcanetto agli “Albi Salgari” della Editrice Giornali Libri e Albi.

È in quel periodo che lavora alle storie di Furio Mascherato, nuova incarnazione del personaggio creato nel 1941 da Gianluigi Bonelli per le Edizioni Audace di Tea Bonelli, sulle cui pagine si alterna con Lina Buffolente.

Nell’estate del 1948, Attanasio decide però di emigrare in Belgio. Nel piccolo Regno che si affaccia sul Mare del Nord si fa strada inizialmente nell’ambiente dell’animazione pubblicitaria per poi diventare uno dei collaboratori fissi della rivista “Tintin”. Su quelle pagine, nel 1957 inventa – con il supporto dello sceneggiatore René Goscinny – il personaggio del Signor Spaghetti, un simpatico emigrante italiano che prova a svolgere ogni tipo di lavoro, accumulando però un errore dopo l’altro.

Negli stessi anni dà un volto al personaggio di Bob Morane, creato da Henri Vernes e protagonista di una delle serie di romanzi d’avventura più famose dell’epoca nell’area dell’Europa francofona, che ha visto negli anni la pubblicazione di oltre 200 romanzi. È stato ovviamente sempre Attanasio a disegnare, nel 1959, i primi cinque albi dell’adattamento a fumetti delle avventure del personaggio.

Negli anni 60 e 70 Attanasio continua a lavorare nel mercato franco-belga ma apre anche una collaborazione con il “Corriere dei Piccoli” e con la rivista olandese “PEP”, per la quale crea il personaggio di Johnny Goodbye. Attivo su più fronti fino agli ultimi anni 90, ha avuto anche l’onore di vedersi dedicata una retrospettiva presso il Parlamento Europeo, nel 2000.

La redazione di via Buonarroti lo ricorda con grande stima, stringendosi alla famiglia in questo momento difficile.