Intervista Mister No

Yes, I'm Graziano Romani

Yes, I'm Graziano Romani

L'autore che ha messo in musica Tex, Zagor e adesso anche Mister No ci racconta il dietro le quinte del suo ultimo disco.

Graziano Romani, rocker con la passione per i fumetti – quelli Bonelli, in particolare –, ha già pubblicato due dischi dedicati a due autentiche colonne portanti della nostra Casa editrice: "Zagor King of Darkwood" (uscito originariamente nel 2009 e ristampato, nel 2012, da Panini Comics) omaggia lo Spirito con la Scure, mentre "My name is Tex", del 2011, è un distillato in musica di Aquila della Notte.


Graziano Romani

L'ultimo lavoro ispirato agli eroi bonelliani è stato pubblicato da poco, nuovamente da Panini Comics, e si intitola "Yes I'm Mister No". L'album, venduto in abbinamento a un albetto a fumetti, introdotto da una prefazione di Michele Masiero, contiene tredici brani (nove inediti e quattro grandi classici rivisitati per l'occasione). Tredici canzoni dedicate a Jerry Drake, ai suoi compagni d'avventura e alle sue passioni musicali che abbiamo imparato a conoscere durante le tante storie che negli anni hanno visto protagonista il pilota amazzonico. Passioni che, come sappiamo bene, erano anche il riflesso di quelle del nostro Editore, Sergio Bonelli, del quale l'avventuriero amazzonico era, in qualche modo, l'ideale alter ego.

Abbiamo chiesto direttamente all'autore cosa l'abbia portato a raccontare nuovamente, con la sua musica, un altro classico Eroe della nostra "famiglia".

► Dopo "Zagor King of Darkwood" e "My name is Tex", hai scelto di farti ispirare da Mister No. Volevi chiudere un'ideale trilogia di personaggi classici o sentivi il bisogno di misurarti con le atmosfere e il sound anni '50?

Un po' entrambe le cose. "Yes I'm Mister No", il mio disco edito da Panini Comics dedicato al Pilota di Manaus, va in qualche modo a completare una possibile trilogia degli eroi bonelliani che mi hanno emozionato fin da ragazzo. Sta risultando molto gradito agli appassionati, che mi fanno capire di aver apprezzato il mio approccio alla composizione delle canzoni, e la scelta di descrivere più la vera 'essenza' del personaggio, e dell'uomo, piuttosto che soffermarmi a riscrivere in musica le sue ben note avventure. Ma molte suggestioni della saga sono citate o celate nelle canzoni, a partire dall'ironica "Esse-Esse" dedicata al suo pard tedesco, oppure i vari luoghi caratteristici come l'Amazonas Hotel e la giungla amazzonica, elevata quasi a protagonista nel brano a sfondo ecologista intitolato "Lost Paradise"...


Sergio Bonelli in una foto che testimonia il suo spirito di avventura

Ma, principalmente, quest'opera l'ho voluta e concepita come un omaggio, un vero e proprio tributo al grande Sergio “Nolitta” Bonelli, il creatore del personaggio. Nel disco c'è un brano intitolato "Soul traveler (to Sergio)" che ho espressamente scritto per lui, per ringraziarlo di tutte le avventure e i sogni che ha saputo regalare a generazioni di lettori, e ovviamente anche al sottoscritto. Dal 2008 tra noi si era consolidato un bel rapporto di amicizia e di collaborazione, e devo dire che Sergio è stato di fondamentale stimolo per la creazione dei dischi dedicati a Zagor e a Tex. I suoi consigli, la sua competenza, la sua cultura – anche musicale – e il suo entusiasmo furono determinanti. E ora questo "Yes I'm Mister No" è proprio dedicato a lui.

► Sappiamo che sei principalmente un "rocker": per produrre le sonorità di "Yes, I'm Mister No" hai dovuto cambiare il tuo modo di suonare, ad esempio imbracciando strumenti insoliti, magari distanti da quelli che i tuoi fan ti hanno visto adoperare per tanti anni sul palco?

