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La rivolta dei Sepoy

La rivolta dei Sepoy

Approfondimenti, riferimenti filmici e bibliografici: un breve viaggio alle radici di "La rivolta dei Sepoy", numero 3 della collana "le Storie".

Nel 1858, la Compagnia delle Indie Orientali, rappresentante pressoché onnipotente dell’imperialismo inglese, fu improvvisamente scalzata dall’unica autorità che potesse permettersi di farlo: la Corona, cioè Sua Maestà la Regina Vittoria... Un anno prima, infatti, l’India era stata scossa dalle violenze del Great Mutiny, il “grande ammutinamento” delle truppe coloniali (cioè i nativi arruolati nell’esercito degli occupanti), evento che aveva messo seriamente in discussione la capacità della Compagnia di esercitare un efficiente controllo territoriale... A questo sfondo, Giuseppe De Nardo e Bruno Brindisi – autori de La rivolta dei Sepoy – hanno saputo sovrapporre un velo di suggestioni “letterarie” che ci riporta al più classico patrimonio dell’Avventura. Non sarà difficile scorgere “in filigrana” l’eco di certi esotismi orientali salgariani – con il loro infallibile mix di azione e romanticismo – ma anche il profumo delle grandi narrazioni “coloniali” anglofone, da Forster a Conrad, da Kipling a Stevenson... Fino a giungere a imprese del grande schermo, come Passaggio in India (David Lean, 1984) o Gandhi (Richard Attenborough, 1982)... Ma queste sono solo suggestioni vaghe e superficiali,... Se volete un riferimento più preciso e puntuale all'avventura che trovate nella terza uscita della collana "le Storie", potrete trovarlo nella pellicola di Ketan Mehta The Rising: Ballad of Mangal Pandey (2005), dove la rivolta è raccontata dal punto di vista dei nativi. Mangal Pandey – oggi ricordato come un eroe dai nazionalisti indiani – fu colui che, il 29 marzo 1857, diede inizio alla rivolta aprendo il fuoco su un ufficiale britannico...