Chi è Julia

I criminali

I criminali

Assassini seriali, pazzi, sequestratori, dinamitardi... Per fermarli, Julia deve «entrare» nella loro mente!

A parte gli episodi suddivisi in più puntate, non frequenti, la
caratteristica principale della serie
Julia sta nella versatilità dei suoi racconti. Non esiste, quindi, una presenza fissa di nemici o avversari, ma più che altro una tipologia di situazioni! Le storie prendono spunto dalla realtà; la cronaca nera e la letteratura di riferimento sono in grado di fornire materiale infinito su cui
lavorare. Il campo di azione di Julia è molto vasto (come si può evincere dalle recensioni)! I primi tre episodi hanno visto in azione un (anzi una) villain particolarmente coinvolgente e conturbante: la serial killer Myrna Harrod. Dopo mille peripezie, Myrna è stata finalmente catturata, interrompendo la lunga scia di sangue dei suoi delitti. Myrna, infatti, è tornata in azione, più spietata e pericolosa che mai e, dopo aver tentato di vendicarsi di Julia ("Bentornata Myrna!") ha fatto perdere definitivamente le sue tracce... Inoltre, Julia ha dovuto fronteggiare: dinamitardi, madri snaturate, figli degeneri, imponenti organizzazioni criminali, sette di fanatici… Ricordate G.D., il bombarolo incendiario? Difficile dimenticare "Cyrano", il killer telematico.
Particolarmente inquietante l’esito de "La lunga notte di Sheila", in cui si scoprirà che l’assassino non è uno solo. Ne "L’eterno riposo", addirittura assistiamo a un esempio di "killer multiplo". Che dire 
del famigerato
"Cacciatore", che invece di dedicarsi alla selvaggina ama braccare le giovani donne? Scolpiti nella memoria rimarranno i fratelli Luscombe; padre Connors, leader spirituale dei "Figli del Sole"; poi il killer dei barboni, quello che usa bambole assassine… E tutti gli altri che, di mese in mese, vanno a rimpinguare la galleria dei "cattivi soggetti" con cui Julia si cimenta. Galleria destinata ad allungarsi sempre più! Rimanendo nello specifico del mestiere di criminologa, possiamo dire che il suo approccio al problema del crimine efferato è squisitamente scientifico e aggiornato. Tiene conto, cioè, degli ultimi studi e delle statistiche elaborate dai vari centri che studiano il comportamento criminale umano. La tecnica è quella del profilo psicologico, messa a punto dal Vicap (Violent Crime Aprehension
Program), apposito dipartimento dell’Fbi. 
Ma Julia è animata da un istinto che va al di là della professione: quello che la muove è la sua voglia di capire, scandagliare i lati oscuri della mente umana; un desiderio innato di conoscere meglio gli altri e se stessa. Ecco perché rischia sempre in prima persona. In questo senso, possiamo davvero definirla "una Detective dell’Animo"!
A parte gli episodi suddivisi in più puntate, non frequenti, la caratteristica principale della serie Julia sta nella versatilità dei suoi racconti. Non esiste, quindi, una presenza fissa di nemici o avversari, ma più che altro una tipologia di situazioni! Le storie prendono spunto dalla realtà; la cronaca nera e la letteratura di riferimento sono in grado di fornire materiale infinito su cui lavorare. Il campo di azione di Julia è molto vasto (come si può evincere dalle recensioni)! I primi tre episodi hanno visto in azione un (anzi una) villain particolarmente coinvolgente e conturbante: la serial killer Myrna Harrod. Dopo mille peripezie, Myrna è stata finalmente catturata, interrompendo la lunga scia di sangue dei suoi delitti. Myrna, infatti, è tornata in azione, più spietata e pericolosa che mai e, dopo aver tentato di vendicarsi di Julia ("Bentornata Myrna!") ha fatto perdere definitivamente le sue tracce... Inoltre, Julia ha dovuto fronteggiare: dinamitardi, madri snaturate, figli degeneri, imponenti organizzazioni criminali, sette di fanatici… Ricordate G.D., il bombarolo incendiario? Difficile dimenticare "Cyrano", il killer telematico.

Particolarmente inquietante l’esito de "La lunga notte di Sheila", in cui si scoprirà che l’assassino non è uno solo. Ne "L’eterno riposo", addirittura assistiamo a un esempio di "killer multiplo". Che dire del famigerato "Cacciatore", che invece di dedicarsi alla selvaggina ama braccare le giovani donne? Scolpiti nella memoria rimarranno i fratelli Luscombe; padre Connors, leader spirituale dei "Figli del Sole"; poi il killer dei barboni, quello che usa bambole assassine… E tutti gli altri che, di mese in mese, vanno a rimpinguare la galleria dei "cattivi soggetti" con cui Julia si cimenta. Galleria destinata ad allungarsi sempre più! Rimanendo nello specifico del mestiere di criminologa, possiamo dire che il suo approccio al problema del crimine efferato è squisitamente scientifico e aggiornato. Tiene conto, cioè, degli ultimi studi e delle statistiche elaborate dai vari centri che studiano il comportamento criminale umano. La tecnica è quella del profilo psicologico, messa a punto dal Vicap (Violent Crime Aprehension Program), apposito dipartimento dell’Fbi.

Ma Julia è animata da un istinto che va al di là della professione: quello che la muove è la sua voglia di capire, scandagliare i lati oscuri della mente umana; un desiderio innato di conoscere meglio gli altri e se stessa. Ecco perché rischia sempre in prima persona. In questo senso, possiamo davvero definirla una "Detective dell’Animo"!