Chi è Ricciardi

I comprimari

I comprimari

Il brigadiere Maione

"Il brigadiere Raffaele Maione è l'alter ego di Ricciardi. Non è Sancho Panza e non è il Dottor Watson. Fondamentalmente non comprende però Ricciardi, non lo ha mai compreso ma gli vuole solo bene. Ha una devozione nei suoi confronti inspiegabile, magica che deriva dal fatto che Ricciardi sa (e Maione non si chiede come) cosa ha pensato Luca, suo figlio morto durante un'azione di polizia. Il commissario è l'unico che sa quali sono stati gli ultimi pensieri di quel giovane poliziotto. E questo basta a Maione per amare univocamente Ricciardi con una devozione paterna. Maione è per Ricciardi un po' come quei padri che non capiscono i figli ma che li amano e basta, semplicemente perché li devono amare. Maione ha la caratteristica meravigliosa di essere così organico alla città che pur essendo un omaccione in divisa, riesce a essere invisibile quando è dietro a qualcuno e lo pedina".


Tata Rosa

"Rosa Vaglio è la donna che ha sempre amato Ricciardi teneramente, fin da bambino. È' stata investita da ragazza del compito di accudire prima la madre di Ricciardi e in seguito lui. È l'unica missione della sua vita. Non si è sposata per questo, non ha avuto figli suoi, e non ha mai avuto la minima idea del perché Ricciardi sia così triste e solitario. Cerca di convincerlo in ogni modo a farsi una famiglia, e nel frattempo assolve a tutti i suoi bisogni in una maniera quasi sacerdotale, com'erano le tate, le bambinaie dell'epoca, che restavano bambinaie del proprio signorino per tutta la vita, anche da vecchie".


Il dottor Modo

Il dottor Bruno Modo svolge il ruolo di chirurgo e  medico ed è "il miglior amico di Ricciardi, forse il suo unico amico... È l'unico ad avere un'interlocuzione continua con lui, perché è culturalmente alla sua stessa altezza se non di più. È stato medico durante la guerra del 1915-18 e non la sopporta in nessun modo, così come è esplicitamente antifascista. Ritiene che il regime porterà l'Italia alla rovina, ed è l'unico che in un certo modo vede il futuro. Si mette in pericolo perché dice le cose come stanno. Ama molto la gente, anche se la critica continuamente. È un lavoratore straordinario. È un medico pietoso, e questo è il lato del suo carattere che più piace a Ricciardi. Riesce anche durante un esame necroscopico (che era l'autopsia di quel tempo) a mantenere il rispetto nei confronti del cadavere che ha davanti".


Bambinella

Bambinella è un femminiello. "Fin dal Seicento, nella città di Napoli quelle persone che avevano una doppia natura (maschile e femminile) venivano ritenute dal popolo preferite da Dio, perché dotate di questa possibilità. Erano gli unici in grado di dare consigli sulle donne agli uomini e consigli sugli uomini alle donne. Questo li rendeva amati e addirittura protetti dalla cittadinanza. Napoli ha sempre dimostrato una tolleranza e un'accoglienza speciale, che è nella sua natura. Bambinella, proprio perché gli si chiede consiglio, conosce le storie di tutti. Quando ho dovuto immaginare un informatore della polizia è stato naturale immaginarselo come una persona pettegola. Nella Napoli degli Anni Trenta tu sapevi i fatti degli altri perché te li venivano a dire. E a Bambinella vanno tutti a dire delle cose perché è il confidente ideale".


Falco

"L'agente Falco fa parte dell'OVRA, la polizia segreta fascista che nella città di Napoli negli Anni Trenta aveva più di 1.500 informatori che seguivano ogni famiglia della città e la sorvegliavano. Falco è un personaggio anonimo, che si muove lungo il muro, che non da mai contezza di se stesso. La sua funzione ufficiale è di proteggere Livia dal mettersi nei guai; nella realtà, invece, sorveglia il mondo intorno a lei. Segretamente è innamorato della donna, ed è convinto che in qualche modo si possa rimuovere l'amore di Livia per Ricciardi, ma vuole farlo con calma e metodo".


Garzo

"Il vicequestore Garzo è il superiore di Ricciardi, ed è un uomo determinato a fare carriera. Non ha alcuna attitudine al comando né alcuna intelligenza. Pensa che se uno si occupa di criminali deve pensarla come loro e quindi dev'essere criminale anche lui. Si vanta, per questo, di non comprendere alcun procedimento dei criminali. Cerca disperatamente di mantenere in piedi una sorta di coerenza con il mondo attorno, quindi cerca di accondiscendere i suoi superiori. È forte con i deboli e debole con i forti, come spesso sono i burocrati, e il fatto che sia uno stupido aiuta molto Ricciardi, che riesce sempre a manovrarlo in qualche modo".


Enrica Colombo

"Enrica rappresenta la normalità, e per questo di lei si innamora Ricciardi. È una ragazza di quasi 25 anni, che ha studiato da maestra e vive nel palazzo di fronte alla casa del commissario. Ricciardi la guarda ogni sera dalla finestra e pensa che se fosse stato un uomo diverso, e non avesse su di sé la condanna che gli ha riservato il destino, Enrica sarebbe stata la donna che avrebbe voluto avere vicino. A forza di pensarlo, comincerà a credere che la cosa si possa realizzare. È una ragazza alta, abituata a cucire con la mano sinistra, porta gli occhiali. È un po' sgraziata ma è molto dolce. Dolce nei movimenti e nel carattere ma anche determinata... È abituata ad aspettare, e sa che quell'uomo che è alla finestra, prima o poi sarà suo".


Livia

"Livia Lucani è la vedova del tenore Arnaldo Vezzi, la prima vittima la cui morte viene narrata ne ‘Il senso del dolore'. È una donna di una bellezza estrema, un ex cantante lirica che ha dedicato la propria carriera al marito che non amava e dal quale era considerata come una specie di proprietà. Si innamora di Ricciardi e di Napoli quando avviene la morte del marito. Deciderà di trasferirsi in quella città. È un'amica della figlia del duce ed è una delle donne più amate e invidiate di Roma e ciò nonostante decide di rinunciare a tutto per inseguire il sogno di inseguire un uomo come Ricciardi che invece non le dedica molte attenzioni".