Intervista Nathan Never

L'occhio di Eccher!

L'occhio di Eccher!

Abbiamo intervistato Giovanni Eccher, sceneggiatore che ha posato il suo "sguardo cinematografico" sulle pagine di Dampyr (prima) e, ora, su quelle di Nathan Never.

Dopo aver ricoperto il ruolo di effettista, di sceneggiatore e regista per il cinema, Giovanni Eccher (milanese, classe 1976) da alcuni anni si sta dedicando anche ai fumetti, cimentandosi nel ruolo di sceneggiatore.

Suoi i testi dello Speciale Nathan Never in edicola in questi giorni e dell'albo di dicembre dell'Agente Speciale Alfa e, nei prossimi mesi, il suo nome riecheggerà spesso tra le pagine neveriane. Abbiamo voluto incontrarlo per conoscerlo meglio e per farci dare qualche anteprima su quello che ci aspetta tra le pagine di Nathan Never e non solo...

► Dati i tuoi molteplici interessi e le tante competenze in campi diversi della scrittura e del racconto per immagini, come sei arrivato a scrivere fumetti? Qual è stato il tuo percorso formativo? Quali i personaggi o gli autori che ti hanno fatto innamorare della Nona Arte?

Devo confessare che, nonostante sia profondamente innamorato del fumetto, mi considero ancora uno scrittore di cinema “prestato” al mondo delle nuvolette. Il mio approdo ai comics è avvenuto, infatti, in tempi recenti, proprio con la Sergio Bonelli Editore, sulle pagine di Dampyr.


Un ironico ritratto di Giovanni Eccher.

Prima di arrivare qui ho lavorato per vent'anni in cinema, teatro, pubblicità e video, non sempre in veste di sceneggiatore (faccio anche l'effettista, il regista e ho avuto un'oscura parentesi lavorativa come game designer).

Tuttavia, sono, da sempre, un lettore di fumetti: ho imparato a leggere all'asilo, complice una cassetta di legno piena di albi di Topolino, che si trovava in un angolo dell'aula e che mi faceva snobbare giocattoli e vita sociale. Quindi da un certo punto di vista si può dire che ho imparato il linguaggio del fumetto prima ancora di quello “in prosa”.

Leggo e amo autori di ogni genere; da un punto di vista professionale, gli sceneggiatori che ritengo mi abbiano influenzato di più sono alcuni “grandi” degli anni '80 come Francois Corteggiani, René Goscinny, Sergio Toppi, Gianni de Luca, Tiziano Sclavi, Alfredo Castelli, ma soprattutto Gino D'Antonio e Carlos Trillo.



► Raccontaci dei tuoi esordi bonelliani e di come sei approdato sulle pagine di Nathan Never.

Giusto per non smentire le mie origini, il mio primo contatto con la Bonelli è stato durante le riprese di un film: stavo realizzando un documentario su Magnus e intervistai Sergio Bonelli a proposito del celebre Texone. Ma come sceneggiatore entrai in casa editrice un paio d'anni più tardi, quando Diego Cajelli mi presentò a Mauro Boselli. Mauro fu gentilissimo, approvò quasi subito il soggetto che avevo in mente e, messa da parte la carota, usò quasi esclusivamente il bastone per fare di me, volente o nolente, uno sceneggiatore di fumetti. La cosa funzionò ed è anche grazie a lui, e agli ottimi disegni di Maurizio Dotti, se la storia che ne venne fuori (il n.137 della serie, "Gli Implacabili") fu votata come migliore storia del 2011 dagli utenti del forum di Dampyr. Boselli mi ha insegnato la scrittura bonelliana dalle basi in su, e non ha ancora finito di farlo (anche se la mia presenza su Dampyr è più sporadica).


Una sequenza tratta da Dampyr n.137 "Gli implacabili" (cliccate sull'immagine per visualizzare la tavola intera).

Circa un anno dopo ho tentato con Nathan Never, anche in questo caso trovando un eccellente maestro in Antonio Serra. Devo dire che mi trovo molto a mio agio con la fantascienza, essendo un appassionato del genere, e Nathan Never offre possibilità sconfinate in questo ambito: il bello dell'universo neveriano è che vi si può ambientare di tutto, dal western futuristico alla fantascienza asimoviana. A costo di scontentare occasionalmente i lettori “storici”, in Nathan Never e nelle testate satellite si sperimentano continuamente nuovi registri e nuovi stili di racconto, e tutto si può dire tranne che quella dell'Agente Speciale Alfa sia una testata ripetitiva... Questo è molto importante per me. Inoltre mi trovo molto bene a lavorare sia con Antonio, che è un editor di livello altissimo, sia con l'attuale curatore della testata, Glauco Guardigli, che ha ereditato e regge sulle proprie spalle una notevole responsabilità.



