23 marzo 2018

La scomparsa di Alberto Ongaro

La scomparsa di Alberto Ongaro

Storico nome del fumetto italiano, giornalista, romanziere, sceneggiatore di numerosi albi dei nostri Mister No e Nick Raider, Alberto Ongaro si è spento a Venezia.

Alberto Ongaro, giornalista e scrittore, oltre che prolifico sceneggiatore di storie a fumetti, è scomparso a Venezia il 23 marzo 2018.

Nato a Venezia il 22 agosto 1925, nel dopoguerra scrive, insieme a Hugo Pratt e a Mario Faustinelli, la serie "Asso di Picche", poi inizia "Junglemen" (disegnata da Dino Battaglia), ripresa successivamente da Pratt per il mercato argentino. I lavori del gruppo detto "Asso di Picche", formato dallo stesso Ongaro, Pratt, Damiani e Faustinelli, erano pubblicati in Argentina dalla Editorial Abril. Allo scioglimento del sodalizio, Ongaro, seguendo le orme di Pratt, nel 1948, si trasferisce a Buenos Aires, dove soggiorna per sette anni. Il periodo argentino vede il ritorno a "Junglemen", oltre alla messa in cantiere di nuove serie: "El Cacique Blanco", "Legión Extranjera", "Misterix", "John Korvo" e "Mark Cabot".

Dopo aver dimorato a lungo all'estero, al suo rientro in Italia, pur continuando a scrivere fumetti – tra questi "L'ombra", insieme a Pratt, pubblicato sul "Corriere dei Piccoli" nel 1964 –, si dedica al giornalismo (è stato corrispondente da Londra de "L'Europeo" per quattro anni) e alla scrittura in prosa. Il suo primo romanzo è del 1965 ("Il complice"); celebri anche "La taverna del Doge Loredan" (1980) e "La partita", con cui, nel 1986, vince il premio Super Campiello. Allacciati i contatti con Sergio Bonelli, nello stesso anno vengono pubblicati quattro albi di Mister No che portano la sua firma. Oltre a numerose altre storie del pilota amazzonico, dal 1992 al 2004 Ongaro scrive diversi albi di Nick Raider, usando il nome d'arte di Alfredo Nogara. L'ultimo romanzo di Ongaro, "Il respiro della laguna", giallo ambientato nella sua Venezia, nella quale si era ristabilito nel 1978, viene edito da Piemme nel 2016.

La redazione di via Buonarroti lo ricorda con ammirazione e affetto.

24/03/2018