Anteprima Le Storie

I segreti di Caravaggio!

I segreti di Caravaggio!

Lo sceneggiatore Giuseppe De Nardo presenta in anteprima lo Speciale Le Storie (interamente a colori!) che vede al centro dell'attenzione il celebre pittore.

Tocca allo sceneggiatore Giuseppe De Nardo, napoletano d'origine e professore di Storia dell'Arte, tenere a battesimo la nuova collana a colori, nata da una costola di Le Storie. Il primo speciale, "Uccidete Caravaggio!", arriverà in edicola il prossimo 10 luglio, visualizzato dal morbido tratto di Giampiero Casertano e colorato da Arianna Florean (potete vederne due tavole in anteprima nel testo). Una storia davvero particolare, quella che gira attorno alla figura, spesso in chiaroscuro, del pittore Michelangelo Merisi da Caravaggio. Un artista tormentato e geniale, del cui fascino intramontabile ci parla proprio De Nardo, presentandoci la genesi del suo racconto a fumetti...



I miei alunni.
Mi capita di vederli sbadigliare. Mentre spiego, qualcuno manda messaggi, cellulare sotto al banco. Qualcun altro finge di ascoltare. Non vede l'ora che suoni la campana.
Bisogna richiamarli spesso.

Non quando parlo di Caravaggio. È un nome che già conoscono. È il nome di un pittore maledetto. Un uomo violento. Un assassino.
“Ci racconti la sua storia, prof”. Sono curiosi.
“Questo pittore è splatter”, ha detto una volta un alunno. Non ricordo se si riferiva a La decollazione di San Giovanni o a Giuditta e Oloferne (cliccate per vederne una riproduzione). Non importa. In un caso e nell'altro il ferro recide le arterie. Le ferite sprizzano sangue.


La decollazione di San Giovanni Battista - particolare della tavola a fumetti
(cliccate sull'immagine per visualizzarla interamente)

Splatter. Il De Mauro dice che è un genere cinematografico, letterario e fumettistico caratterizzato da scene o racconti particolarmente raccapriccianti. Non parla di pittura. L'alunno, però, aveva ragione. Caravaggio è splatter. Nessuno, prima di lui, aveva realizzato immagini così esplicitamente violente, crude, raccapriccianti. Il più delle volte il soggetto si presta. Molti dei dipinti di Caravaggio sono di genere sacro. Vecchio e Nuovo Testamento. Storie di indicibile violenza ed efferatezza.

La Chiesa del tempo imponeva ai pittori canoni espressivi che sapessero sedurre e commuovere. C'era molto in gioco. Cattolici e Protestanti si contendevano le anime dei cristiani con ogni mezzo. Anche con la pittura. Si raccomandava che il martirio dei santi fosse rappresentato in modo da suscitare nelle masse sentimenti di pietà e devozione, comprensione e misericordia. Caravaggio andava oltre. Molto oltre. Fin dove la maestria e il talento visionario potevano spingerlo.
Questo gli procurava ammiratori e sostenitori, che si contendevano i suoi quadri. Anche tra gli uomini di Chiesa. Altri uomini di Chiesa lo avversavano. Ritenevano che la sua pittura fosse in qualche modo eversiva. Da mettere all'indice. Caravaggio era un personaggio di cui sbarazzarsi, alla prima occasione.

Interessante questo aspetto. L'avere tanti amici e ammiratori e, nello stesso tempo, nemici e detrattori. “Sarebbe bello scriverci una storia”. Quante volte l'ho pensato? Ogni volta che spiegavo Caravaggio ai miei alunni. Un desiderio che non prendeva mai corpo. Poi sono arrivate Le Storie. Un'occasione da non perdere. Come raccontare Caravaggio? Molti lo hanno fatto. Attraverso la letteratura, il cinema, la TV. Anche il fumetto. Tutti hanno scelto la medesima angolazione: la biografia del pittore. Caravaggio assoluto protagonista.


Davide con la testa di Golia, il dipinto "spiegato" dallo stesso Caravaggio
(cliccate sull'immagine visualizzarla interamente)

Il protagonista di “Uccidete Caravaggio!” è, invece, un cacciatore di taglie. Un hidalgo con un passato oscuro. Un avventuriero. Lo pagano per riportare a Roma un pittore condannato a morte per omicidio, vivo o morto. Pablo Domingo Serrano, questo è il suo nome, è un uomo d'onore. Conosce l'uomo al quale sta dando la caccia attraverso i suoi dipinti. Impara a riconoscerne lo stile. Ad apprezzarli. Un punto di vista insolito, che mi permette di raccontare la vicenda umana e artistica di Caravaggio senza cadere in eccessi di didascalismo e senza rinunciare al respiro dell'avventura. Queste, almeno, le intenzioni che hanno guidato il mio lavoro.

La biografia scritta da Helen Langdon, pubblicata in Italia da Sellerio, è stata il principale riferimento. Un testo rigoroso, che delinea la personalità di Caravaggio, ne ricostruisce i movimenti, fornisce preziose informazioni storiche sui luoghi dell'azione.
Non solo Helen Langdon. C'è da studiare parecchio quando si scrive una storia così. Non si può inventare un'epoca. Il professore di Storia dell'Arte ha dato una mano mettendo a disposizione dello sceneggiatore tutto ciò che sapeva sull'argomento.

Per una volta, i miei due Io hanno lavorato insieme.

Giuseppe De Nardo

► Prossimamente pubblicheremo le interviste a Giampiero Casertano, disegnatore dell'albo, e alla colorista Arianna Florean. Non perdete d'occhio le pagine del nostro sito!