Non esattamente. Il primo rock'n'roll, ma anche il rhythm'n'blues e il soul sono nati in America proprio negli anni '50, dalle radici folk, gospel e jazz di alcuni decenni prima. Quel sound l'ho assimilato già dai miei inizi, quando ero il leader del mio primo gruppo, i Rocking Chairs. E quel suono mi è vicino, mi è congeniale, anche a livello di strumenti e vocalità.


Mister No canta "When the Saints go marchin in"

Quest'opera mi ha dato la possibilità di misurarmi e interpretare anche alcuni standard jazz del repertorio di Sinatra o Armstrong, la cui celebre "When the Saints go marching in" ha spesso caratterizzato tante avventure di Mister No. Questo classico nel disco l'ho cantato in duetto con la grande cantautrice americana Carolyne Mas, e ho anche avuto modo di interpretare la splendida "Body and soul" che era in assoluto la canzone preferita di Sergio. Ma le sonorità del disco comunque rimangono le mie: "Yes I'm Mister No" è il diciannovesimo album della mia ormai corposa discografia, e mi pare sia riuscito bene, devo dirlo con una punta di orgoglio...

► Jerry Drake è il personaggio che Sergio Bonelli sentiva più suo, quello che rispecchiava maggiormente il suo spirito di avventura, di libertà. Quanto devono alla figura del nostro editore i tuoi brani?

Come dicevo, le canzoni dei miei ultimi tre dischi devono molto a Sergio. Chi li ha ascoltati attentamente, magari soffermandosi maggiormente sui testi, sa di cosa stiamo parlando. Sergio era un vero “viaggiatore dell'anima”, un geniale narratore, uno spirito libero. La canzone a lui dedicata "Soul Traveler (to Sergio)" in questi giorni sta proprio per diventare un videoclip ufficiale, il primo tratto dal disco, ed è stato realizzato utilizzando molte delle splendide e suggestive fotografie scattate durante i suoi viaggi. Il video è quasi completo: ancora un po' di lavoro di post-produzione e sarà pronto. Vi anticipo che sarà molto intenso ed emozionante.

► Se dovessi concentrare in poche parole una descrizione del tuo lavoro su questo album, quali sarebbero quelle che definiscono meglio la sua realizzazione?

Il sound: la 'musica dell'anima' ovvero la soul music. Gli standard jazz: brani eterni, scelti dalla 'top ten' di quelli preferiti da Sergio Bonelli. I testi: intensi, drammatici, ma anche spensierati e ironici.


La copertina di Yes I'm Mister No
(cliccate sull'immagine per visualizzarla interamente)

La copertina: splendida, illustrata dal grande maestro Roberto Diso. L'approccio alla realizzazione del disco: cuore, corpo e anima.

► Oltre a portare in giro per l'Italia le canzoni del nuovo disco, cosa bolle in pentola, discograficamente ma anche editorialmente?

La premiere in concerto del nuovo disco avverrà nella suggestiva cornice della piazza centrale di Reggio Emilia, il 2 luglio, poi seguiranno varie altre città. Sul grande palco avrò una band di 6 elementi, compresi i fiati e le tastiere. Per quanto riguarda il futuro, sto lavorando alla fase di missaggio del mio primo disco dal vivo 'ufficiale', che con tutta probabilità uscirà l'anno prossimo.

Editorialmente invece sto lavorando all'adattamento e la traduzione del quinto volume di "Prince Valiant" di Hal Foster, una collana che sto curando in esclusiva per Nona Arte e che mi appassiona parecchio, ripresentando uno dei veri classici del fumetto d'avventura. Poi sto lavorando a un terzo saggio sull'arte dei grandi maestri del fumetto, dopo i volumi che ho realizzato negli scorsi anni dedicati a Galep e a Gallieno Ferri, rispettivamente i 'creatori grafici' di Tex e di Zagor. Non rivelo ancora di che maestro si tratta, ma lo scoprirete presto. E visto che ci ho preso gusto sto pure già pensando a un possibile ed eventuale prossimo disco che unisca 'musica e fumetto', ma è davvero troppo presto per parlarne...

E poi quest'anno e il prossimo sono tutti di Jerry 'Mister No' Drake, puxa vida!