► A dicembre, troviamo in edicola lo Speciale Nathan Never di quest'anno, una storia molto particolare, sia per la situazione estrema in cui hai voluto cacciare il nostro eroe che per i tanti riferimenti alla reale vita nello spazio di cui l'hai infarcita. Quanto è sottile il confine tra scienza e fantascienza in "Alla deriva"? E quale documentazione hai fornito ai disegnatori che l'hanno visualizzata?

In questo Speciale abbiamo cercato di visualizzare un naufragio spaziale in chiave “realistica”. Quasi tutto quello che succede è fisicamente plausibile, con alcune licenze: ad esempio, la forza di attrazione gravitazionale dell'asteroide è probabilmente eccessiva rispetto alla sua grandezza. Le scritte che compaiono sugli schermi relativi alle condizioni vitali e ambientali sono dati realistici, e per immaginare le coltivazioni nello spazio mi sono rivolto a mio padre, direttore di Arboricoltura ora in pensione, e a mia madre scienziata...

So di aver chiesto ai disegnatori parecchie cose difficili, tra cui la visualizzazione di metri cubi d'acqua a gravità zero, e getti di birra e champagne che si ghiacciano istantaneamente a contatto con il freddo siderale, ma devo dire che ne sono usciti benissimo. Ho mandato loro filmati e fotografie, insieme a noiose spiegazioni sulla fisica dei materiali; dato che la forma del relitto in cui si svolge gran parte della storia è molto importante, ho arrabattato con Sketchup una mappa in 3D dell'intera “scenografia”, oltre che delle astronavi e di elementi come lo Shiatz-O-Matic (la macchina dispensatrice di massaggi presente nella storia, N.d.R.). Matteo Resinanti ha poi reinterpretato il tutto dando un aspetto fantascientifico e coerente ai miei poligoni sghembi, e Antonella Vicari l'ha reso inquietante e claustrofobico con le sue chine. I disegni sono bellissimi e dotati di una delicatezza che ricorda i film di fantascienza di un tempo, sono estremamente soddisfatto del risultato.


Una drammatica sequenza tratta dallo Speciale Nathan Never 25 (cliccate per visualizzare la tavola intera).

► Sempre a dicembre, "Gli uomini del Presidente" porta in scena alcune situazioni tipiche di un certo genere di racconto, soprattutto cinematografico (non stiamo qui a elencare i tanti film che vedono il presidente, solitamente degli Stati Uniti, nel mirino di organizzazioni terroristiche di vario stampo): quali sono stati i punti di partenza di questa avventura, gli elementi che hai deciso di mettere in scena per intessere una trama ad alta tensione?

Con "Gli uomini del Presidente" volevamo mettere in scena un'azione corale, che coinvolgesse tutti i personaggi principali dell'Agenzia. In questo senso, è una sorta di riepilogo dei nuovi equilibri che si sono instaurati dopo la Guerra dei Mondi: ogni personaggio ha il suo spazio e le sue dinamiche, e non è un caso che parte dell'azione si svolga durante la rappresentazione di un'opera lirica, che rispecchia questo meccanismo...

Nel contesto “stile 24” ho cercato però di parlare anche di razzismo, delle conseguenze lasciate dalla guerra, e soprattutto del rapporto conflittuale tra Legs (sì, lo confesso, è il mio personaggio preferito!) e Solomon Darver. Emanuele Boccanfuso ha illustrato molto bene la vicenda, curando meticolosamente gli ambienti in cui si muovono i personaggi come vere e proprie scenografie, e facendoli diventare parte del meccanismo narrativo; inoltre, ha avuto la pazienza di disegnare masse di persone in fuga e altre amenità che ho inserito a briglia sciolta nella sceneggiatura, e lo ringrazio per aver represso l'impulso di venire sotto casa ad aspettarmi con una mazza da baseball...

► Sempre sul mensile, a gennaio pubblicheremo la prima parte di una storia tripla. Parlando con il curatore della serie, Glauco Guardigli, mi ha anticipato che con "Rivelazione" hai voluto toccare argomenti "spinosi"... di cosa si tratta?

