Story Teller Web 5

Il lato oscuro della Luna

Il lato oscuro della Luna

Approfondimenti, riferimenti filmici e bibliografici: un breve viaggio alle radici di "Il lato oscuro della Luna", numero 5 della collana "le Storie".

22 novembre 1963, Dallas, Texas, ore 12.30. Mentre percorre Elm Street a bordo di una Limousine con la capote ben abbassata, il presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy viene ucciso da alcuni colpi d’arma da fuoco... Cosa c’entra – direte voi – il più celebre (e discusso) omicidio politico della Storia occidentale con la Luna? È meglio – rispondiamo – che lo chiediate agli autori de Il lato oscuro della Luna. Questo piccolo mistero è, del resto, solo uno dei tanti che compongono l’albo di Bilotta e Mosca, solo una delle ombre che, scivolando furtive nella coda del vostro occhio, vi suggeriranno inquiete ipotesi... Non c’è da stupirsene: il vero protagonista di questa narrazione, infatti, è proprio il nostro enigmatico satellite, signore (o meglio Signora, perché da sempre la Luna è madrina dell’universo femminile) delle maree e degli umori, della follia e dei cicli della germinazione vegetale… Di cosa è fatta? Di formaggio, di argento o di fredda roccia? È davvero – così immaginava Ludovico Ariosto – il deposito del senno perduto? Oppure è la patria di quei buffi Seleniti che – descritti da Luciano di Samosata già nel II secolo d.C. – combattono una disperata guerra contro il regno del Sole? Edgar Allan Poe sognava di poterla raggiungere a bordo d’una mongolfiera, H.G.Wells pensava invece di servirsi di un fantasioso minerale “antigravitazionale”, mentre Jules Verne ci si voleva sparare con un potente cannone... Lo scrittore Edward Everett Hale ne fabbricò una copia artificiale nel suo La Luna di mattoni (1899), mentre Robert Heinlein, in La Luna è una severa maestra (1966), la trasformò in una sorta di Nuovo Mondo, ansioso di guadagnarsi l’indipendenza dalla madrepatria terrestre... Centinaia sono le visioni fantascientifiche, le fiabe, i miti e le divinità che seguono l’orbita solitaria di quella sfera rocciosa, eppure solo il rigore della fisica matematica e le conquiste dello sviluppo tecnologico hanno consentito agli esseri umani di raggiungerla davvero, quel lontano 20 luglio 1969. Da allora, c’è stato chi ha insinuato che l’allunaggio non sia mai accaduto (primo fra tutti, Bill Kaysing, con il volume We Never Went To The Moon, 1976) e chi, invece, ha persino raccontato missioni NASA che, in realtà, non si sono verificate – come il regista Gonzalo Lopéz-Gallego, con il fantahorror Apollo 18 (2011)...