Zagor

La fine del viaggio

La fine del viaggio

Con "La chiave della conoscenza", in edicola dal 2 luglio, si conclude la trasferta zagoriana in Sud America. Moreno Burattini fa un bilancio di questa lunga avventura.

di Moreno Burattini

L’albo di Zagor n° 588, intitolato “La chiave della conoscenza”, in edicola dal 2 luglio, conclude la lunga trasferta sudamericana dello Spirito con la Scure. Nel numero successivo, “Il signore dell’isola”, il nostro eroe inizia una veloce navigazione che, in breve tempo, lo riporterà sulla costa degli Stati Uniti e da lì gli basteranno pochi giorni per raggiungere Darkwood, dove giungerà nell’episodio di settembre, intitolato appunto “Tornando a casa”.


La mappa del viaggio di Zagor
(cliccate sull'immagine per ingrandirla)

Il viaggio fuori dai tradizionali confini di Darkwood può essere visto sotto due luci diverse. Innanzitutto, ogni inizio di un viaggio verso l'ignoto è di per sé la metafora di una nuova genesi. Lo Spirito con la Scure parte alla ricerca di nuovi orizzonti, inedite avventure, diverse suggestioni scenografiche. Il secondo punto è che Darkwood ha rappresentato da sempre il regno della fantasia: uscendone, Zagor si trova di fronte alla realtà. Le nuove avventure cercano infatti di rappresentare quanto più plausibilmente la verità storica e antropologica del 1830, anno attorno al quale si collocano, per convenzione, i racconti dello Spirito con la Scure. Ciò non significa la rinuncia agli ingredienti magici ed esoterici connaturati con la figura stessa dell'eroe (che difatti continua ad affrontare streghe, zombi, giganti d'acciaio e mostri mutaforma anche fuori dalla sua foresta incantata): solo che popoli e tribù vengono incontrati nella loro giusta collocazione geografica, che case e capanne sono mostrate così come effettivamente erano, che usi e costumi corrispondono abbastanza da vicino a quelli che davvero si praticavano. Lo sforzo di documentazione di sceneggiatori e disegnatori non deve far pensare a un allentamento della tensione avventurosa, però: la fantasia prima di tutto!

Tappa dopo tappa

Il viaggio attraverso tutta l’America Meridionale è iniziato con l’albo “Rotta verso Panama”, datato febbraio 2012. Grazie alla cartina, proviamo a seguire e a dare una collocazione geografica a tutte le tappe del “tour” sudamericano.

Nella prima avventura (numero 1 sulla mappa), seguendo le tracce di Dexter Green, un archeologo ritenuto un amico, prima di vedersi tradito e addirittura abbandonato nelle sabbie mobili, Zagor ha attraversato l’istmo panamense e raggiunto il Pacifico. Green intende trovare un'antica base atlantidea, dove sono nascoste conoscenze tecniche e scientifiche, e presumibilmente armi micidiali, di cui vuole impossessarsi. Il Re di Darkwood, oltre a fargli pagare il tradimento, intende fermarlo perché ciò che l’avventuriero potrebbe trovare rischia di sconvolgere il mondo intero. La pista di Dexter e del suo servitore Yambo conduce il nostro eroe fino al porto del Callao, nei pressi di Lima.

 

Inoltrandosi verso l’interno, lo Spirito con la Scure e Cico conoscono una vecchia curandera, Mama Jacinta, che li mette in guardia sui pericoli che si troveranno davanti proseguendo il loro viaggio, tra cui la minaccia rappresentata da un farabutto senza scrupoli, Barranco, che volendo raggiungere una misteriosa, antica città arroccata sulle Ande non ha esitato a rapire Soledad, la bella figlia della sciamana, che ne conosce l’ubicazione. La città è quella che noi, oggi, conosciamo con il nome di Machu Picchu (numero 2 sulla mappa). In quel luogo, Zagor sconfigge Barranco (che cade in un fiume sotterraneo), libera la ragazza e incontra una comunità di misteriose donne discendenti da una antichissima sorellanza, già esistente ai tempi di Atlantide, collegata con altre sciamane che hanno segnato la vita di Patrick Wilding, come Shyer e Lyla.

 

Le abitatrici di Machu Picchu indirizzano il Re di Darkwood verso la foresta amazzonica (numero 3 sulla mappa), dove le donne guerriere che hanno dato il nome al Rio delle Amazzoni (tra le quali vive adesso anche Marie Laveau) sono state in grado di rivelargli l’ubicazione della base di Atlantide verso cui è diretto Green: la sua meta è l’Antartide! Scopriamo che Barranco, tornato sulla scena e definitivamente sconfitto, voleva appunto trovare la base delle Amazzoni per ordine di un ricco brasiliano di cui era al servizio, Dorival, destinato a fare una brutta fine.

