Chi è Dragonero

I nemici

I nemici

Ghoul, Coboldi, Giganti, Algenti... i mille volti del pericolo nell'Erondàr!

I Ghoul. L’origine della razza dei Ghoul si perde nel passato, non di meno di quanto si perdano le origini delle altre razze, ed è considerata forse un possibile incrocio tra umani ed elfi, sebbene l’indole dei Ghoul non abbia beneficiato né dell’ingegno della razza umana, né dell’armonia di pensiero di quella elfica, essendo selvaggia oltre ogni immaginazione. I Ghoul hanno da sempre preferito abitare nelle zone pedemontane e nelle immense foreste, dove si riuniscono in piccole tribù, spesso in lotta tra loro per questioni di cibo, femmine e territorio. Abilissimi guerrieri, posseggono un innato istinto di sopravvivenza “animale” che li rende, nel loro ambiente, pericolosissimi avversari. Vivono prevalentemente di caccia. Sono stanziali e non hanno mai sviluppato capacità particolari in nessuna nobile arte, per cui sono costretti a “rubare” alle altre razze tutto ciò che non riescono a costruire con la loro poca intelligenza e abilità, tra cui armi e strumenti da lavoro. Le femmine sono solite presidiare i villaggi quando i maschi sono a caccia o in battaglia, ma possono partecipare anche alla caccia o alla lotta nelle tribù piccole o in casi di estrema necessità. I Ghoul parlano una lingua semplice, dal tono secco e costruita con parole brevi e dure. Curiosamente, nella loro lingua, non sembrano esistere vocaboli che esprimano sentimenti.

I Coboldi sono esseri simili ai Ghoul, ma più piccoli, di una altezza di poco inferiore a quella dei nani. Pelosi come i ratti, con la postura dritta in combattimento, ma a 4 zampe in corsa. Le zampe posteriori più grandi e le braccia anteriori più sottili e corte. Il muso è dotato di occhietti rossi furbissimi e bocca con denti marci e rovinati. Vivono nel sottosuolo, ma non hanno alcun tipo di organizzazione sociale, se non quella di restare riuniti in piccoli gruppi per sopravvivere meglio.  Preferiscono scavare gallerie nel terreno e non amano molto le zone rocciose o troppo interne alle montagne. Tuttavia, ogni tanto si scontrano con i Nani, incrociando le loro gallerie. I Coboldi sono stupidi, senza una cultura, se non quella del sopravvivere depredando. Con loro non si ragiona. Tendono a fuggire di fronte ad avversari organizzati o bene armati, ma anche ad attaccare subito e senza indugio, se intravedono grandi vantaggi a prezzo di poche perdite. Indossano quello che depredano e adattano malamente alle loro esigenze armi leggere, corte, pugnali, picche, coltellacci seghettati. Conoscono molto bene certi funghi sotterranei dai quali traggono veleni. Hanno un olfatto incredibile e un più che ottimo udito... ma ancora di più, con i baffi sentono le vibrazioni trasmesse nel sottosuolo, caratteristica che va in aiuto della loro scarsa vista. La luce li infastidisce e l'esposizione diretta al sole li fa quasi impazzire.

I Giganti sono una razza di uomini molto alti, all’incirca il doppio di un umano. Longilinei e dinoccolati, dal fisco asciutto, ma potente. Sono mentalmente semplici e di poche parole. Vivono in piccole tribù stanziali, senza scopi particolari se non quello di sopravvivere. Evitano gli scontri di massa, se possono… in rare occasioni hanno partecipato a battaglie, specialmente contro gli Orchi, dei quali sono nemici giurati. I migliori tra loro sono i giganti Karkasseri che vivono nei territori cuscinetto tra l’Impero e l’Enclave della Montagna, dotati di una minima organizzazione sociale.

I Troll sono esseri alti e massicci, almeno tre volte un Orco e anche più, e sono creature solitarie, di diverso aspetto perché si sono adattati a livello fisico alle zone in cui hanno scelto di abitare, conformandosi all’ambiente. Sono una delle razze più antiche del mondo, mai evoluta oltre la sua essenza originaria. Sono esseri solitari, ma in rare eccezioni si possono unire per combattere un nemico comune che minaccia il loro ambiente, più che loro stessi. I Troll sono fortissimi e rappresentano una minaccia letale per chiunque, ma hanno un punto debole: al sorgere del sole devono fermarsi fino alla paralisi… ovunque si trovino, si fermano, il loro corpo si mimetizza all’istante con l’ambiente, divenendo parte integrante di un ponte, una sequoia, uno sperone roccioso e svanendo alla vista perché il sole che sorge li deve trovare così, immobili… se così non fosse, il Troll morirebbe all’istante, pietrificandosi.

Gli Algenti. A Nord dell’Impero si estendono lande desolate che sono delimitate dalla muraglia conosciuta con il nome di Grande Vallo e presidiata dalla Guardia Rossa imperiale. Gli Algenti sono la popolazione nomade albina che abita oltre il vallo. Sono Elfi corrotti dai loro antichi maestri, gli Abominii. In assenza dei loro Maestri, le orde degli Algenti hanno sviluppato nei secoli una società autonoma e vivono la loro vita seguendo le immense mandrie dei grandi pachidermi e dando periodicamente l’assalto al Vallo. Apparentemente non parlano tra loro, anche se sembrano comunicare perfettamente senza usare suoni. Questa peculiarità inspiegabile non fa altro che aumentare l'alone di mistero intorno a questa razza ostile. Ne segue che gli Algenti siano in costante contatto collettivo e ognuno sia cosciente della presenza dell'altro anche quando questo non è in vista; da qui la difficoltà di coglierli di sorpresa, eliminando, ad esempio, le sentinelle di un accampamento, dato che l'improvvisa interruzione di un contatto metterebbe in allarme il gruppo.