Story Teller Web 4

No smoking

No smoking

Approfondimenti, riferimenti filmici e bibliografici: un breve viaggio alle radici di "No smoking", numero 4 della collana "le Storie".

Pulp Fiction, Il padrino, Quei bravi ragazzi, Scarface … I film che hanno formato l’immaginario “gangsteristico” a cui siamo tutti assuefatti devono molto ai loro antenati degli anni Trenta e Quaranta del Novecento... Basti pensare che proprio l’ultima delle pellicole citate – il capolavoro di Brian De Palma (1983) – si ispira a una vicenda raccontata sul grande schermo, da Howard Hawks e Richard Rosson, già nel lontano 1932... Scarface (“lo sfregiato”) era uno degli epiteti con cui Al Capone era noto negli “ambienti che contano” di Chicago... Narra la leggenda che proprio lo sceneggiatore di Hawks e Rosson – il grande Ben Hecht – si sia infatti trovato nella scomoda necessità di fornire spiegazioni a due gorilla del “Big Boss” in merito al titolo scelto per la pellicola. E, dato che Hecht morì solo nel 1964, possiamo concludere che le sue parole risultarono convincenti... Scherzi a parte, le opere a cui facevamo accenno – Piccolo Cesare (Mervyn LeRoy, 1931), Gli angeli con la faccia sporca (Michael Curtiz, 1938), I ruggenti anni venti (Raoul Walsh, 1939), La furia umana (ancora Walsh, 1949) e molte altre – appaiono oggi doppiamente interessanti. Da un lato perché, a dispetto dei mutamenti che hanno così profondamente trasformato il cinema, conservano un’eccezionale freschezza, e dall’altro perché “registravano” “in presa diretta” la realtà criminale, tanto inquietante quanto pittoresca, che li circondava materialmente. Da questo universo, Pasquale Ruju ha spremuto una storia asciutta e tagliente, che a quel cinema rende un affettuoso omaggio. Da par suo, Carlo Ambrosini le ha dato forma con l’espressività e l’efficacia narrativa che da sempre caratterizzano il suo lavoro. Il risultato? Non spetta a noi dirlo, certo. Ma possiamo affermare che scorrendo le tavole di No smoking pare, talvolta, di respirare l’aria fumosa delle bische e l’acre odore della polvere da sparo. Pare, tra una vignetta e l’altra, di scorgere l’espressione truce di James Cagney – eccezionale interprete di così tante di quelle avventure criminali, che finì per diventarne la “bandiera vivente”, vero e proprio volto-simbolo di un’indimenticabile stagione hollywoodiana...