La tripla in questione (specie il primo albo) tratta in effetti argomenti quantomeno inediti per la testata, e forse per l'intera Casa editrice. Ma non voglio sbottonarmi troppo, in fondo i lettori possono aspettare un mesetto per rendersene conto personalmente. In questi tre albi si aprirà inoltre un nuovo arco narrativo, con l'introduzione di un personaggio che porterà parecchio scompiglio negli equilibri di cui ho parlato poco fa. La storia è stata illustrata da Ivan Fiorelli e Sergio Giardo, due artisti affermati che hanno dato senza dubbio un grosso valore aggiunto alla sceneggiatura.


Cliccate sull'immagine per ingrandirla.

Pensandoci bene, sono parecchi gli argomenti “spinosi”, specie nei primi due albi, e si tratta certamente di qualcosa che non si è mai visto per lo meno nell'universo neveriano. Non so come la storia verrà presa dai lettori, ma sono fiducioso che per tre mesi non si annoieranno!

► A sottolineare un inizio anno neveriano sotto il segno di Eccher, a marzo arriverà in edicola il secondo numero di "Le Grandi Storie di Nathan Never": puoi già anticiparci qualcosa di quel corposo racconto?

L'albo non ha ancora un titolo definitivo, ma nella mia testa si identificherà sempre con il titolo di lavorazione, che è Nathan Vs. Legs (anche se forse sarebbe più appropriato definirlo “Agenzia Alfa Vs. Squadra Fantasma”).

Come ho già detto, Legs è il personaggio del mondo di Nathan Never a cui sono più affezionato: sotto la sua apparente bidimensionalità si nasconde una complessità paurosa, che si riflette anche nelle mille vicissitudini che l'hanno vista protagonista: dichiaratamente omosessuale quando ancora non era "di moda", ha litigato con Darver e se n'è andata per finire nella Squadra Fantasma, ha avuto un suo spin-off dai tratti manga e ne è uscita indenne, insomma ha avuto una vita che Nathan può solo invidiare.

Da tempo mi chiedevo cosa sarebbe successo se lei e Nathan si fossero trovati su due fronti opposti, e con il via libera di Serra ho cercato di rispondere a questa domanda... I lettori siano fiduciosi: questa storia NON è un “what if” ma fa parte della continuity (tanto che si inserisce nell'arco narrativo di Omega), né Nathan né Legs sono sotto controllo mentale o simili, non ci sono di mezzo universi paralleli o altri “sporchi trucchi” narrativi e la sfida NON finisce in parità.


Una tavola in anteprima dal prossimo "Le Grandi Storie di Nathan Never" disegnato da Patrizia Mandanici.
(cliccate sull'immagine per visualizzarla interamente)

La disegnatrice Patrizia Mandanici ha applicato alle sue tavole un livello di dettaglio decisamente più elevato della norma. Man mano che mi arrivavano i disegni, mi stupivo della lavorazione e devo dire che su tutti i livelli Patrizia, pur partendo da un alto grado di professionalità, ha davvero superato sé stessa. Con lei c'è una grande empatia, fin da quando abbiamo collaborato per la doppia avventura di Nathan dedicata al wrestling (NN n. 269 "Sangue nell'arena" e NN n.270 "Effetto domino"), ed era la persona più adatta a realizzare quest'albo, anche perché è stata lei a occuparsi dello spin-off di Squadra Fantasma apparso tra le pagine di Universo Alfa...


► Chiudiamo con la più classica delle domande: a cosa stai lavorando, al momento? Stai portando avanti anche progetti extra-fumettistici?

Attualmente sto scrivendo il mio primo Zagor, un compito impegnativo perché si tratta di una testata storica e di conseguenza molto “codificata”, piena di regole non scritte e topos narrativi da rispettare. Moreno Burattini, il curatore della testata, è molto paziente e sta cercando di guidarmi sulla strada giusta...

Fuori dall'ambito fumettistico ho in corso alcuni progetti cinematografici, di cui però non voglio parlare per pura e semplice scaramanzia. Il cinema, infatti, a differenza del fumetto, è un ambito in cui possono passare anni tra l'inizio di un progetto e la sua realizzazione, e nella maggior parte dei casi finisce tutto in un nulla di fatto. A meno di non essere spalleggiato da una potentissima major (e a volte nemmeno in quel caso) ogni annuncio è come vendere la pelle dell'orso prima di averlo ucciso...

a cura di Luca Del Savio