 

Cercando di bloccare Dexter Green lungo il suo viaggio verso Sud, Zagor arriva a Salvador de Bahia, sulla costa del Brasile (numero 4 sulla mappa), dove viene coinvolto in una rivolta di schiavi e ritrova un vecchio amico, l’avventuriero Rodrigues Lobo.

 

Quindi si sposta prima nel Sertão (numero 5 sulla mappa), avendo a che fare con i Cangaceiros, e poi nel Mato Grosso (numero 6 sulla mappa), dove una traccia promettente si rivela però infondata, dopo aver condotto il nostro eroe su un altopiano popolato da dinosauri. In cerca di un imbarco che lo porti a Punta Arenas, porto di passaggio obbligato per una spedizione verso il continente australe, il nostro eroe si reca in Cile dove, a Concepciòn, viene sorpreso, con i suoi amici della compagnia teatrale Deplano y Matamoros, da un catastrofico terremoto e scampa al successivo tsunami che distrugge la città (numero 7 sulla mappa). Lì incontra il naturalista Charles Darwin, giunto sul luogo subito dopo il cataclisma.

 

Una lunga traversata della parte più meridionale del continente, dalla costa pacifica a quella atlantica, porta Zagor a Carmen de Patagones e un successivo susseguirsi di avventure in Patagonia (numero 8 sulla mappa) gli consente di raggiungere la Terra del Fuoco (numero 9 sulla mappa), dove finalmente avviene il primo faccia a faccia con Green, che però gli sfugge di nuovo.

 

Un ultimo inseguimento conduce entrambi tra i ghiacci attorno al Polo Sud (numero 10 sulla mappa). Zagor arriva in Antartide a bordo di un veliero, la “Marilena”, del cui equipaggio si è fatto amico; Green, invece, ha ricevuto l’aiuto della base di Altrove, che gli ha messo a disposizione la nave a vapore “Endurance”, comandata dal capitano Templeton, su cui è imbarcato anche l’agente Lambert. Il definitivo confronto fra lo Spirito con la Scure e Dexter Green è destinato a spiazzare i lettori per il colpo di scena che regola i conti fra i due, e comunque entrambi rischiano di finire vittima degli Shayogan, creature mutanti che sono pronte a partire alla conquista del mondo. Nello scontro finale si rivela fondamentale la conoscenza da parte di Zagor della “lingua degli antichi”, che gli fu insegnata da Shyer, come abbiamo scoperto ai tempi de “La progenie del male”, l’albo del 2011 in cui si gettano le premesse dell’intera trasferta (e che spiega il mistero dell’“abisso verde”, lasciato in sospeso addirittura da Giovanni Luigi Bonelli in uno dei primi albi della serie).

Se ci avete seguiti durante tutto questo tourbillon di spostamenti, vi sarete sicuramente resi conto della grande varietà di idee e della documentazione che ha sostenuto i testi e i disegni di ogni racconto; tutti gli autori coinvolti nel progetto hanno inoltre coordinato il loro lavoro in modo da garantire una serrata continuità a storie realizzate in tempi diversi. Non ci resta che sperare che i nostri sforzi siano stati ripagati dal vostro apprezzamento.

Nel prossimo albo, faremo tappa, grazie ai disegni di Gallieno Ferri, nelle isole Falkland (numero 11 sulla mappa): si tratterà soltanto un breve scalo in attesa del ritorno a casa.

Un nemico in agguato


Zagor Collezione storica a colori
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Che cosa attende il nostro eroe quando rimetterà piede nella foresta di Darkwood? Com’è tradizione al termine di ogni trasferta, la vendetta di un vecchio nemico. Questa volta si tratta del diabolico Mortimer, giunto al suo quinto ritorno sulle scene, dopo l'esordio tra le pagine di “Colpo da maestro”. Il criminale ritiene Zagor responsabile della morte di Sybil, la donna da lui amata (divorata dagli squali nelle acque di Haiti), e ha preparato una trappola assolutamente crudele, i cui effetti sono destinati a segnare per sempre la vita di Patrick Wilding. Il caso vuole che il ritorno a casa del Re di Darkwood coincida con l’inizio, nella Collezione Storica a Colori – in edicola ogni settimana con la Repubblica e L'espresso – di quella nuova “odissea americana” che io e Mauro Boselli organizzammo, nel 1994, per rivitalizzare la serie che, proprio in quegli anni, Sergio Bonelli aveva affidato alla nostra cura.

“L’esploratore scomparso”, l’albo che segnò l’inizio di quel viaggio (prima tappa, l’oceano Artico), fu l’avvio di quello che alcuni critici definirono, bontà loro, il “rinascimento zagoriano”. Per chi si fosse perso quel ciclo di storie, l’occasione di recuperarle potrebbe essere ghiotta!